Liberati i vice capi del Mejlis Chyigoz e Umerov condannati in Crimea occupata

Liberati i vice capi del Mejlis Chyigoz e Umerov condannati in Crimea occupata

Oggi, il 26 ottobre*, a Kyiv le autorità ucraine si stanno preparando a incontrare due vice capi del Mejlis, un organo di rappresentanza dei tatari crimeani. Si tratta dei prigionieri politici Akhtem Chyigoz e Ilmi Umerov, recentemente scarcerati.

Akhtem Chyigoz e Ilmi Umerov erano stati condannati da un tribunale russo nella Crimea occupata. Ma l’Ucraina e la comunità internazionale li considerava prigionieri politici. Il 25 ottobre i leader del Mejlis sono stati consegnati alle autorità  turche ad Anapa, in Russia, ed attualmente si trovano in Turchia. L’UCMC racconta com’è avvenuta la liberazione dei due tatari crimeani.

Liberazione

Akhtem Chyigoz è stato liberato dal centro di detenzione della città di Simferopol mentre Umerov è stato trasportato dall’ospedale di Bakhcysarai, dove era ricoverato da cinque giorni.

Secondo il media ucraino Ukrainska Pravda, la liberazione di Chyigoz e Umerov è stata discussa durante la visita in Ucraina del Presidente della Turchia Recep Tayyip Erdoğan, avvenuta il 9 e 10 ottobre scorso. L’argomento era nell’agenda dell’incontro bilaterale anche perché, qualche mese prima nel luglio 2017, Erdogan aveva incontrato il leader politico dei tatari crimeani Mustafa Dzhemilev ad Ankara.

Durante l’incontro con il Presidente Poroshenko a Kyiv, Erdogan aveva pubblicamente fatto riferimento al fatto che la Turchia si stesse adottando per la liberazione dei prigionieri politici in Crimea. “Stiamo tentando di usare ogni misura possibile per i nostri fratelli tatari crimeani che sono reclusi. Penso che con il tempo produrranno un risultato,” aveva detto Erdogan.

Secondo il capo del Mejlis, Refat Chubarov, la liberazione di Umerov e Chyigoz è stata possibile grazie agli sforzi e l’assistenza di tante persone in paesi diversi, in particolare dei deputati del Parlamento europeo, l’APCE (l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa), l’Assemblea parlamentare dell’Osce e delle altre organizzazioni internazionali. Oltre a questi, hanno contribuito alla loro liberazione anche diplomatici ucraini, politici dell’Unione europea, degli Stati Uniti, del Canada e delle numerose organizzazioni dei tatari crimeani e della diaspora ucraina in tutto il mondo.

Chubarov ha sottolineato che la decisione della Russia di liberare i due prigionieri non deve essere vista come un compromesso concesso da Putin. Al contrario, è un’attuazione parziale della decisione della Corte internazionale di Giustizia dell’ Onu che si era espressa in base all’appello dell’Ucraina riguardante la soppressione Mejlis.

“Si capisce però che la Federazione Russa non ha intenzione di applicare questa decisione interamente,” ha fatto notare Chubarov. Per ora non è chiaro in base a quale procedura ha avuto luogo la liberazione, ma secondo l’avvocato ucraino Mykola Polozov, sia Umerov che Chyigoz siano stati prosciolti dalla responsabilità penale che gravava su di loro.

Secondo la prima vice capo del Parlamento ucraino e membro del sottogruppo umanitario di Minsk, Iryna Gerashchenko, Poroshenko aveva parlato a lungo con Erdogan affinché egli prendesse parte in prima persona nei negoziati con la Federazione Russa. Anche Mustafa Dzhemilev ha preso parte nei negoziati. Secondo Gerashchenko, sono state considerate varie possibilità riguardanti la liberazione di Umerov e Chyigoz, ma solo negli ultimi giorni si è giunti ad una svolta.. Il Presidente Poroshenko, nel sua nota in occasione della liberazione di Chyigoz e Umerov, ha personalmente ringraziato il presidente turco Erdogan per il suo intervento.

