{"id":131335,"date":"2020-12-11T15:23:04","date_gmt":"2020-12-11T13:23:04","guid":{"rendered":"https:\/\/uacrisis.org\/?p=131335"},"modified":"2020-12-11T15:23:07","modified_gmt":"2020-12-11T13:23:07","slug":"risoluzione-onu-potenza-occupante-crimea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/uacrisis.org\/it\/risoluzione-onu-potenza-occupante-crimea","title":{"rendered":"Onu: la risoluzione che condanna le violazioni dei diritti umani dalla Potenza occupante in Crimea trover\u00e0 un sostegno?"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Il 18 novembre, il Terzo\ncomitato dell\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite che si occupa delle\nquestioni sociali, umanitari e culturali, ha approvato una proposta di\nrisoluzione intitolata \u201cLa situazione dei diritti umani nella Repubblica\nautonoma della Crimea e nella citt\u00e0 di Sevastopol, in Ucraina\u201d con 63 voti a\nfavore. Un totale di 22 Paesi ha votato contro e 85 si \u00e8 astenuto. La votazione\nper la risoluzione all\u2019Assemblea generale si svolger\u00e0 a dicembre. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ogni anno, a partire dal\n2016 l\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite adotta una risoluzione sulla\nsituazione dei diritti umani in Crimea, il documento di quest\u2019anno sar\u00e0 il quinto.\nRispetto alle versioni precedenti, la proposta della risoluzione 2020 \u00e8 stata\naggiornata e rafforzata. Guardiamo quali sono le novit\u00e0 e come si \u00e8 evoluto il\nsostegno internazionale alla giustizia nella penisola occupata.&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lo Stato occupante: una\nterminologia riaggiustata. <\/strong>Anche le risoluzioni precedenti delle Nazioni Unite si sono riferite alla\nCrimea come un territorio occupato. Nel 2020, gli accenti sulla definizione\nsono stati ulteriormente rafforzati. &nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In particolare, <a href=\"https:\/\/undocs.org\/en\/A\/C.3\/75\/L.32\">la risoluzione<\/a> sottolinea che \u201cgli organi e i funzionari della\nFederazione Russa insediatisi nella Crimea temporaneamente occupata, sono\nillegittimi e devono essere indicati come \u2018le autorit\u00e0 occupanti della Federazione\nRussa\u2019\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Covid-19: l\u2019impatto sui\ndiritti umani. <\/strong>Il diritto\ninternazionale umanitario vincola la Russia, in quanto Potenza occupante, a\ntutelare la salute e provvedere all\u2019igiene pubblica in Crimea garantendo agli\nabitanti l\u2019accesso ai servizi sanitari senza discriminazione. <\/p>\n\n\n\n<p>A questo riguardo, il progetto della risoluzione mette in evidenza le preoccupazioni\ncon \u201csfide aggiuntive poste al godimento dei diritti umani e delle libert\u00e0\nfondamentali da parte dei residenti della Crimea, causate dalle misure\nristrettive inutili e sproporzionate introdotte dalla Potenza occupante sotto\npretesto di lottare contro la pandemia di Covid-19.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il Gruppo per la tutela dei diritti umani in Crimea (Crimean Human Rights\nGroup) che monitora la gestione dell\u2019emergenza Covid-19 da parte delle autorit\u00e0\noccupanti sulla penisola a partire dal marzo, ha dimostrato attraverso una\nserie di prove che la Russia non aveva introdotto delle misure adeguate a\nprevenire la diffusione del coronavirus in Crimea. Inoltre, i difensori dei\ndiritti umani sostengono che i numeri reali dei decessi e contagi da\ncoronavirus in Crimea sono pi\u00f9 alti di quelli che la Russia ha fornito\nufficialmente. <\/p>\n\n\n\n<p>I voli giornalieri da Mosca \u2013 uno degli epicentri dei contagi in Russia \u2013\nnon sono mai stati sospesi, contribuendo considerevolmente alla diffusione\ndell\u2019infezione sulla penisola occupata. Inoltre, ai tempi della pandemia\nCovid-19, le autorit\u00e0 occupanti hanno tenuto parate militari che hanno\nprovocato la crescita dei contagi. <\/p>\n\n\n\n<p>La risoluzione evidenzia anche come \u201cle inadeguate condizioni di detenzione\nnegli istituti penitenziari, incluse celle affollate e mancanza di assistenza\nsanitaria appropriata, espongono i detenuti alla diffusione di malattie,\nincluso il Covid-19.