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Rassegna della stampa ucraina dal 31 ottobre al 6 novembre

Rassegna della stampa ucraina dal 31 ottobre al 6 novembre

Situazione nella zona dei combattimenti

L’uso delle armi vietate dagli accordi di Minsk. Il 5 novembre le truppe russo-militanti hanno svolto gli attacchi alle forze armate ucraine stanzionate nei pressi di Vodyane, una cittadina vicino a Mariupol. Nel corso dell’attacco hanno usato armi montante sui veicoli da combattimento della fanteria BMP-2, i lanciagranate SPG e le mitragliatrici di grosso calibro, così come le armi vietate dagli accordi di Minsk, fra cui i mortai del calibro 82mm e 120mm. Nello stesso giorno le forze ostili hanno attaccato Avdiivka e Opytne nella regione di Donetsk con i lanciarazzi multipli Grad.

I militanti detengono 152 ostaggi nei territori non-controllati. Lo ha affermato Iryna Gerashchenko, prima vice capo della Verkhovna Rada (del Parlamento ucraino) e rappresentante ucraina nel sottogruppo umanitario presso il Gruppo trilaterale di contatto per la definizione della situazione nel Donbas.

Conteggio delle vittime dall’inizio della guerra nel Donbas. Secondo quanto riportato da Gerashchenko, nei tre anni della guerra in Donbas sono morti 2328 militari ucraini fra cui 3 donne ed 8300 militari, fra cui 24 donne, sono stati feriti. Secondo l’ultimo rapporto dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, il totale delle vittime tra l’aprile 2014 e l’agosto 2017 è composto da 10,225 morti e 24,541 feriti.

La catastrofe ecologica nel Donbas. Il 5 novembre il clorodotto della stazione di filtraggio di Donetsk è stato danneggiato in seguito agli attacchi militanti. La stazione si trova fra Avdiivka e Yasynuvata. La stazione porta l’acqua in città su entrambi i lati della linea di contatto: Donetsk, Yasynuvata, Vasylievka, Spartak, Avdiivka, Krasnohorivka e Verkhnyotoretske. La stazione è finita sotto il fuoco numerose volte nel corso della guerra.


La vita nelle “DPR” e “LPR”

“DPR” distribuisce denaro dai conti di risparmio delle banche non operative. Il 2 novembre a Donetsk sarà avviato il lavoro della “commissione” sulla restituzione dei risparmi che risultano depositati nelle cassaforti personali (cassette di sicurezza) delle banche e delle istituzioni finanziarie non bancarie che hanno cessato le loro attività, riporta il sito della “Banca Centrale del Donbass”. [Ovviamente, per la maggior parte dei proprietari non sarebbe possibile rivendicare i propri diritti alle cassette e potrebbe verificarsi un’espropriazione nascosta della proprietà della popolazione della regione di Donetsk che ha lasciato il territorio del conflitto – l’UCMC].

“DPR” sottragge gli automobili da alcuni trasportatori presso i punti di controllo. Il 2 ottobre, il passaggio attraverso la linea di contatto nella zona del Donbas dove si svolge Operazione antiterrorismo è stato reso estremamente difficile. Secondo quanto riportato dai testimoni oculari al “Novosti Donbassa”, il traffico attraverso i punti di controllo, controllati dalla organizzazione illegale della “DPR”, è stato praticamente fermato. I membri armati della “DPR” non facevano passare i trasportatori che venivano dai territori non controllati. Ad alcuni sono stati sottratti automobili e documenti. Inoltre, non facevano passare i trasportatori provenienti dalla parte controllata dal governo ucraino.


La nuova indagine sui offshore di Poroshenko: ridurre le tasse al minimo?

Perché la questione degli offshore è importante. A partire dal 1991, 148 miliardi di dollari sono stati trasferiti dall’Ucraina nelle aziende offshore. Il bilancio dell’Ucraina per il 2017 è di circa 30 miliardi di dollari. Circa cinque bilanci statali ucraini sono stati depositati offshore.

L’indagine “Panama Papers”: come tutto è iniziato. Un anno e mezzo fa, il presidente ucraino si è trovato al centro dell’attenzione dei principali media del mondo. Veniva menzionato tra le persone del cosiddetto “scandalo di Panama”, occasione in cui i giornalisti sono venuti a conoscenza dei dettagli dei segreti offshore di molti politici del mondo. Il presidente ucraino ha dovuto spiegare perché, mentre già in carica, aveva aperto l’azienda nella Isole Vergini Britanniche.

I redditi del presidente: cos’è cambiato in un anno. Secondo le ultime valutazioni, nel corso dell’anno passato, i redditi del presidente ucraino sono cresciuti e ammontano ad 1 miliardo di dollari. La fonte principale dell’arricchimento di Poroshenko è la propria azienda dolciaria “Roshen”.

