Quali sono le implicazioni del rilancio delle relazioni Ucraina-NATO?

Quali sono le implicazioni del rilancio delle relazioni Ucraina-NATO?
11 novembre 2019.

Nell’ottobre 2019 a Bruxelles ha avuto luogo l’incontro dei ministri della difesa dei Paesi membri della NATO e dei partner dell’Alleanza. Dopo la riunione, il Ministro ucraino della difesa Andriy Zahorodniuk ha affermato che è stato concordato il nuovo formato delle relazioni Ucraina-NATO. Inoltre, il 30-31 ottobre la delegazione del Consiglio del Nord Atlantico della NATO con a capo il Segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha visitato l’Ucraina. Inoltre, nell’Ucraina stessa è attivamente discussa la posizione ufficiale dell’Ucraina nei confronti del Piano d’azione per l’adesione – il governo considera vigente la domanda presentata all’Alleanza durante il vertice di Bucarest del 2008 e non intende presentarne un’altra prossimamente. Guardiamo i dettagli di questi sviluppi con riguardo ai diversi materiali apparsi nei media ucraini.  

Il 24-25 ottobre scorso a Bruxelles si sono riuniti i ministri della difesa dei Paesi membri della NATO e dei Paesi partner dell’Alleanza. Il focus della riunione sono stati gli affari in Afghanistan, Siria e Turchia. Tuttavia, prima che la riunione avesse inizio, il Segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha affermato che sarebbe stato discusso anche il caso dell’Ucraina, specificando che l’Alleanza intende a concordare dei nuovi programmi d’assistenza per il Paese. Ne sono risultati dei cambiamenti di vasta portata all’ordine del giorno. Il Ministro della difesa dell’Ucraina Andriy Zahorodniuk, che ha partecipato all’incontro a Bruxelles, ha illustrato il nuovo formato della cooperazione fra l’Ucraina e la NATO concordato nel corso della riunione.

Il rilancio delle relazioni: qual è il significato reale? Al momento sono note soltanto le caratteristiche generali della decisione della NATO, mentre il processo che porterà ad un documento scritto inizierà solo in un secondo momento, ha spiegato il Ministro Zahorodniuk.   

Le fonti di “Ievropeiska pravda” (La verità europea) affermano che i dettagli del nuovo approccio alla collaborazione sono ancora sul tavolo della discussione tra gli alleati, ma che la decisione principale è già stata presa.

Il giornale sostiene che i cambiamenti interesseranno due dimensioni. La prima dimensione riguarda il cambiamento delle condizioni a cui la NATO fornisce assistenza all’Ucraina. La seconda dimensione vedrà modificati gli approcci con cui l’Ucraina si atterrà agli standard della NATO nelle sue Forze Armate e le modalità secondo le quali l’Alleanza controllerà il raggiungimento dell’interoperabilità da parte dell’Ucraina, ossia la corrispondenza agli standard della NATO.

Gli standard della NATO che l’Ucraina deve adottare. Finora resta indefinita la lista degli standard della NATO (i cosiddetti STANAG – Standardization Agreement, in lingua inglese: “accordo sulle norme”) che l’Ucraina deve adottare per raggiungere l’interoperabilità completa delle proprie Forze Armate. La NATO ha oltre 2000 standard, ma la necessità di introdurli varia da Paese a Paese, per questo nessun membro dell’Alleanza ha ancora introdotto tutti gli STANAG nella propria legislazione. 

Le modifiche nelle relazioni Ucraina-NATO che riguardano gli standard dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord andranno principalmente in tre direzioni. In primo luogo, l’Ucraina e la NATO definiranno insieme quali standard vanno introdotti. In secondo luogo, per ciascuno degli standard concordati verranno compilate delle tabelle di marcia ai fini della loro realizzazione, e queste tabelle saranno approvate dalla NATO. Tali documenti saranno inoltre resi pubblici, così nella maggior parte dei casi anche la società civile potrà partecipare al monitoraggio.

