{"id":58263,"date":"2016-08-10T14:41:13","date_gmt":"2016-08-10T14:41:13","guid":{"rendered":"http:\/\/uacrisis.org\/?p=45904"},"modified":"2016-08-10T15:25:15","modified_gmt":"2016-08-10T12:25:15","slug":"45904-m-di-pasquale-intervista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/uacrisis.org\/it\/45904-m-di-pasquale-intervista","title":{"rendered":"Massimiliano Di Pasquale: Per capire il dramma dell\u2019Ucraina e i suoi conflitti occorre leggerla come un paese post-coloniale"},"content":{"rendered":"<p>Massimiliano Di Pasquale \u00e8 uno scrittore e giornalista italiano, autore di alcuni libri sull\u2019Ucraina tra cui un libro di viaggio dal titolo \u201cUcraina terra di confine. Viaggi nell\u2019Europa sconosciuta\u201d pubblicato nel 2012. Lo scorso giugno ha partecipato a una conferenza internazionale a Lviv tenendo un intervento dal titolo \u201cL\u2019Euromaidan e la guerra nel Donbas nei media italiani\u201d. L\u2019Ukraine Crisis Media Center (UCMC) ha intervistato Massimiliano circa il suo pi\u00f9 che decennale interesse nei confronti dell\u2019Ucraina, le sue scoperte ad essa legate, che potrebbero dare agli italiani\u00a0un&#8217;importante\u00a0chiave di lettura del paese, e il suo nuovo libro sull\u2019Ucraina in fase di stesura.<\/p>\n<p><strong>UCMC: Massimiliano, sappiamo che lei viaggia in Ucraina da pi\u00f9 di 10 anni. A suo avviso come \u00e8 cambiato il Paese negli ultimi tempi? <\/strong><\/p>\n<p><strong>Massimiliano Di Pasquale: <\/strong>Il Paese \u00e8 cambiato tantissimo negli ultimi anni. Sono stato per la prima volta in Ucraina nell\u2019estate del 2004, ossia prima della Rivoluzione Arancione, quando governava ancora Kuchma. Nonostante l\u2019atmosfera post-sovietica, mi piacque tantissimo. Ho tuttora ben fissi nella memoria i ricordi di quel primo viaggio. Parlando con la gente, specialmente nelle zone occidentali, si notava un certo fermento, si intuiva che qualcosa stava finalmente per cambiare. Molti erano convinti che alle elezioni presidenziali, in autunno, il candidato di Kuchma, Yanukovych, avrebbe perso. C\u2019era una situazione di attesa e di fermento.<\/p>\n<p>I frequenti soggiorni a Kyiv e nel resto dell\u2019Ucraina, dopo l\u2019elezione di Yushchenko, mi hanno permesso di osservare ci\u00f2 che \u00e8 accaduto nel periodo successivo alla Rivoluzione Arancione: le grandi aspettative della rivoluzione e i suoi fallimenti; la delusione della gente, perch\u00e9 la rivoluzione non aveva prodotto i risultati attesi; i conflitti tra Parlamento e Presidente; l\u2019apertura dei media; le vicende legate alle guerra del gas con la Russia. Ho vissuto tutto questo in presa diretta. A un anno dall\u2019elezione di Yanukovych del 2010, mi sono accorto che il Paese stava sperimentando una pericolosa involuzione democratica come dimostrano la sentenza Tymoshenko, la pressione sulla stampa e le intimidazioni nei confronti dei giornalisti. Nel novembre 2013 con Euromaidan la gente \u00e8 scesa in piazza e ha combattuto, arrivando in alcuni casi a sacrificare anche la propria vita, per cercare di emancipare l\u2019Ucraina dal regime corrotto e cleptocratico di Yanukovych.<\/p>\n<p>Oggi, a pi\u00f9 di due anni di distanza, noto che molti cittadini sono delusi perch\u00e9 il cambiamento politico \u00e8 ancora molto lento. Indubbiamente la guerra in Donbas complica le cose, ma ritengo che ci vorrebbe un\u2019azione pi\u00f9 decisa e risoluta da parte del governo. La classe politica attuale sta facendo troppo poco sul fronte della trasparenza e della lotta alla corruzione. La situazione \u00e8 molto critica. Il rischio \u00e8 che il procedere cos\u00ec lento delle riforme finisca per limitare gli aiuti finanziari e il sostegno politico da parte dell\u2019Occidente. Mi rendo conto che non \u00e8 facile combattere delle pratiche di corruzione che si sono consolidate nel corso di