{"id":68984,"date":"2017-03-16T14:40:05","date_gmt":"2017-03-16T14:40:05","guid":{"rendered":"http:\/\/uacrisis.org\/?p=53765"},"modified":"2017-03-16T14:46:33","modified_gmt":"2017-03-16T12:46:33","slug":"53765-rada-centrale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/uacrisis.org\/it\/53765-rada-centrale","title":{"rendered":"Un\u2019opportunit\u00e0 mancata: l\u2019Ucraina e la Rivoluzione di febbraio"},"content":{"rendered":"<p><em>In occasione del centesimo anniversario della fondazione della Rada Centrale, proponiamo questo articolo che ricostruisce la storia di quei giorni.<\/em><\/p>\n<p>Contrariamente a quanto molto spesso riportato dalla storiografia italiana, la Rivoluzione di febbraio nell\u2019Impero russo non provoc\u00f2 solamente l\u2019abdicazione dello zar e l\u2019ascesa di un nuovo governo democratico. Ma anzi, essa comport\u00f2 anche cambiamenti epocali per la vita politica e sociale dell\u2019Ucraina. Dopo un lunghissimo periodo di non riconoscimento e repressione infatti, il Movimento di liberazione ucraino emerse prepotentemente sulla scena politica, tanto che il governo centrale dovette riconoscere che il \u201cproblema ucraino\u201d in Russia fosse reale.<\/p>\n<p><strong>Gli Sconvolgimenti della Rivoluzione<\/strong><\/p>\n<p>Il 24 Febbraio 1917, una serie di scioperi e proteste di piazza paralizz\u00f2 Pietrogrado (la moderna San Pietroburgo), allora capitale dell\u2019Impero Russo. Ben presto, lo spirito della rivolta contagi\u00f2 anche le guarnigioni e le truppe imperiali. Tra di esse, vi era anche il Regimento della Volyn (Volinia), composto in gran parte da soldati ucraini.<\/p>\n<p>Dopo alcuni giorni di disordini, Il 2 Marzo, lo zar Nicola II decise di abdicare a nome proprio e del figlio Alessio, lasciando cos\u00ec la corona a suo fratello Michele, il quale per\u00f2 la rifiut\u00f2. Il potere passo quindi nelle mani del Governo provvisorio, formato in gran parte da membri della Duma e guidato dal principe Georgij\u00a0L\u2019vov. Nel frattempo, il Soviet dei lavoratori e dei deputati di Pietrogrado divenne un polo di potere alternativo a quello di L\u2019vov. I primi telegrammi sugli sviluppi della Rivoluzione a Pietrogrado raggiunsero Kyiv, allora terza citt\u00e0 pi\u00f9 grande dell\u2019Impero. Il 28 febbraio la situazione politica era ancora molto incerta. Nessuno comunque si aspettava che la dinastia dei Romanov, che aveva governato l\u2019Impero russo per oltre tre secoli, avrebbe in pochi giorni perso il proprio potere.<\/p>\n<p>Il 4 Marzo 1917 (il 17 marzo dell\u2019attuale calendario), le organizzazioni civili di Kyiv si unirono in un comitato centrale denominato Rada Centrale (consiglio) che aveva come obiettivo quello di salvaguardare gli interessi ucraini presso il nuovo governo provvisorio. Durante i primi giorni, vennero quindi telegrafate delle congratulazioni ufficiali al principe L\u2019vov, che si era gi\u00e0 insediato come capo del governo provvisorio, e a Aleksandr Kerensky, il nuovo ministro della giustizia. I telegrammi non esprimevano per\u00f2 solo il supporto al nuovo governo democratico, ma auspicavano che i bisogni nazionali ucraini trovassero finalmente, nel nuovo stato russo, un interlocutore affidabile. Del resto, sotto gli zar qualsiasi istanza di autonomia ucraina, fosse essa politica o culturale, era stata sempre repressa.