Cosa succederà in Ucraina sotto la presidenza di Zelenskyi: tre scenari

Cosa succederà in Ucraina sotto la presidenza di Zelenskyi: tre scenari
15 maggio 2019.

Nel secondo turno delle elezioni presidenziali, svoltosi il 21 aprile scorso, ha vinto l’attore comico Volodymyr Zelenskyi con un grande divario – ha ottenuto il 73,22 per cento dei voti, mentre il suo opponente, l’uscente Presidente Petro Poroshenko, ha ottenuto solo il 24,45 per cento. Il media ucraino “Novoe vremia” (I tempi nuovi) ha intervistato gli esperti per presentare tre scenari possibili per la presidenza di Zelenskyi, le cui aspettative da parte dei suoi elettori sono estremamente alte.

Il primo scenario, quello più probabile: il Presidente debole

L’essenza. Il politologo Volodymyr Fesenko afferma che il problema chiave è che le aspettative sul nuovo Presidente sono troppo elevate. “Fra un anno circa ci sarà una forte delusione – la finestra di opportunità è veramente piccola ed è incredibilmente difficile per realizzare tutto in così poco tempo,” spiega l’esperto.

Volodymyr Zelenskyi non sarà in grado di dare inizio a un percorso proprio per lo sviluppo del Paese, così andrà avanti per inerzia, seguendo le rotaie attuali e sviando sempre di più. I punti deboli di Zelenskyi – assenza di una squadra competente e di una visione chiara dello sviluppo del Paese, diventeranno evidenti.

Secondo gli esperti, è molto probabile che il sesto Presidente ucraino farà delle nominazioni poco ortodosse. Il politologo Vitaliy Kulyk prevede che anche i posti chiave di governo saranno disegnati a persone discutibili. Intanto i flussi finanziari si troveranno nelle mani di persone d’affari considerate vicine a Zelenskyi – Ihor Kolomoyskyi e i suoi partner.

La politica estera del nuovo Presidente sarà priva di una linea chiara. Per esempio, eviterà di enfatizzare la prospettiva dell’adesione alla NATO per mantenere il sostegno della parte orientale dell’Ucraina. Dall’altro canto, non oserà a cessare i contatti con l’Alleanza.

È poco probabile che le relazioni con la Russia cambieranno. Il politologo Kulyk è convinto che Zelenskyi seguirà strategie puramente neutrali. “Non ci dovremmo aspettare il discorso ardito sulle questioni militari come quello di Poroshenko. Zelenskyi eviterà ad ogni modo l’incontro con Putin e Medvedev,” procede l’esperta.

Il Parlamento. Mentre le prossime elezioni parlamentari in Ucraina sono previste per l’ottobre 2019, già prima dell’autunno nella convocazione attuale della Verkhovna Rada (il Parlamento ucraino) apparirà la fazione o il gruppo “Il servitore del popolo” (di Zelenskyi) composta dai vari banderuoli. Comunque è probabile che il gruppo sarà poco numeroso per poter adottare le leggi, ma consentirà di vociferare la posizione del Presidente neo-eletto nel Parlamento.

La squadra di Zelenskyi tenterà di sciogliere il Parlamento attuale per creare le condizioni per le elezioni anticipate, così la possibilità di ottenere una fazione “sua” sarà più probabile. Comunque entro ottobre  la sua popolarità calerà, dal momento che gli elettori si aspettano da Zelenskyi dei risultati immediati che egli non può dare.

Così la sua fazione nella Rada sarà grande ma insufficiente per assicurare una maggioranza stabile. Il Parlamento tornerà ad essere molto diviso nella sua composizione e la fazione di Zelenskyi dovrà raccogliere i voti aggiuntivi per ogni iniziativa.

Nessun maggiore cambiamento si verificherà nell’economia, se non che diventerà meno regolarizzata. Secondo Sergiy Fursa, specialista nelle vendite del reddito fisso nella compagnia degli investimenti Dragon Capital, finché il programma del Fondo Monetario Internazionale è attivo, l’economia non avrà grandi svolte. È possibile comunque che la crescita economica già abbastanza modesta si rallenterà.

Alcuni esperti fanno previsioni positive. Secondo l’economista Danylo Monin, anche sotto lo scenario del Presidente debole, il PIL aumenterà. Mentre nel 2018 costituisce 130 miliardi di dollari, nel 2019 raggiungerà i 143 miliardi.

Nel 2019, gli investimenti non si ridurranno. Secondo l’Associazione ucraina per il capitale di rischio e capitale privato, l’insieme degli investimenti in Ucraina è cresciuto del 50 per cento nel 2018 rispetto al 2017 e ammonta a 400 milioni di dollari. Negli ultimi sei anni un totale di un miliardo di dollari è stato investito nelle aziende di tecnologie informatiche e nelle imprese startup. Andriy Kolodiuk, il socio dirigente di AVentures Capital, afferma che il mercato degli investimenti del capitale di rischio continuerà a crescere: “Non dipende dal dirigente dello Stato. Il mercato degli investimenti sarà ancora più vivo se il Presidente mostrerà la comprensione e presenterà garanzie agli investitori che il loro capitale sarà tutelato,” dice l’esperta.