Cosa c’è di nuovo? A giudicare dalle prove ottenute dai giornalisti nell’ambito del progetto “I documenti dalle isole del paradiso”, l’obiettivo di creare un’offshore presidenziale avrebbe potuto essere proprio quello di minimizzare le tasse. Nell’estate del 2014, subito dopo l’elezione di Petro Poroshenko a presidente dell’Ucraina, i suoi avvocati hanno cercato un’isola offshore per la società “Roshen”.

Le nuove evidenze nel caso offshore del presidente Petro Poroshenko danno ancora più ragione di ritenere che proprio l’evasione delle tasse, anziché il trasferimento in un “blind trust” o la vendita, fosse stata l’obbiettivo della ristrutturazione della società Roshen.


Diritti umani: circa un centinaio di giornalisti sono nelle mani dei militanti

In tre anni nel Donbas 28 giornalisti sono stati liberati dai militanti, comunque secondo le stime degli esperti questa cifra è quattro volte più alta. Questo è stato l’argomento di cui ha parlato il segretario dell’Unione nazionale dei giornalisti, Lina Kushch.

La portavoce ha aggiunto che, attualmente, nei territori non controllati del Donbas non funziona nessuna testata ucraina. Inoltre, ha ricordato che dopo l’inizio dell’Operazione antiterrorismo alcuni media  delle regioni di Donetsk e di Lugansk sono riusciti a trasferirsi nei territori controllati dall’Ucraina. Comunque, circa 50 testate ed alcune compagnie radio-televisive sono state catturate dalle forze dei militanti.

Il presidente dell’Unione nazionale dei giornalisti dell’Ucraina Serhii Tomilenko ha assicurato che l’Unione sta lavorando sull’unire gli sforzi comuni per liberare Stanislav Asieiev dalla prigionia, aggiungendo che i giornalisti vengono catturati perchè cercano di fare il loro lavoro in modo professionale e indipendente.


Riforme: le elezioni su larga scala nelle comunità territoriali unite

Il 29 ottobre, in Ucraina si sono tenute le elezioni nelle comunità (hromada) territoriali unite – nuove formazioni che sono state create a seguito del decentramento. Gli ucraini hanno eletto i parlamentari ai consigli di città, di paesini e di villaggi e sindaci in 201 comunità. Queste elezioni, forse, sono quelle svoltesi su scala più larga negli ultimi 3 anni. Più di 1,33 milione di persone hanno potuto parteciparvi, cioè circa il 4% di tutti gli elettori dell’Ucraina. Secondo la Rete civile OPORA, l’affluenza è stata circa del 48%.

Alla ONG Comitato di elettori dell’Ucraina è stato riferito che la maggior parte dei candidati provenivano dal partito “Blok Petro Poroshenko”, “Solidarnist” e “Batkivshchyna”. BPP è stato il partito di maggior successo: oltre il 55% dei sindaci eletti sono stati candidati del BPP o sono stati sostenuti da questo partito come candidati non allineati.

Tuttavia, nonostante il coinvolgimento attivo delle forze politiche nelle elezioni, le statistiche dimostrano che la maggior parte dei cittadini hanno votato per i non allineati locali che sono ben conosciuti dagli stessi abitanti locali.


Cultura: lUcraina ha sollecitato UNESCO a fermare la distruzione del Palazzo del Khan nella Crimea occupata

L’Ucraina ha sollecitato UNESCO e ICCROM e (Centro internazionale di studi per la conservazione ed il restauro dei beni culturali) a proposito del danneggiamento al Palazzo del Khan nella Crimea occupata dalla Russia. Il Palazzo del Khan è un monumento culturale del XIV-XVI secolo e la residenza dei governatori del Khanato di Geray di Crimea, incluso nella Lista provvisoria dei siti Patrimonio dell’Umanità. Il Ministero della Cultura dell’Ucraina ha informato, in una dichiarazione, che i lavori di restauro su vasta scala del Palazzo del Khan si svolgono illegalmente e che nei lavori sono impegnati i lavoratori senza esperienze rilevante. In particolare, sono stati danneggiati i dipinti del XVIII secolo, sono apparse delle screpolature sulle facciate dell’edificio, e si è sbriciolato l’intonaco. Vicino l’edificio principale del palazzo del Khan sarebbe stata eretta una tettoia di metallo per rifare il tetto. Esponenti del Ministero della Cultura hanno riferito che la costruzione potrebbe distruggere il monumento.

Precendentemente, sulla distruzione del Palazzo del Khan a Bakhchisarai sotto il pretesto di restauro, si era già espresso il presidente del Mejlis Refat Chubarov nell’ambito della 39-a sessione della Conferenza generale dell’UNESCO.

La foto principale: Bug. Le elezioni nelle comunità (hromada) territoriali unite.

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