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019abdicazione invece, numerosi appelli volti a suscitare un risveglio della cultura nazionale vennero inviati dalla Rada Centrale a tutte le organizzazioni locali e regionali dell\u2019Ucraina. Tali appelli chiedevano l\u2019apertura di scuole e licei ucraini, l\u2019introduzione dell\u2019ucraino come lingua ufficiale di insegnamento e della pubblica amministrazione, nonch\u00e9 un nuovo sistema per la riscossione delle tasse.<\/p>\n<p>Il 14 e il 15 marzo, l\u2019aula magna del Museo Pedagogico di Kyiv ospit\u00f2 il Congresso cooperativo ucraino che divenne in seguito una e vera e propria forza politica. Le idee e le azioni del Congresso erano ampiamente supportate degli Ucraini residenti in Russia. Nei primissimi giorni della rivoluzione, un altro Consiglio nazionale ucraino venne formato e guidato a Pietrogrado da Oleksandr Lototsky, un diplomatico e funzionario statale residente nella ormai ex capitale imperiale. Sin da subito appariva quindi evidente che i reali obiettivi della rivoluzione ucraina non fossero limitati soltanto a questioni puramente culturali. Al contrario, al centro delle intenzioni degli ucraini vi era l\u2019intenzione di cambiare profondamente il sistema di governo, garantendo cos\u00ec la possibilit\u00e0 di una reale autonomia all\u2019Ucraina. La Rada Centrale, per\u00f2, vista l\u2019incertezza politica che regnava in quei giorni, non sembrava voler affrettare i tempi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_53772\" aria-describedby=\"caption-attachment-53772\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazyload wp-image-53772 size-full\" src=\"data:image\/svg+xml;charset=utf-8,%3Csvg xmlns%3D'http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg' viewBox%3D'0 0 600 378'%2F%3E\" data-src=\"https:\/\/uacrisis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/16.3.17.-Rada-Centrale-palazzo-1.jpg\" width=\"600\" height=\"378\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-53772\" class=\"wp-caption-text\">Foto: istpravda.com.ua. Il palazzo della Rada Centrale nel 1917-1918 circa.<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Il risveglio culturale e sociale<\/strong><\/p>\n<p>La situazione di stallo cre\u00f2 per\u00f2 condizioni favorevoli per un revival dell\u2019orgoglio nazionale dell\u2019Ucraina. Nella primavera del 1917, si intensificarono le attivit\u00e0 dei centri culturali di Prosvita, i quali stavano sviluppando dei nuovi programmi culturali e scolastici per la popolazione ucraina. Solamente nel marzo 1917 oltre un centinaio di centri di Prosvita si diffusero sul territorio ucraino. Serhii Yefremov, uno dei pi\u00f9 importanti giornalisti e storici ucraini del periodo, scrisse che: \u201cnon solo le grandi citt\u00e0 con le loro ingenti risorse e importanti mezzi culturali, non solo le piccole citt\u00e0, dove pur vivono persone di una certa cultura, ma anche i pi\u00f9 remoti villaggi ucraini fremono per lasciarsi alle spalle e recuperare i tempi morti, quando ciascuno era costretto al silenzio che prospera in ciascuna lingua.\u201d [Tra l\u2019altro, la frase contiene un\u2019allusione al poeta nazionale ucraino Taras Shevchenko, che nel suo poema \u2018Il Caucaso\u2019 scriveva: \u201cDalla Moldova alla Finlandia, in ciascuna lingua regna il silenzio prosperando].<\/p>\n<p>La Societ\u00e0 degli ucraini progressisti (Tovarystvo ukrainskykh postupovtsiv \u2013 TUP), che aveva concretamente contribuito all\u2019istituzione della Rada Centrale, fu una delle pi\u00f9 attive organizzazioni extra partitiche di quella primavera del 1917. Altra organizzazione che raggiunse velocemente concreti risultati fu la Societ\u00e0 per l\u2019educazione scolastica, che chiese e ottenne l\u2019istituzione di numerose scuole in ucraino. Del resto, gi\u00e0 il 18 marzo venne aperto il primo ginnasio di lingua ucraina, guidato da Petro Kholodny.