Kyiv
,

Prigionieri del Cremlino. 12 anni di carcere al giornalista ucraino: qual è l’esito possibile nel caso di Roman Sushchenko?

Prigionieri del Cremlino. 12 anni di carcere al giornalista ucraino: qual è l’esito possibile nel caso di Roman Sushchenko?
Kyiv, 28 settembre 2018.

Il 12 settembre, la Corte suprema della Federazione Russa ha confermato la sentenza di condanna a 12 anni di carcere emessa, nei confronti del giornlista ucraino Roman Sushchenko, dal Tribunale della città di Mosca. A seguito della conferma Roman Sushchenko ha dichiarato di non essere d’accordo con il verdetto della Corte e che avrebbe continuato la lotta per la sua libertà, rivolgendosi anche alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Chi è Roman Sushchenko e perché è considerato un “ostaggio del Cremlino” – UCMC fornisce un quadro in quest’articolo.       

Chi è Roman Sushchenko? Roman Sushchenko è un giornalista ucraino che, dal 2002 al giorno dell’arresto nel 2016, ha lavorato come corrispondente dell’Agenzia nazionale ucraina d’informazione Ukrinform. Dal 2010 ha lavorato per Ukrinform in Francia. Secondo le informazioni apparse nei media, oltre alla diploma in giornalismo, Sushchenko è anche in possesso di una laurea militare. Si è laureato come ingegnere-militare di truppe corrazzati. Prima di lavorare per Ukrinform, Sushchenko ha lavorato per qualche tempo nel Ministero della difesa dell’Ucraina. Secondo gli esperti che seguono il suo caso, questo fatto avrebbe potuto causare il caso penale avviato contro di lui in Russia. Roman è sposato, ha due figli: Yulia e Maksym. La sua famiglia vive in Francia.

L’arresto. Il Servizio federale per la sicurezza russo (FSB) ha arrestato Roman Sushchenko il 30 settembre 2016. Il giornalista si recava spesso a Mosca per trovare suo fratello. L’avvocato di Sushchenko Mark Feygin (Feyghin), dopo aver preso visione dei materiali del caso, è venuto a sapere che il giornalista è stato seguito a partire dal dicembre 2015. Per avallare l’arresto il FSB avrebbe realizzato una messinscena, per incastrare il giornalista.

“A Roman è stato dato un disco digitale perché lo consegnasse a Parigi. Roman, in quanto giornalista, non ne aveva bisogno. Ne aveva tuttavia bisogno il FSB, veri professionisti nel creare storie di questo tipo. Sono pochi i servizi di intelligence che possono competere con loro in tali casi,” ha detto Feygin. Secondo il difensore, a Sushchenko è stato chiesto di passare il disco a un altro giornalista a Parigi.

Di cosa viene incriminato? Il 3 ottobre 2016 il FSB ha dichiarato che il giornalista ucraino Roman Sushchenko, che negli ultimi sei anni lavorava come corrispondente dell’agenzia Ukrinform in Francia, fosse un colonello dell’intelligence militare ucraina e stesse raccogliendo informazioni segrete sull’esercito russo e sulla guardia russa.

Su quali prove si basa il caso? Non si sa molto dei particolari che riguardano l’incriminazione e le prove contro l’ucraino, in quanto otto dei 12 volumi del caso sono classificati come segreti. È stato anche deciso di chiudere al pubblico il processo nel Tribunale di Mosca, iniziato a marzo 2018.

Il processo e la sentenza. Il 4 giugno 2018 il giornalista Roman Sushchenko, incriminato con le accuse dello spionaggio, è stato condannato a 12 anni di carcere di massima sicurezza in Russia. Il FSB ha dichiarato che il giornalista fosse un impiegato della Direzione principale di intelligence del Ministero della difesa ucraino e che sia stato arrestato mentre raccoglieva le informazioni segrete in Russia.

La pressione sull’avvocato. Il 24 aprile 2018 a Mark Feygin, l’avvocato di Roman Sushchenko che aveva anche difeso Nadiya Savchenko e altri ucraini arrestati in Russia per i motivi politici, è stata revocata l’abilitazione a esercitare la professione. In questo modo, Sushchenko è rimasto senza il difensore che aveva seguito il suo caso, un mese prima che fosse pronunciata la sentenza. Il motivo formale dietro questa azione delle autorità russe sarebbe stato il contenuto ingiurioso in tre tweet pubblicati da Feygin nel luglio 2017. Dopo che gli è stata tolta l’abilitazione, Feygin ha detto di sentire la responsabilità verso Sushchenko e per questo avrebbe continuato a lavorare sul caso prendendone in un altro ruolo.