pi\u00f9 di 20 anni, ma Euromaidan nasce soprattutto per questo. Naturalmente ho anche notato dei cambiamenti positivi seppure in altri ambiti. Dodici anni fa, per esempio, anche i ristoranti del centro Kyiv non avevano menu in inglese, adesso ce l\u2019hanno quasi tutti. Pu\u00f2 sembrare una cosa stupida, ma \u00e8 importante se vuoi sviluppare il turismo. Anche il livello dei servizi \u00e8 aumentato notevolmente. Quindi in questo senso c\u2019\u00e8 stato sicuramente un miglioramento. Le nuove generazioni, soprattutto quelle che parlano inglese, hanno una mentalit\u00e0 diversa, pi\u00f9 dinamica che lascia ben sperare per il futuro. La nota pi\u00f9 positiva che riscontro oggi in Ucraina, soprattutto nei grandi centri, \u00e8 l\u2019entusiasmo di tanti giovani che hanno studiato o lavorato all\u2019estero e che guardano con interesse al modello europeo. Questa generazione di ventenni e trentenni, impermeabile alla lumpen cultura sovietica, \u00e8 l\u2019autentico motore di un nuovo Paese che sta sorgendo, non senza difficolt\u00e0, nell\u2019Ucraina del post-Maidan.<\/p>\n<p><strong>UCMC: Che cosa le piace dell\u2019Ucraina e che cosa continua ad affascinarla e ad attirarla qui? <\/strong><\/p>\n<p><strong> M. Di P.:<\/strong> Dell\u2019Ucraina mi piace l\u2019idea di Paese multiculturale, multietnico. L\u2019Ucraina \u00e8 un Paese di grande tolleranza, questo \u00e8 un aspetto che mi preme sottolineare perch\u00e9 sfugge troppo spesso a tanti osservatori. Nel corso dei miei primi viaggi rimasi impressionato moltissimo dai contrasti tra l\u2019architettura sovietica di citt\u00e0 come Kharkiv e quella austro-ungarica di Lviv e dalla eterogeneit\u00e0 dei paesaggi. In Ucraina incontri zone di steppa in cui la linea di confine tra cielo e terra finisce per confondersi per l\u2019assenza di rilievi; regioni come la Crimea caratterizzate da una vegetazione rigogliosa che assomiglia a quella italiana della Liguria e se vai nei Carpazi trovi addirittura le montagne! Sicuramente quello che continua ad affascinarmi dell\u2019Ucraina \u00e8 questa diversit\u00e0, eterogeneit\u00e0, sia a livello paesaggistico sia a livello culturale.<\/p>\n<p>Nel mio libro <em>Ucraina terra di confine<\/em>, uscito nel 2012, ho cercato di mettere in evidenza la poliedricit\u00e0 dell\u2019Ucraina. Esistono eredit\u00e0 culturali polacche, asburgiche, ebraiche, magiare, rumene, tatare, armene, greco-antiche e mitteleuropee. Tutte queste culture hanno saputo dialogare tra di loro all\u2019interno della societ\u00e0 ucraina. Il dialogo pi\u00f9 difficile non era tra le diverse etnie ma tra coloro che concepivano un\u2019Ucraina europea e un\u2019Ucraina euro-asiatica, o si potrebbe dire, tra la parte democratica della societ\u00e0 e quella sovietizzata. Oggi per via della guerra nel Donbas e dell\u2019occupazione della Crimea, anche gli ucraini dell\u2019Est si sono scoperti patrioti e si sono uniti contro l\u2019invasore russo. Le differenze culturali tra Est e Ovest permangono, per\u00f2 l\u2019invasione russa, paradossalmente, ha unito il Paese. Il popolo ucraino, nonostante le diversit\u00e0, si riconosce in uno stato unitario e indipendente e lotta contro l\u2019occupante.<\/p>\n<p><strong>UCMC: Lei ha viaggiato dappertutto in Ucraina visitando regioni che sono diverse per tradizioni, costumi e stili di vita e che hanno idee anche discordanti su quale direzione imprimere al Paese. Ma allo stesso tempo tutto questo territorio \u00e8 l\u2019Ucraina, tutte queste persone sono cittadini ucraini. Che cosa secondo lei, a parte la lotta contro l\u2019invasore, unisce questi cittadini in una nazione?