<\/p>\n<p>Del resto, che l\u2019istruzione in ucraino fosse un punto molto importante dei movimenti di protesta lo si era gi\u00e0 Il 3 marzo, quando le organizzazioni universitarie di vari istituti di Kyiv crearono il Consiglio principale degli studenti ucraini. Il Consiglio lanci\u00f2 nelle settimane successive una massiccia campagna per la derussificazione di numerosi aspetti della vita sociale ucraina, tanto che Il rapido risveglio culturale coinvolse ben presto anche l\u2019esercito e le sue istituzioni.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;espansione del movimento rivoluzionario<\/strong><\/p>\n<p>La fine della monarchia e l\u2019istituzione di un nuovo governo causarono una serie di manifestazioni in diverse citt\u00e0 ucraine. Nei primi giorni di marzo, a Kyiv, Kharkiv, Mykolaiv, Odesa e Poltava si organizzarono decine di incontri pubblici. Generalmente i dimostranti dimostravano un ampio supporto al Governo provvisorio e spesso la polizia imperiale veniva disarmata e i prigionieri politici liberati.<\/p>\n<p>L\u2019atmosfera di quei giorni si espanse anche tra gli ucraini residenti in Russia, tanto che Il 12 marzo 1917, oltre 25mila manifestanti sfilarono compatti per le strade Pietrogrado sventolando migliaia di bandiere dell\u2019Ucraina. La sfilata si apr\u00ec con un solenne requiem in onore di Shevchenko di fronte alla cattedrale di Kazan e si concluse con un assembramento di fronte alla Duma al grido \u201cLunga vita all\u2019Ucraina!\u201d e \u201cViva la repubblica federale!\u201d.<\/p>\n<p>Il 16 Marzo, tocc\u00f2 invece a Kyiv celebrare il proprio giorno della rivoluzione. Decine di migliaia di persone scesero in piazza per celebrare la caduta della monarchia, auspicando la creazione di una vera democrazia nell\u2019area dell\u2019ormai ex impero russo. Tra l\u2019altro, proprio in questa occasione, i manifestanti ucraini distrussero il monumento di Piotr Stolypin, primo ministro zarista ucciso nel 1911, che ormai agli occhi della folla appariva come un simbolo del vecchio e odiato regime ormai morente. I presenti riportarono che Stolypin, incatenato e rimosso dal piedistallo dai manifestanti, apparisse come un condannato impiccato sul patibolo. In seguito a questi eventi, anche i leader della Rada Centrale decisero di abbandonare il loro atteggiamento attendista e di tenere una manifestazione di \u201cprotesta pro Ucraina\u201d. La struttura dell\u2019evento venne decisa da un comitato speciale, guidato dallo storico dell\u2019arte Dmytro Antonovych.<\/p>\n<p>Il mattino del 19 marzo, nella piazza in fronte alla Cattedrale di San Volodymyr di Kyiv, ebbe luogo una gigantesca manifestazione. Si calcola che furono oltre 100mila persone a prenderne parte, fra cui almeno 30mila soldati, nonch\u00e9 studenti, membri delle associazioni ucraine e lavoratori. Dopo aver reso omaggio a Taras Shevchenko, il corteo imbocc\u00f2 le strade centrali della capitale ucraina e raggiunse l\u2019esterno del palazzo del Consiglio municipale di Kyiv. I giornali dell\u2019epoca riportano che pi\u00f9 di 300 bandiere gialloblu dell\u2019Ucraina erano state portate in processione, oltre a centinaia di ritratti di Shevchenko e dell\u2019arcangelo Michele. Gli slogan pi\u00f9 intonati erano simili a quelli gi\u00e0 sentiti a Pietrogrado pochi giorni prima: \u201cLunga vita all\u2019Ucraina libera!\u201d, \u201cLunga vita alla repubblica federale!\u201d, \u201cLunga vita ai cosacchi liberi d\u2019Ucraina!\u201d, \u201cL\u2019Ucraina non \u00e8 ancora morta!