OSCE osserva la diminuzione dell’intensità dei combattimenti nel Donbas durante la settimana scorsa

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Kyiv, il 5 maggio 2016. La missione di monitoraggio speciale dell’OSCE (la MMS) ha osservato una notevole diminuzione dell’intensità dei combattimenti nel Donbas durante la settimana passata. Tuttavia, il livello di pericolo rimane alto, specialmente nelle zone di confine. Quattro civili sono stati uccisi a Olenivka il 27 aprile, colpiti dal fuoco. Questo è stato annunciato da Alexander Hug, vice responsabile della missione di monitoraggio speciale dell’OSCE in Ucraina in una conferenza stampa all’Ukraine Crisis Media Center.

Hug ha cercato di persuadere le parti a ritirare le armi pesanti dalla zona del rischio, siccome il pericolo che viene dal lato opposto è ora molto più piccolo.

“Quando io vedo che la cosidetta ‘repubblica popolare di Luhansk’ porta armi pesanti verso Luhansk, io non sono del tutto sicuro che tutti si rendono conto del pericolo della situazione. Tutti hanno il diritto a portare rispetto al loro patrimonio culturale e storico, in particolare, quando uno parla della celebrazione del Giorno della Vittoria del 9 maggio. Ciononostante le armi pesanti al centro di una città maggiore non sia una solennità commemorativa, ma piuttosto una semplice violazione degli accordi di Minsk che presenta un rischio per la popolazione civile che vive nella zona”, ha dichiarato il vice responsabile della missione di monitoraggio speciale dell’OSCE.

Lui ha ancora detto che a sud est della città di Svitlodarsk controllata dal governo ucraino i droni della MMS hanno registrato una significativa concentrazione di armi, che presenta una violazione degli accordi di Minsk.

Hug ha aggiunto che a Mariinka bisogna riparare giusto 300 metri del gasdotto. Nel frattempo nelle zone di confine decine di migliaia di civili e la maggior parte degli impianti industriali rimangono scollegati dalla fornitura di gas.

Secondo Hug la libertà di movimento ancora rimane sfidata, specialmente sui territori occupati del Donbas. “Questa settimana, per esempio, dopo che siamo stati notificati sul flusso di armi verso Izvaryne, a sud est della regione di Luhansk, abbiamo mandato lì una pattuglia della MMS. Un membro armato della cosidetta ‘repubblica popolare di Luhansk’ ci ha ordinato di andarsene – e effettivamente  ci ha seguito lungo il nostro viaggio fuori – dalla città”, ha spiegato Alexander Hug. Lui ha ancora aggiunto che i membri armati della cosidetta repubblica popolare di Donetsk richiedevano i rappresentanti della MMS dell’OSCE a presentare i loro passaporti ai posti di blocco.