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Sull’orlo del disastro: una parte deI territori del Donbas può diventare inabitabile fra 5-10 anni

Sull’orlo del disastro: una parte deI territori del Donbas può diventare inabitabile fra 5-10 anni

La regione di Donetsk  occupa  uno dei primi posti in Europa e il primo posto in Ucraina   per quanto riguarda il  degrado ambientale in Ucraina. Dall’inizio del conflitto militare nella regione del Donbas la situazione è deteriorata. Le conseguenze dei combattimenti potrebbero  provocare un vero e proprio disastro ecologico che  riguarderà  tutto il territorio del Donbas, e  non solo  – riporta  in un’intervista al portale “Ostrov”  Dmitry Averin – ecologista, esperto di Zoї Environment Network. UCMC pubblica una versione abbreviata e tradotta  dell’intervista.

– La guerra nel Donbas influisce nell’ecologia della regione ?

Il Donbas – è la regione più tecnologicamente carica dell’Ucraina e dell’Europa. Secondo alcuni dati di una ricerca risalente al 2013, nella regione le emissioni nell’atmosfera erano pari a 44% del volume totale delle emissioni in Ucraina.

I combattimenti nella parte orientale della regione contribuiscono enormemente all’inquinamento della regione. L’ambiente naturale viene inquinato  sia a causa  dell’impatto diretto  delle ostilità, ed  anche come risultato di effetti indiretti, ad esempio, in caso di interruzioni di funzionamento di grandi imprese industriali, interruzioni  di lavoro delle infrastrutture critiche.

– Quali settori esposti a rischi della produzione sono concentrati oggi nel Donbas?

Nel Donbas si trovano  grandi imprese metallurgiche, che, in un modo o nell’altro, sono state danneggiate dal conflitto. Sono le fabbriche siderurgiche di Makiyivka, Donetsk e Yenakiyevo, la fabbrica di acciaio e ferro di Alchevsk, la cokeria di Avdiivka, Lugansk,  le centrali termiche ed  elettriche  di Uglegorsk e Mironovka e quelle di Starobeshevska, Kurakhovska e Zuevska, le quali hanno subito interruzioni di alimentazione elettrica.

Sono state danneggiate anche imprese dell’industria chimica – ad esempio la raffineria di Lysychansk, la fabbrica statale di Donetsk di prodotti chimici, l’Associazione Severodonetsk Azot e la compagnia “Stirol” a Horlivka. Le miniere di estrazione di carbone rappresentano  il maggior rischio ambientale, perchè sono più vulnerabili durante i combattimenti ed hanno bisogno di alimentazione elettrica ininterrotta.

– Quali pericoli possono sorgere a causa di danneggiamenti di queste aziende cosi grosse?

– L’interruzione di emergenza delle imprese grandi, a mio parere, può avere l’impatto più pericoloso e difficile da prevedere. A causa della distruzione delle infrastrutture di produzione ed interruzioni di emergenza, i rischi di tali effetti aumentano notevolmente.  A causa delle emissioni accidentali  avvengono contaminazioni dell’ambiente, delle acque superficiali e sotterranee e del suolo.

Ad esempio, nel 2015, a seguito di bombardamenti di cokeria di Avdiivka si è verificato un incendio e perdite di gas di cokeria, ed emissioni di gas  con un elevato contenuto di benzene, acido solfidrico e ammoniaca. Molte persone conoscono la situazione nell’impianto di fenolo a Dzerzhinsk, che è praticamente sulla linea di demarcazione. Nel caso della distruzione della diga i rifiuti chimici liquidi possono finire nel fiume Seversky Donets, e attraverso il  fiume – arrivare al Mar d’Azov.

La mancanza di drenaggio è la causa di episodi di allagamento nelle miniere di carbone e costituisce uno dei principali problemi ambientali del Donbas, in particolare nella zona di Horlivka. Questo fatto porta a cambiamenti nel regime delle acque sotterranee e comporta una serie di effetti negativi sull’ambiente. Non sono esclusi impaludamento e salinizzazione dei terreni  perché l’ acqua di miniera nel Donbas è caratterizzata da un’elevata salinità. La salinizzazione del suolo porta alla sospensione dell’attività dell’azienda, aumenta salinità e  radioattività delle acque superficiali e sotterranee.