<\/strong><\/p>\n<p><strong> M. Di P.:<\/strong> Cosa pu\u00f2 unire un abitante del Donbas con un abitante della Galizia? Sicuramente c\u2019\u00e8 un grande senso di ospitalit\u00e0 e generosit\u00e0 che \u00e8 caratteristica comune di tutto il popolo ucraino. Ho trovato persone molto gentili e ospitali sia quando viaggiavo a Kharkiv o in Donbas, sia quando andavo a Lviv o a Chernivtsi. Certamente all\u2019Est la cultura popolare ucraina risente molto di pi\u00f9 della sovietizzazione rispetto all\u2019Ovest. Una volta mi trovavo a Novhorod-Siversky, una cittadina vicina al confine russo, ho affittato una stanza in un hotel. Al suo interno ho trovato tanto folklore ucraino per\u00f2 rappresentato in chiave sovietica. C\u2019erano quadri e oggetti che rimandavano un po\u2019 all\u2019idea dell\u2019Ucraina dei libri di Gogol per\u00f2 il tutto era filtrato attraverso l\u2019iconografia e la sensibilit\u00e0 dell\u2019Unione Sovietica. Erano le stesse cose che potevi trovare in Galizia, ma a Leopoli erano gi\u00e0 stata depurate dalla simbologia del vecchio regime. Alla fin fine immagini molto simili finivano per assumere una valenza antropologica e culturale diversa. Ma questo accadeva 6-7 anni fa.<\/p>\n<p>Ora la situazione \u00e8 cambiata per via della guerra. Oggi un forte sentimento patriottico unisce tutto il Paese e anche all\u2019Est la gente sta iniziando a comprendere gli effetti nefasti della russificazione\/sovietizzazione. Al contempo a Leopoli, per via anche dei profughi che arrivano dalle regioni orientali, si sente parlare russo pi\u00f9 frequentemente di un tempo. E la cosa non sembra scandalizzare nessuno. Il patriottismo e l\u2019amore per l\u2019Ucraina non sono necessariamente legati all\u2019uso dell\u2019idioma ucraino quanto al rifiuto di una societ\u00e0 post-totalitaria e al desiderio di vivere in un Paese pi\u00f9 giusto e pi\u00f9 democratico.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/uacrisis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/DSC_5932.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazyload alignnone size-full wp-image-45906\" src=\"data:image\/svg+xml;charset=utf-8,%3Csvg xmlns%3D'http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg' viewBox%3D'0 0 2538 1848'%2F%3E\" data-src=\"https:\/\/uacrisis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/DSC_5932.jpg\" alt=\"DSC_5932\" width=\"2538\" height=\"1848\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>UCMC: Lei sta scrivendo un altro libro sull\u2019Ucraina, ci pu\u00f2 dare qualche anticipazione su questo nuovo lavoro?<\/strong><\/p>\n<p><strong>M. Di P.:<\/strong> Il libro si chiamer\u00e0 <em>Abbecedario ucraino<\/em>. L\u2019ho concepito come una sorta di Ucraina dalla A alla Z, ma non sar\u00e0 un testo di carattere enciclopedico. L\u2019idea \u00e8 quella di selezionare alcuni voci per spiegare questioni che non sono note in Italia anche a causa della disinformazione. Sar\u00e0 un libro che cercher\u00e0 di raccontare anche gli aspetti pi\u00f9 controversi. Accanto a voci abbastanza sintetiche, come i profili biografici di alcuni personaggi storici, troveranno spazio anche lemmi che raccontano luoghi del Paese con lo stile del reportage. Naturalmente non mancheranno voci un po\u2019 pi\u00f9 politiche. Lo scopo \u2013 come ho gi\u00e0 sottolineato \u2013 \u00e8 far conoscere l\u2019Ucraina agli italiani e soprattutto approfondire e puntualizzare quei temi che sono stati distorti dai media filorussi. Penso alla questione della Crimea come \u201cterritorio non ucraino\u201d, alla figura controversa di Bandera demonizzata e strumentalizzata dalla propaganda, prima sovietica, oggi russa. Ci saranno anche ritratti di importanti figure del passato la cui eredit\u00e0 culturale \u00e8 tuttora molto forte come quella dell\u2019etmano Mazepa e del poeta-eroe nazionale Taras Shevchenko. \u00c8 sicuramente un libro ambizioso anche perch\u00e9 si avvale di diversi registri stilistici: il saggio, il reportage, il ritratto biografico. Il testo dovrebbe uscire nel febbraio-marzo 2017.