\u201d <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Chiamare i difensori dei\ndiritti umani imprigionati per nome. <\/strong>Il documento menziona due difensori dei diritti umani di origine\ntataro-crimeana \u2013 Emir-Usein Kuku e Server Mustafayev. Entrambi sono prigionieri\npolitici incarcerati con false accuse di terrorismo. Kuku \u00e8 condannato a 12\nanni di reclusione, Mustafayev \u2013 a 14 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Server Mustafayev, un coordinatore dell\u2019organizzazione \u201cLa solidariet\u00e0\ncrimeana\u201d (Crimean Solidarity) arrestato dalle autorit\u00e0 occupanti nel 2018 ed \u00e8\nmenzionato nella risoluzione per la prima volta. In un certo senso, \u00e8 un\nriconoscimento di alto livello delle sue attivit\u00e0 come difensore dei\nprigionieri politici all\u2019interno delle iniziative de \u201cLa solidariet\u00e0 crimeana\u201d.\nIn precedenza, Amnesty International ha riconosciuto Server Mustafayev come un\nprigioniero di coscienza, perseguitato per le sue attivit\u00e0 da difensore dei\ndiritti umani.&nbsp;&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Nel settembre 2019, fra le persone consegnate all\u2019Ucraina all\u2019interno di\nuno scambio di prigionieri con la Russia, c\u2019erano 11 prigionieri politici, tre dei\nquali erano ucraini della Crimea \u2013 Oleg Sentsov, Oleksandr Kolchenko e\nVolodymyr Balukh. Da allora le autorit\u00e0 occupanti non hanno liberato pi\u00f9\nprigionieri politici arrestati in Crimea; al contrario, hanno imprigionato 28\nucraini in pi\u00f9 sulla penisola con delle accuse politicamente motivate.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mobilitare il sostegno\ninternazionale.<\/strong>\nRafforzare il testo della risoluzione \u00e8 una lama a doppio taglio, fanno notare\ni difensori dei diritti umani. Da una parte, consente di aggiungere i nuovi\ncasi di violazione dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale in\nCrimea, consolidando la valutazione di queste violazioni al livello\ndell\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite \u2013 il che rappresenta un passo importante\nnel formare la politica del non riconoscimento dell\u2019occupazione della Crimea al\nlivello internazionale. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019altra parte, la risoluzione aggiornata potrebbe togliere il sostegno\nda parte degli stati che temono loro possibili critiche verso la Federazione\nRussa. <\/p>\n\n\n\n<p>Il numero degli stati che appoggiano la risoluzione sulla situazione dei\ndiritti umani in Crimea varia da un anno all\u2019altro. A votare a favore del\ndocumento sono 60-80 membri, 20-30 Paesi votano contro e 70-80 si astengono.<\/p>\n\n\n\n<p>I risultati della votazione preliminare al Terzo comitato dell\u2019Assemblea\ngenerale dimostrano il sostegno pi\u00f9 modesto che la risoluzione abbia avuto nel\ncorso degli anni \u2013 63 membri hanno votato a favore, mentre 85 si sono astenuti.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque, chi ha votato contro \u2013 22 Paesi, \u00e8 il numero pi\u00f9 basso ottenuto in questi anni. La Russia e i suoi satelliti \u2013 Venezuela, Siria, Cuba, Bielorussia e Armenia sono i primi che votano contro. Altri alleati ad hoc della Russia sono i membri che non garantiscono la tutela dei diritti umani internamente, come Cina o Corea del Nord. Anche se il sostegno alla risoluzione durante la votazione preliminare \u00e8 stato in calo, non ci sono dubbi che la risoluzione sar\u00e0 adottata durante il voto all\u2019Assemblea generale, rassicurano i difensori dei diritti umani.\u00a0  <\/p>\n\n\n\n<p style=\"color:#919191\" class=\"has-text-color\">Foto: Pavlo Bagmut\/Photoshot\/East News. Una manifestazione davanti all\u2019Ambasciata della Federazione Russa a Kyiv in giornata della ricorrenza dell\u2019occupazione della penisola.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 18 novembre, il Terzo comitato dell\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite che si occupa delle questioni sociali, umanitari e culturali, ha approvato una proposta di risoluzione intitolata \u201cLa situazione dei diritti umani nella Repubblica autonoma della Crimea e nella citt\u00e0 di Sevastopol, in Ucraina\u201d con 63 voti a favore. 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