La ristrutturazione dell’assistenza. “Ievropeiska pravda” citando le sue fonti racconta che quest’anno la NATO ha effettuato la revisione dell’assistenza per l’Ucraina e ha notato che la gestione dell’assistenza (con gli uffici a Bruxelles e a Kyiv) impegna tanti fondi e complica il coordinamento dei diversi progetti. Per questo motivo, come cambiamento principale, tutti i programmi saranno unificati sotto l’unico ombrello della cooperazione.

“Attualmente abbiamo i fondi fiduciari (trust funds), i programmi nell’arco delle iniziative separate come ‘Building Integrity’ (Costruendo l’integrità), ‘Defence Education Enhancement Programme’ (il Programma per rafforzare la formazione della difesa), il Programma dello sviluppo professionale, il Programma ‘Science for Peace and Security’ (La scienza per la pace e la sicurezza), i programmi di cooperazione con lo Stato maggiore; interagiamo con l’Agenzia della NATO per la manutenzione e i rifornimenti (NATO Maintenance and Supply Agency), con il Comandante supremo delle forze alleate in Europa, interagiamo con le forze delle operazioni speciali, per i trasporti aerei ecc.,” ha spiegato il viceministro degli affari esteri Yegor Bozhok che ha accompagnato il Ministro della difesa Andriy Zahorodniuk durante la sua visita a Bruxelles. “Adesso riporteremo tutti questi elementi in un singolo piano per la nostra interazione con la NATO,” continua Bozhok. Secondo il diplomatico, il nuovo programma il cui nome non è ancora adottato si baserà sul Pacchetto di assistenza globale (Comprehensive Assistance Package) in vigore dal 2016, e avrà un Segretariato unico diviso fra Bruxelles e Kyiv.

L’ex Ministro degli affari esteri Pavlo Klimkin in un’intervista ha così commentato questo cambiamento: “Diciamo che le piacciono i libri, ha gli scaffali per libri in due stanze e ha deciso di spostare tutti i libri su un unico scaffale. In teoria adesso è più comodo trovare i libri. Ma (se ci chiediamo) questa modifica ha fatto cambiare il suo approccio alla lettura? – Credo di no,” paragona l’ex ministro.

“È la logica dietro il cambiamento del formato della cooperazione con la NATO. (…) Il vero cambiamento della cooperazione è il cambiamento politico. In questo caso la politica non c’è. Sarà più facile lavorare così? Probabilmente sì. Ma dire che la nostra cooperazione con la NATO cambia sarebbe falso. Io credo che c’è chi non vuole irritare la Russia e allo stesso tempo vuole perseguire i suoi scopi. Questo risultato la Russia non lo accetterà per definizione. Abbiamo già seguito molti vettori (nella politica estera – ndt.). (…) Dobbiamo almeno imparare dai nostri stessi errori,” ha concluso Klimkin.

Definendo le priorità della cooperazione. “Ievropeiska pravda” aggiunge che l’Ucraina deve definire i principali ambiti nei quali si aspetta un’assistenza ed è proprio questo il punto su cui le parti non concordano.

Inoltre, differiscono le posizioni delle autorità e dell’opposizione in Ucraina. Ivanna Klympush-Tsintsadze, capo del Comitato parlamentare per l’integrazione dell’Ucraina all’Unione europea, deputata del partito “La solidarietà europea” (Yevropeiska solidarnist) ed ex Vice prima ministra per l’integrazione europea ed euroatlantica, in un’intervista ha raccontato che l’Alleanza ha suggerito all’Ucraina di definire cinque priorità che, secondo la parlamentare, non costituiscono un obiettivo sufficiente in termini quantitativi. Foto: www.nato.int. Il Segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha tenuto un discorso presso il Parlamento ucraino.

“Se sono richieste cinque priorità per ogni Paese partner, per un Paese il cui scopo è il Piano d’azione per l’adesione e l’adesione stessa, per un Paese che è entrato in una fase di trasformazione seria nel settore della sicurezza e della difesa, non è per niente sufficiente,” ha enfatizzato Klympush-Tsintsadze.

“Per esempio, la questione dello sminamento è sicuramente irrilevante per molti altri Paesi partner della NATO. Significa che abbiamo il compito di aumentare il numero di queste priorità, vorrei sentire parlare il governo, qual è la loro visione,” ha detto la capo del Comitato parlamentare per l’integrazione dell’Ucraina all’Unione europea.