– Perchè vengono allagate le miniere di Donbas?

Nelle imprese a causa della sospensione del funzionamento normale, dell’interruzione di emergenza  dell’alimentazione, dei danni recati a edifici, strutture o attrezzature di pompaggio durante i  bombardamenti, avviene la sospensione di pompaggio delle acque di miniera. Adesso il drenaggio non funziona quasi sul tutto il territorio da Horlivka fino a Zolotoe.

 Quando la popolozione locale di Donbas sentirà gli impatti ambientali negativi?

Nella regione di Donetsk è aumentato il contenuto di acqua dei fiumi, che può  indicare l’aumento del livello delle acque sotterranee. Questa acqua entra nelle sorgenti delle acque superficiali senza trattamento. Ciò comporta un cambiamento nella concentrazione salina, che a sua volta influisce sulla qualità dell’acqua potabile e la composizione chimica dell’acqua nei fiumi della regione.

Inoltre, quando si solleva il livello di acque sotteranee, si verificano allagamenti delle aree e lo spostamento del metano sulla superficie.  Dato che il metano è un gas esplosivo che può accumularsi nei seminterrati e ingressi delle case, ciò produce rischi elevati per la sicurezza dei cittadini.
Credo che la parte del territorio di Donbas possa diventare inabitabile fra 5-10 anni a causa della impossibilità di uso economico. Prima di tutto, questo interesserà le zone vicine alla linea di demarcazione.

– L’OSCE presta attenzione  all’impianto di filtrazione a Donetsk,  quando nel caso della sua distruzione  si è verificata la catastrofe ecologica. Quali sono i pericoli  esistenti, relativi a questo impianto?
– In  tutte le stazioni la depurazione delle acque avviene usando il cloro – il quale principio attivo ha dei rischi elevati per le persone e per l’ambiente. Il rilascio di cloro può verificarsi nel caso di danni all’impianto. Pertanto, la contaminazione del territorio dall’epicentro dell’emissione può essere diffusa in diversi chilometri.

– Esiste il pericolo di aumento delle radiazioni nel territorio  non controllato di Donbas?
– Nella regione di Donetsk ci sono diversi impianti, la cui violazione delle norme può portare a contaminazione radioattiva di vaste aree. In primo luogo, questo pericolo è determinato dalla miniera di “Yunkom” a Bunge (ex -Yuzhnokommunarovsk), dove alla fine degli anni ’70 c’è stata un’esplosione nucleare sotterranea durante un esperimento per ridurre la tensione nella massa di roccia.

L’allagamento della miniera potrebbe portare alla contaminazione radioattiva delle acque di miniera, che ulteriormente incide sulle acque di superficie. In secondo luogo, sul territorio dello stabilimento statale  di prodotti chimici di Donetsk si trova l’impianto di stoccaggio dei rifiuti radioattivi del Ministero della Difesa dell’URSS, il cui stato stato era preoccupante anche nel 2000. Qual è la situazione con l’impermeabilità  del deposito non si sa, soprattutto in considerazione del fatto che sul territorio dello stabilimento sono avvenute diverse esplosioni negli anni 2014-2015.

Che cosa è stato fatto oggi dalla parte ucraina per evitare il disastro ambientale?

– A questo proposito vengono svolte le attività dal Ministero per i problemi dei territori temporanemente fuori controllo, dal Ministero dell’Ambiente dell’ Ucraina e da varie organizzazioni internazionali. Per esempio, su richiesta del Ministero dell’Ambiente, il coordinatore del progetto OSCE in Ucraina sta lavorando sul progetto dell’esame  del danno provocato all’ambiente a seguito del conflitto armato nell’Ucraina orientale.

Inoltre, si  lavora costantemente sul restauro della corrente elettrica e della somministrazione dell’acqua e si rafforzano le dighe. Ma non tutto dipende dalla parte ucraina, perchè per le riparazioni bisogna concordare il regime di silenzio con la parte russa.
In prospettiva , per conservare Donbas, insieme alle  organizzazioni e ai partner internazionali, dobbiamo ancora trovare il modo di coordinare gli sforzi con il territorio non controllato dall’ Ucraina per  organizzare i lavori.

 

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