Chi sono Chyigoz e Umerov e perché sono stati condannati nella Crimea occupata

Il 27 settembre 2017 il tribunale distrettuale di Simferopol, controllato dalle de facto autorità russe che occupano la Crimea, ha condannato Ilmi Umerov a due anni da scontare in una colonia penale. Gli  è stato anche proibito di svolgere attività pubbliche e parlare con i media. L’accusa mossa dalle autorità russe è quella di aver ”promosso il separatismo” in quanto gran parte della comunità tatatara in Crimea è  contraria all’occupazione della Crimea da parte di Mosca.

Dal 2005 Ilmi Umerov era a capo dell’amministrazione distrettuale di Bakhchysarai, in Crimea. Durante l’annessione della penisola, nel marzo 2014, in una dichiarazione ufficiale aveva dichiarato di non riconoscere i separatisti come legittimi interlocutori politici e aveva fatto un appello per non andare a votare al cosiddetto “referendum” del 16 marzo.

Dopo l’annessione, Umerov è rimasto a capo dell’amministrazione distrettuale fino all’agosto 2014. Si è poi dimesso spontaneamente dichiarando che non aveva più “la possibilità di svolgere il lavoro nelle nuove condizioni” dopo il referendum in quanto esse richiedono di ”violare i propri principi di vita”.

Nel maggio 2016 è stato arrestato in Crimea dal Servizio federale russo di sicurezza. Contro di lui è stato avviato un caso in base all’articolo del codice penale russo riguardante le attività pubbliche’ indirizzate a violare l’integrità territoriale della Federazione Russa. Le autorità gli contestano un presunto appello sul canale TV ATR ma, secondo Umerov, le sue parole non erano state tradotte correttamente in russo dal tataro crimeano.

L’11 settembre 2017 la Corte Suprema della Crimea, che è controllata dalle autorità russe, ha condannato anche Akhtem Chyigoz a otto anni di reclusione. Le accuse sono quelle di ”organizzazione dei disordini di massa” avvenuti il 26 febbraio 2014. Infatti, quel giorno, davanti al Parlamento della Crimea a Simferopol erano avvenuti degli scontri tra coloro che erano a favore dell’unità con l’Ucraina e i sostenitori della posizione del Cremlino.

Allora Akhtem Chyigoz era vice capo del Mejlis, posizione che ricopriva dal 2008. Come la maggioranza dei tatari crimeani, ha sostenuto la Rivoluzione della dignità. Oltre a ciò, aveva preso parte nella manifestazione dei tatari crimeani e degli altri sostenitori dell’Euromaidan davanti alla Verkhovna Rada (il Parlamento) della Crimea, che era appunto in programma il 26 febbraio 2014.

Quel giorno davanti però, oltre ai manifestanti in favore dell’Euromaidan, davanti al Parlamento si era riunita anche una manifestazione composta da sostenitori della Crimea come parte della Russia e alcuni cittadini russi portati in loco appositamente. Era quindi scaturito uno scontro fra i rappresentanti delle due fazioni opposte.

Dopo l’annessione della Crimea, le autorità di occupazione russe hanno avviato un caso penale, denominato “Caso del 26 febbraio”. Akhtem Chyigoz era una delle sette persone arrestate in relazione a questo fascicolo di inchiesta ed è  stato incriminato come organizzatore di disordini di massa.

L’Ucraina e la comunità internazionale (tra cui l’Unione Europea) ritengono però che entrambi i casi abbiano una motivazione politica e che quindi sia Chyigoz che Umerov fossero prigionieri politici.

Foto: Umit Bektas, Reuters, pubblicato dalla Radio Liberty.

*Differentamente da quanto comunicato prima, Akhtem Chyigoz e Ilmi Umerov sono arrivati a Kyiv il 27 ottobre. Aggiornato il 27 ottobre 2017.

Condividi sui social network

Twitter
Più notizie sul tema