Il Piano d’azione per l’adesione in pausa. Allo stesso tempo, l’Alleanza rifiuta di mettere in discussione l’approvazione del Piano d’azione per l’adesione dell’Ucraina. Il nuovo formato delle relazioni fra la NATO e l’Ucraina non lo metterà in discussione. Per questo regge la posizione delle autorità ucraine, secondo la quale prossimamente Kyiv non chiederà all’Alleanza di approvare il Piano d’azione per l’adesione.

Il governo ucraino ritiene tuttora in vigore la domanda per il Piano presentata nel 2008 al vertice di Bucarest, questa la motivazione a supporto del fatto che non intendono presentare un’altra domanda.

“L’Ucraina parte dall’idea che la domanda per il Piano d’azione per l’adesione alla NATO presentata nel 2008 al vertice di Bucarest resta in vigore,” ha affermato Dmytro Kuleba, il Vice primo ministro per l’integrazione europea ed euroatlantica dell’Ucraina durante la conferenza stampa congiunta con il Segretario generale della NATO ad Odesa. “Se torniamo alle fonti primarie – alla decisione del vertice di Bucarest, leggiamo che i partecipanti del vertice hanno accettato le domande dell’Ucraina e della Georgia incaricando i loro ministri degli affari esteri di sostenere le decisioni future per presentare loro il Piano d’azione per l’adesione,” prosegue Kuleba.

Riconfermare la domanda. Una posizione diversa è stata avanzata dal capo del Comitato parlamentare per l’integrazione dell’Ucraina con l’Unione europea, Ivanna Klympush-Tsintsadze: “Occorre riconfermare la domanda e iniziare a discutere su come ci stiamo preparando e quali sono gli obiettivi concreti da realizzare affinché l’Ucraina ottenga la decisione grazie alla quale le sarà presentato il Piano d’azione per l’adesione. Solo allora potremo insistere al fine di far considerare questa decisione dalla NATO, fra qualche anno. Al momento la decisione riguarda l’Alleanza, che dovrebbe dire: l’abbiamo preso in considerazione, lo vediamo, accettiamo e siamo pronti a discutere la tabella di marcia, a discutere su come stiamo procedendo perché all’Ucraina venga presentato il Piano d’azione per l’adesione,” spiega la parlamentare.

La posizione della NATO. Nell’intervista rilasciata al media “Ievropeiska pravda” durante la sua visita in Ucraina nell’ottobre 2019, il Segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha così risposto alla domanda se l’Ucraina debba rinnovare la sua domanda per il Piano d’azione per l’adesione:

“Non c’è bisogno che la parte ucraina intraprenda alcuna azione. L’unico elemento importante su cui l’Ucraina dovrebbe concentrarsi ora sono le riforme. Si tratta di operare una modernizzazione della vostra difesa, della lotta alla corruzione, del miglioramento del sistema giudiziario – e tutto questo è anche volto a migliorare la vita della gente.”

“Rafforzare l’agenzia della difesa è quanto serve a voi stessi, indipendentemente da quando diventerete un membro della NATO ed indipendentemente dal possesso di un Piano d’azione per l’adesione. Allo stesso tempo, queste riforme vi avvicinano sia all’ottenimento del Piano d’azione per l’adesione che all’adesione stessa,” prosegue Stoltenberg.

“Non ci sono dubbi che l’Ucraina aspiri all’adesione, ma al momento né la questione della vostra adesione alla NATO, né la questione del Piano d’azione per l’adesione sono il fuoco dell’attenzione. Al momento, l’attenzione dell’Alleanza, quella dei Paesi membri e anche quella dell’Ucraina è (e deve essere) incentrata non sulla data nella quale ricevuto il Piano d’azione per l’adesione, ma sul garantire che l’Ucraina rispetti agli standard della NATO. Questa è la strada più veloce per rafforzare le vostre istituzioni e ottenere l’adesione,” ha detto il Segretario generale della NATO.

La foto principale: www.nato.int. Jens Stoltenberg, il Segretario generale della NATO e Dmytro Kuleba, il Vice primo ministro per l’integrazione europea ed euroatlantica dell’Ucraina (a sinistra) nella conferenza stampa congiunta ad Odesa.

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