<\/p>\n<p><strong>UCMC: Anche l\u2019Italia \u00e8 caratterizzata da profonde diversit\u00e0 regionali. Secondo lei si potrebbe usare l\u2019esperienza e il modello italiano per risolvere il conflitto in Donbas?<\/strong><\/p>\n<p><strong> M. Di P.:<\/strong> L\u2019Italia \u00e8 composta da regioni molto diverse tra loro. Oltre a una certa differenza tra Nord e Sud, ci sono regioni, sia settentrionali sia meridionali, che si contraddistinguono per specifiche eredit\u00e0 linguistico-culturali. Per esempio il Trentino Alto-Adige \u00e8 caratterizzato da una marcata influenza austriaca, la Valle d\u2019Aosta da influenze francesi mentre la Sicilia, in passato, \u00e8 stata legata al mondo arabo, normanno e spagnolo. Queste tre regioni, assieme a Sardegna e a Friuli Venezia Giulia, sono a statuto speciale ossia godono di particolari forme di autonomia. Esistono similarit\u00e0 con l\u2019Ucraina? Sicuramente, ma penso che il modello italiano non possa essere replicato <em>sic et simpliciter<\/em> ora in Ucraina. Alcuni politici italiani, che guardano con simpatia a Mosca, hanno proposto per il Donbas il modello dell\u2019autonomia dell\u2019Alto Adige. Secondo me in questo momento non funzionerebbe. L\u2019Austria, nonostante rapporti conflittuali con l\u2019Italia, non ha mai avuto un reale interesse a destabilizzare la regione di Bolzano per creare una Nuova Grande Austria. \u00c8 vero che negli anni \u201960 in Alto Adige ci sono stati episodi di terrorismo e momenti di grande tensione, ma tutto s\u00ec \u00e8 poi risolto per il meglio perch\u00e9 dietro quel conflitto non c\u2019era la politica imperialista di uno stato. Si pu\u00f2 dire la stessa cosa della Russia attuale in Donbas e in altre regioni dell\u2019Ucraina dell\u2019Est? Direi proprio di no! Credo dunque che occorra procedere con una certa cautela anche per evitare potenziali effetti domino in aree come Kharkiv o Odessa visto che il progetto enunciato dagli ideologi del Cremlino era appunto quello di smembrare l\u2019Ucraina per costituire la Novorossiya. Penso che in questo momento l\u2019Ucraina debba spingere sul consolidamento dell\u2019unit\u00e0 nazionale nel rispetto, che peraltro gi\u00e0 esiste, delle autonomie locali.<\/p>\n<p>E soprattutto sono convinto che la chiave per risolvere certi problemi sia quella economica. Le riforme liberali in Ucraina non sono mai state fatte. Si \u00e8 perso tanto tempo negli ultimi 20 anni. Un eventuale e auspicabile sviluppo economico dei territori del Donbas non occupati spingerebbe gli abitanti di &#8220;LNR&#8221; e &#8220;DNR&#8221; a riflettere sul fatto che a soli dieci chilometri da loro le condizioni di vita sono decisamente migliori. \u00c8 un po\u2019 come il modello Germania Ovest &#8211; Germania Est. Se ti accorgi che dall\u2019altra parte le cose funzionano meglio cominci a domandarti il senso di abitare ancora l\u00ec.<\/p>\n<p><strong>UCMC: In base alla sua esperienza e conoscenza dell\u2019Ucraina cosa direbbe ai suoi concittadini italiani per aiutarli a comprendere meglio il nostro Paese? <\/strong><\/p>\n<p><strong> M. Di P.:<\/strong> Sono tante le cose che potrei e dovrei dire agli italiani. Probabilmente la cosa pi\u00f9 importante da sottolineare \u00e8 che per capire la realt\u00e0 socio-politica odierna non bisogna dimenticare che l\u2019Ucraina degli ultimi trecento anni, dall\u2019epoca dello zar a quella dei soviet, \u00e8 stato un Paese colonizzato dalla Russia. Quindi per comprendere questo Paese occorre analizzarlo con gli stessi paradigmi che usiamo quando parliamo di realt\u00e0 post-coloniali. Se abbiamo in mente i problemi dei paesi postcoloniali, forse riusciamo a capire anche quelli dell\u2019Ucraina. Penso per esempio alle questioni legate a classi dirigenti sempre imposte dal Paese colonizzatore e via dicendo. Se non abbiamo chiara questa idea, non capiamo il perch\u00e9 delle difficolt\u00e0 incontrate dalle nuove \u00e9lite