{"id":68402,"date":"2017-03-06T13:10:30","date_gmt":"2017-03-06T13:10:30","guid":{"rendered":"http:\/\/uacrisis.org\/?p=53350"},"modified":"2017-03-10T18:32:07","modified_gmt":"2017-03-10T16:32:07","slug":"53350-blockade-nationalization","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/uacrisis.org\/it\/53350-blockade-nationalization","title":{"rendered":"Il blocco del Donbas e la conquista di stabilimenti nelle DPR\/LPR: il capolinea dell\u2019impero di Akhmetov?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cosa sta accadendo. <\/strong>Da gennaio, alcuni attivisti e politici ucraini bloccano diversi incroci ferroviari nelle regioni di Donetsk e di Luhansk, impedendo la fornitura di carbone dalle regioni non controllate dal governo ucraino. L\u2019UCMC ha gi\u00e0 scritto sul <a href=\"https:\/\/uacrisis.org\/it\/52831-blockade-coal-supplies\">blocco energetico<\/a> del Donbas e sull\u2019 pronunciato dai leader delle cosiddette \u201cDPR\u201d e \u201cLPR\u201d . La vicenda del blocco delle forniture del carbone dal Donbas occupato ha per\u00f2 recentemente subito nuovi importanti sviluppi. I militanti della \u201cDPR\u201d e \u201cLPR\u201d pretendevano di fermare il blocco delle linee di trasporto entro il 1\u00b0 marzo. Inoltre, i leader della \u201cDPR\u201d e \u201cLPR\u201d chiedevano che le compagnie dell\u2019oligarca Rinat Akhmetov, presenti nei territori da loro controllati, si impegnassero a pagare \u201cle tasse\u201d al budget delle \u201crepubbliche\u201d di \u201cDPR\u201d e \u201cLPR\u201d. In caso di rifiuto, la minaccia era quella di introdurre \u201cuna direzione esterna in tutte le compagnie della giurisdizione ucraina\u201d che operano nei territori occupati.<\/p>\n<p><strong>Dove<\/strong>. Il blocco delle linee di trasporto \u00e8 <a href=\"http:\/\/hromadske.ua\/posts\/blokadnyky-sformuvaly-3-mobilni-hrupy-z-kontroliu-punktu-novotroitske\">in corso<\/a> gi\u00e0 da un mese in quattro aree: nella regione di Luhansk &#8211; nel tratto ferroviario tra Svitlanove e Shepilove, nell\u2019autostrada vicino a Carbonit; nella regione di Donetsk \u2013 vicino a Novhorodske &#8211; nel tratto ferroviario tra la Yasynuvata occupata e Kostyantynivka controllata dal governo, cos\u00ec come vicino a Bakhmut. Il blocco per\u00f2 impedisce anche alle forniture dell\u2019antracite \u2013 il tipo del carbone in uso dalle centrali termoelettriche e dagli stabilimenti del settore metallurgico\u2013 di raggiungere le industrie ucraine.<\/p>\n<p><strong>Chi<\/strong> <strong>ne<\/strong> <strong>soffre<\/strong><strong>. <\/strong>Il blocco crea dei problemi sicuramente alle autorit\u00e0 ucraine. Le centrali termoelettriche ad antracite producono circa il 15 per cento dell\u2019energia in Ucraina e quasi tutta l\u2019antracite usata arriva infatti dai territori non-controllati dal governo. Finora, il 99% del volume richiesto per la produzione di energia elettrica dall\u2019antracite \u00e8 stato coperto con rifornimenti dai territori non-controllati. Il carbone viene per\u00f2 impiegato anche nell\u2019industria metallurgica e ci\u00f2 contribuisce da un lato alle massicce esportazioni metallurgiche dall\u2019Ucraina, dall\u2019altro il profitto ottenuto ha un impatto diretto sulla stabilit\u00e0 del tasso di cambio della hryvnia, la valuta ucraina. Secondo i calcoli presentati dal governo, le perdite che lo stato subisce a causa del blocco del commercio con i territori non-controllati nelle regioni di Donetsk e Luhansk possono raggiungere <a href=\"https:\/\/www.epravda.com.ua\/news\/2017\/02\/28\/622098\/\">3,5 milioni di dollari all\u2019anno<\/a>.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 colpito dal blocco \u00e8 l\u2019oligarca Akhmetov, che possiede il 70 per cento delle centrali termoelettriche ucraine, le quali bruciano proprio l\u2019antracite proveniente dai territori non-controllati. Le sue compagnie si occupano inoltre del trasporto del carbone da questi territori. Del resto, a partire dal marzo 2016 i consumatori ucraini pagano per il carbone come se fosse questo un prodotto importato, in base alla formula Rotterdam+. La formula Rotterdam+ stabilisce che il costo del carbone in Ucraina consista nel prezzo equivalente a quello del carbone venduto presso il porto di Rotterdam pi\u00f9 il costo per trasportarlo in Ucraina. Anche gli stabilimenti industriali del gruppo Metinvest di Akhmetov soffrono a causa del blocco. Secondo la valutazione della compagnia di investimenti Dragon Capital, per lo stop delle forniture di carbone il gruppo Metinvest <a href=\"http:\/\/hromadske.ua\/posts\/biznes-akhmetova-vtrachatyme-30-mln-cherez-blokadu-donbasu-dragon-capital\">sta perdendo<\/a> dai 5 ai 10 milioni di dollari al mese.