Aspettando la sentenza per un anno e mezzo. Mentre era in carcere Sushchenko ha mandato alla sua famiglia dei dipinti fatti con tè e bucce di cipolla. “Per produrre le immagini mio padre ha usato della carta, penne a sfera, matite, tè e bucce di cipolla,” ha scritto su Facebook Yulia, la figlia del giornalista. I dipinti ritraggono la zona di Parma e il Faro d’Ar-Men nella Bretagna, in Francia. “Babbo li ha dipinti nel (carcere di) Lefortovo già ad agosto e dicembre 2017,” ha aggiunto la figlia. Pure il Presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko ha volto l’attenzione verso queste immagini. “Grazie a te Roman per non voler perdere la forza d’animo, nonostante l’intenzione del regime del Cremlino di piegare la tua volontà,” ha scritto il Presidente su Facebook.

Il collage è di “Novoe Vremia”

La reazione del Ministero degli affari esteri dell’Ucraina. Commentando il verdetto con cui la Corte suprema della Federazione Russa ha confermato la sentenza di 12 anni per Roman Sushchenko, la portavoce del Ministero degli affari esteri ucraino, Mariana Betsa, ha detto di non aver avuto illusioni sulla “sentenza” per Sushchenko.

La reazione del Presidente ucraino. Il Presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko si è indignato per il verdetto della Corte suprema russa. “Fin dall’inizio questo caso è sempre stato una farsa, mentre l’assurdità dei ‘processi’ a cui è stato sottoposto Roman è ovvia a tutto il mondo civilizzato. L’ambiente del 1937 è tutt’ora presente nella Federazione Russa anche adesso, mentre noi stiamo lottando contro l’aggressione della Russia e per la liberazione degli ostaggi ucraini del Cremlino,” ha scritto Poroshenko su Facebook.

È possibile lo scambio? L’avvocato Mark Feygin ha amesso la possibilità che Sushchenko possa essere scambiato per Kyrylo Vyshynskyi, capo redattore di RIA Novosti arrestato a Kyiv. Secondo Feygin, la decisione di svolgere tale scambio dipende completamente “da Mosca, non da Kyiv.” Ha anche detto che la Russia avrebbe voluto far tornare Vyshynskyi. Questo è stato detenuto a Kyiv il 15 maggio, dopo che il Servizio di sicurezza ucraino ha incriminato il capo redattore RIA Novosti per assistenza alla Russia nell’annessione illegale della Crimea e per il sostegno “alle organizzazioni terroristiche LPR e DPR.” Dopo aver perquisito la cassetta di sicurezza di Vyshynskyi in una banca, il Servizio della sicurezza ha scoperto i 200 mila di dollari, il contratto di lavoro con l’agenzia mediatica russa “Rossiya segondia” (la Russia oggi) e una pistola con delle munizioni. A giugno Vyshynskyi, durante una delle sedute in tribunale, si è rivolto attraverso i media al Presidente russo Vladimir Putin chiedendo protezione legale e la liberazione. Inoltre ha dichiarato di rifiutare la cittadinanza ucraina. Il giornalista è in possesso anche della cittadinanza russa a partire dal 2015. Il servizio per la migrazione ucraino ha dichiarato che Vyshynskyi non può rinunciare alla cittadinanza ucraina mentre è sotto indagine.

La domanda di grazia. In un’intervista rilasciata al canale tv ucraino “Priamyi”, l’avvocato Mark Feygin ha dichiarato che Sushchenko è pronto a presentare la richiesta di grazia. “Roman è pronto a scrivere questa maledetta domanda chiedendo grazia. Non vedo alcun problema in questo e Roman è d’accordo. Non è importante cosa scriverà, l’importante è trovarsi a Kyiv,” ha detto Feygin. Il difensore ha sottolineato che Sushchenko continua a considerarsi innocente e che la domanda di grazia non va accolta come una ammissione di colpa.

La foto principale: humanrights.org.ua

Condividi sui social network

Twitter