nel governare il Paese. Questo approccio \u00e8 anche essenziale per comprendere le differenze tra l\u2019Ucraina Occidentale e quella Orientale. Dove c\u2019\u00e8 stato il dominio di imperi pi\u00f9 tolleranti, penso all\u2019Impero Asburgico, la cultura e la societ\u00e0 si sono sviluppate diversamente: con pi\u00f9 dialogo e maggiori aperture democratiche. Francesco Giuseppe parlava polacco, parlava ucraino, sapeva qualche frase in ogni lingua. Gli Asburgo furono addirittura i primi a concepire un\u2019Ucraina parzialmente indipendente, sotto la loro corona ma con molta autonomia. Di questo tema si \u00e8 occupato un grande storico dell\u2019Europa Orientale, Timothy Snyder, nel saggio <em>Il Principe Rosso<\/em>. Esaminando la storia dell\u2019URSS ci rendiamo invece conto che l\u2019impossibilit\u00e0 di realizzare il comunismo, palesatasi chiaramente ai tempi di Khrushchev, trasform\u00f2 ancora di pi\u00f9 l\u2019Unione Sovietica in un impero in cui Mosca imponeva il suo volere su tutte le altre repubbliche e in cui la sovietizzazione assunse le forme di una russificazione sempre pi\u00f9 spinta. Basti pensare agli anni di Volodymyr Shcherbytsky in Ucraina. Per capire il dramma dell\u2019Ucraina attuale e i suoi conflitti \u00e8 fondamentale, specie per un neofita, leggere queste dinamiche politico-sociali in ottica post-coloniale.<\/p>\n<figure class=\"mace-gallery-teaser\"\n\tid=\"mace-gallery-58263-1\"\n\tdata-g1-gallery-title=\"\"\n\tdata-g1-gallery=\"[{&quot;type&quot;:&quot;image&quot;,&quot;id&quot;:58265,&quot;title&quot;:&quot;DSC_5926&quot;,&quot;thumbnail&quot;:&quot;https:\\\/\\\/uacrisis.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2016\\\/08\\\/DSC_5926-150x150.jpg&quot;,&quot;3-2-thumbnail&quot;:&quot;https:\\\/\\\/uacrisis.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2016\\\/08\\\/DSC_5926.jpg&quot;,&quot;full&quot;:&quot;https:\\\/\\\/uacrisis.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2016\\\/08\\\/DSC_5926.jpg&quot;},{&quot;type&quot;:&quot;image&quot;,&quot;id&quot;:58266,&quot;title&quot;:&quot;DSC_5932&quot;,&quot;thumbnail&quot;:&quot;https:\\\/\\\/uacrisis.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2016\\\/08\\\/DSC_5932-150x150.jpg&quot;,&quot;3-2-thumbnail&quot;:&quot;https:\\\/\\\/uacrisis.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2016\\\/08\\\/DSC_5932.jpg&quot;,&quot;full&quot;:&quot;https:\\\/\\\/uacrisis.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2016\\\/08\\\/DSC_5932.jpg&quot;}]\"\n\tdata-g1-share-shortlink=\"https:\/\/uacrisis.org\/it\/45904-m-di-pasquale-intervista#mace-gallery-58263-1\"\n\t>\n\t<a class=\"mace-gallery-teaser-poster\">\n\t\t<img width=\"466\" height=\"409\" src=\"https:\/\/uacrisis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/DSC_5926.jpg\" class=\"attachment-bimber-grid-standard-2x size-bimber-grid-standard-2x\" alt=\"\" loading=\"lazy\" srcset=\"https:\/\/uacrisis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/DSC_5926.jpg 1024w, https:\/\/uacrisis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/DSC_5926-300x263.jpg 300w, https:\/\/uacrisis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/DSC_5926-768x674.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 466px) 100vw, 466px\" \/>\t\t<span class=\"mace-gallery-teaser-button\">\n\t\t\t<span class=\"g1-epsilon g1-epsilon-1st mace-gallery-teaser-button-text\">View Gallery<\/span>\n\t\t\t<span class=\"g1-meta mace-gallery-teaser-button-counter\">\n\t\t\t\t2 images\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/span>\n\t<\/a>\n<\/figure>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Massimiliano Di Pasquale \u00e8 uno scrittore e giornalista italiano, autore di alcuni libri sull\u2019Ucraina tra cui un libro di viaggio dal titolo \u201cUcraina terra di confine. 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