<\/p>\n<p>Il blocco ha certamente anche un impatto sulle \u201cDPR\u201d e \u201cLPR\u201d. Nonostante le dichiarazioni ufficiali, secondo le quali il gruppo SKM paga le tasse solamente nel budget statale ucraino, Akhmetov <a href=\"http:\/\/hromadske.ua\/posts\/lyudy-hynut-za-metal\">aveva trovato un accordo <\/a> con le autoproclamate repubbliche perch\u00e9 non impedissero il proprio commercio. I lavoratori del Donbas occupato nei suoi stabilimenti aggiravano cos\u00ec i problemi di reperibilit\u00e0 del denaro, ottenendo cos\u00ec il pagamento dei salari attraverso le banche presenti nei territori controllati dal governo.<\/p>\n<p><strong>Comprare il carbone nella Russia: necessit\u00e0 o una manipolazione? <\/strong>All\u2019inizio di marzo pi\u00f9 parti ucraine hanno rilanciato l\u2019indiscrezione secondo la quale l\u2019Ucraina avr\u00e0 presto necessit\u00e0 di comprare il carbone in Russia, qualora le forniture dai territori occupati non verranno sbloccate. Lo stabilimento di Akhmetov Azovstal che si trova a Mariupol <a href=\"http:\/\/www.pravda.com.ua\/news\/2017\/03\/1\/7136815\/\">ha gi\u00e0 richiesto<\/a> forniture extra di carbone in Russia e negli Stati Uniti. Anche Heorhiy Tuka, il vice ministro ucraino per gli affari dei territori temporaneamente occupati e degli sfollati, ha fatto una <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/george.tuka\/posts\/1206529289461472\">dichiarazione<\/a> sulla necessit\u00e0 di comprare il carbone in Russia. Una frase simile \u00e8 stata <a href=\"http:\/\/www.pravda.com.ua\/news\/2017\/03\/2\/7136903\/\">rilasciata<\/a> dal Primo Ministro ucraino Volodymyr Groysman. Secondo alcuni esperti, dietro queste dichiarazioni che affermano, nei fatti, la mancanza di alternative alle forniture del carbone dalla Russia il governo\u00a0ucraino nasconde la volont\u00e0 di preservare l\u2019esistente status quo. Dietro ci\u00f2, ci potrebbe esserci anche un accordo tra le autorit\u00e0 ucraine e Akhmetov stesso.<\/p>\n<p>L\u2019Ucraina, del resto, ha necessit\u00e0 di diversificare le forniture di carbone, come gi\u00e0 fatto in passato dall&#8217;Ucraina con il Sudafrica fra 2014-2015. Inoltre, i consumatori individuali ucraini, pagando le bollette con la formula \u201cRotterdam+\u201d, hanno speso <a href=\"http:\/\/www.epravda.com.ua\/publications\/2017\/02\/14\/620786\/\">10 miliardi di hryvnia<\/a>. Queste risorse avrebbero potuto essere indirizzate per altre misure che hanno con lo scopo di ridurre le forniture del carbone dai territori occupati. Finora per\u00f2, le autorit\u00e0 ucraine non hanno rilasciato alcun commento su dove siano queste risorse.<\/p>\n<p><strong>Gli ultimi sviluppi e la conquista degli stabilimenti nella \u201cDPR\u201d e \u201cLPR\u201d. <\/strong>I leader della \u201cDPR\u201d e \u201cLPR\u201d hanno sfruttato la situazione di stallo delle ultime settimane per iniziare una nuova guerra contro Akhmetov. Scaduto l\u2019ultimatum il 1\u00b0 marzo e avendo il gruppo SKM e Akhmetov rifiutato di pagare le tasse ai leader delle \u201cDPR\u201d e \u201cLPR\u201d in una <a href=\"http:\/\/www.scm.com.ua\/ru\/media-centre\/news\/view\/2590\/\">dichiarazione ufficiale<\/a>, \u00e8 iniziata la \u201cnazionalizzazione\u201d degli stabilimenti, molti dei quali di propriet\u00e0 dello stesso Akhmetov. Circa 40 stabilimenti della giurisdizione ucraina sono quindi stati passati sotto la direzione esterna nei territori non-controllati.<\/p>\n<p>Secondo alcuni esperti, \u00e8 molto probabile che l\u2019ordine di \u201cnazzionalizzare\u201d la propriet\u00e0 di Akhmetov sia arrivato direttamente dalla Russia. Non \u00e8 un segreto che L\u2019Ucraina e la Russia siano tra loro competitori nel mercato delle esportazioni del metallurgico. Le misure su come indebolire Akhmetov e fermare il suo business erano probabilmente gi\u00e0 da tempo nei programmi di Mosca, che ha cos\u00ec colpito l\u2019oligarca ma duramente anche l\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>\u00c8 altres\u00ec probabile che sia stato rilasciato anche un ordine per far aumentare le fonti interne di reddito delle DPR\/LPR, cos\u00ec da ridurre la loro dipendenza finanziaria da parte della Russia. Del resto, la mancata stabilit\u00e0 energetica dell\u2019Ucraina e il declino del suo settore metallurgico non pu\u00f2 altro che giovare al Cremlino. Al contrario, la conquista degli stabilimenti pu\u00f2 solamente causare grossi guai all\u2019economia ucraina, alle esportazioni del settore metallurgico e alla stabilit\u00e0 della valuta ucraina. In tutto ci\u00f2, Akhmetov rischia di trovarsi pericolosamente al capolinea del suo impero economico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa sta accadendo. 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