Lo scenario pessimistico: il caos

Lessenza. Il neo eletto Presidente Zelenskyi comincerà ad attuare le varie riforme senza raggiungere il successo in nessuna di loro. “Sarà un movimento caotico che non approderà a nulla. Per un Paese che ha bisogno di riforme, tale prognostico è pari a una morte dolorosa,” afferma il politologo Vitaliy Kulyk.

La politica interna. A causa della sua inesperienza, Zelenskyi cadrà nella trappola delle procedure burocratiche, in cui resterà fermo per mesi, sostiene il politologo Petro Oleshchuk. Gli stretti alleati del Presidente inizieranno a combattere per il potere l’uno contro l’altro, mentre il governo sfrutterà la debolezza del capo dello Stato per ottenere un ruolo più ampio. Foto: Facebook @ze2019official

“La debolezza del Presidente sarà deludente, così i suoi risultati nelle elezioni parlamentari si rivelanno modesti,” fa le previsioni il politologo Oleshchuk. In questa situazione Zelenskyi avrà poche possibilità di formare un governo “conveniente” per lui.

Nella Rada si formerà una maggioranza anti-Presidente. Il conflitto fra il Presidente e il Parlamento segnerà tutta la politica del Paese. Nel caso in cui sarà adottata la legge sulla messa in stato d’accusa del Presidente, c’è la possibilità che il potere del Presidente Zelenskyi avrà termine anticipatamente.

La politica estera. Il politologo Oleshchuk descrive lo scenario della “trappola del Donestk”. Mosca inizierà a provocare Kyiv con un’escalation nell’est del Paese, per poi offrire “un negoziato di pace” sulle proprie condizioni che, secondo l’esperta, possono includere anche lo schieramento della missione di mantenimento della pace con il contingente russo e l’autonomia dei territori occupati. Questo porterà ad un’esplosione di malcontento nella società ucraina e minaccerà la stabilità del Paese.

Economia. Se “al gruppo di Kolomyskyi” andranno restituiti i suoi beni, inclusa la banca “Privatbank”, questo rovinerà l’immagine positiva del Paese negli occhi dei partner esterni. Questo potrebbe anche diminuire gli investimenti da parte delle istituzioni finanziarie internazionali.

Sotto questo scenario, la cooperazione con il Fondo monetario internazionale (Fmi) rischia di terminare, con il paese andando in default. Il limite per il pagamento dei debiti è prevista per il 2020. Il sostegno del Fmi nel processo sarà cruciale per il Paese.

Lo scenario positivo: “il servitore del popolo”

L’essenza. Ci sono anche coloro che pensano che Volodymyr Zelenskyi possa dimostrarsi un riformatore efficace e deciso.

La politica estera. Zelenskyi riuscirà a discutere il sostegno più ampio da parte dell’Occidente nel confronto con la Russia.

La politica interna. Il neo eletto Presidente scioglierà il Parlamento nelle sue prime settimane in carica. Nelle elezioni anticipate il suo partito otterà la maggioranza dei voti.

Ciò consentirà al Presidente di formare un governo leale coinvolgendone i migliori esperti ucraini e internazionali. I nuovi dirigenti svolgeranno una serie di riforme importanti tra le quali rendere l’economia trasparente e aumentare gli investimenti.

Kolomoyskyi e il suo gruppo non otterranno alcuna preferenza da parte delle autorità e dovranno occuparsi del processo in tribunale su Privatbank da soli.

Economia. Secondo l’economista Danylo Monin, i primi compimenti del nuovo Presidente potrebbero attrarre nuovi investimenti. Se i prezzi per le materie prime aumenteranno, sarà ristabilita la crescita dell’economia già entro il terzo quartile del 2019.

“Se la squadra di Zelenskyi otterrà dei successi sul fronte anticorruzione, porterà all’influsso degli investimenti stranieri,” afferma l’esperta.

Secondo Sergiy Fursa, nel programma di Zelenskyi c’è un passo razionale – quello di creare il Servizio per le indagini finanziarie che toglierà i poteri dalle forze dell’ordine nel settore economico. “Sarebbe un compimento reale, si può dire una svolta,” commenta l’esperta.

Il sommario

Neanche lo scenario positivo garantirà a Zelenskyi un vasto sostegno della società.

Un sondaggio recente dell’Istituto internazionale di Kyiv per la sociologia (KMIS) ha così descritto le aspettative degli intervistati per il nuovo Presidente: il 39,1 per cento vuole la diminuzione delle tariffe nelle bollette, il 35,5 per cento – la rimozione dell’immunità dei parlamentari, giudici e del Presidente, il 32,4 per cento richiede che siano avviate o velocizzate le indagini sui casi di corruzione. In realtà, i poteri del Presidente consentiranno a Zelenskyi di agire solamente sul campo della seconda aspettativa e parzialmente dell’ultima. La prima è fuori dalle possibilità previste dalla carica.

La foto principale: Facebook @ze2019official

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