\u201d, \u201cGloria all\u2019Ucraina!\u201d, \u201cLunga vita all\u2019autonomia nazionale e territoriale dell\u2019Ucraina!\u201d, \u201cUcraina indipendente e Russia libera!\u201d, \u201cUcraina indipendente con a capo un etmanato!\u201d. Il tutto venne accompagnato da quattordici bande militari e sette cori dislocati in vari punti, che seguivano i cortei intonando canzoni e inni patriotici.<\/p>\n<p>Gli ufficiali della municipalit\u00e0 di Kyiv osservarono tutto ci\u00f2 dai balconi dal palazzo del Consiglio. Tra di essi, vi erano i membri dei comitati delle organizzazioni civiche, i leader dei distretti militari e dei concili municipali. Anche il professor Mykhailo Hrushevsky, presidente della Rada Centrale, riusc\u00ec a prendere la parola. Dopo aver descritto l\u2019importanza del nuovo movimento nazionale per fermare la repressione politica dell\u2019Ucraina, Hrushevsky chiese ai manifestanti di giurare solennemente di combattere per l\u2019autonomia dell\u2019Ucraina all\u2019interno della Russia. Inutile dire che la stragrande maggioranza prese al giuramento collettivo.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 tardi, i manifestanti marciarono verso il monumento a Bohdan Khmelnytsky nella piazza di Santa Sofia, nella quale venne celebrata una cerimonia in onore dei martiri caduti per la causa ucraina. In questa occasione, venne indetta un\u2019assemblea pubblica popolare che approv\u00f2 la risoluzione della Rada Centrale riguardante una maggiore autonomia delle istituzioni ucraine, nonch\u00e9 un reale sostegno alla lingua nazionale.<\/p>\n<p>La protesta del 19 marzo dimostr\u00f2 senza ombra di dubbio l\u2019alto livello di consapevolezza dell\u2019Ucraina e degli ucraini rispetto al problema dell\u2019autonomia. In tal modo, il Governo provvisorio cap\u00ec per la prima volta l\u2019importanza e la consistenza delle aspirazioni ucraine. Citando lo stesso professor Hrushevsky \u201cIl movimento ucraino non \u00e8 una mera fantasia nelle menti dei circoli romantici o di qualche pazzo intellettuale. Ma \u00e8 una forza vivente, che inspira e smuove le masse.\u201d<\/p>\n<figure id=\"attachment_53770\" aria-describedby=\"caption-attachment-53770\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazyload wp-image-53770 size-full\" src=\"data:image\/svg+xml;charset=utf-8,%3Csvg xmlns%3D'http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg' viewBox%3D'0 0 250 293'%2F%3E\" data-src=\"https:\/\/uacrisis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/16.3.17.-Rada-Centrale-piazza-Sofia.jpg\" width=\"250\" height=\"293\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-53770\" class=\"wp-caption-text\">Foto: lib.rada.gov.ua. La manifestazione nella piazza di Santa Sofia a sostegno della Rada Centrale nell&#8217;aprile 1917.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Tuttavia, furono gli stessi leader della Rada Centrale a non essere in grado di sfruttare il pieno potenziale di questa \u201cforza vivente\u201d. A causa del proprio immobilismo, le politiche controproducenti della Rada Centrale nei mesi successivi di fatto bloccarono l\u2019emergere di una vera autonomia politica dell\u2019Ucraina. A sfruttare la situazione, ci pensarono quindi i Bolscevichi che, alcuni mesi dopo, non solo riuscirono a spodestare il Governo provvisorio, ma riuscirono anche a raggiungere il potere in Ucraina.<\/p>\n<p><strong>La Minaccia Ucraina<\/strong><\/p>\n<p>Per diverso tempo anche le autorit\u00e0 russe si rifiutarono di considerare la \u201cquestione ucraina\u201d nel nuovo assetto democratico dello stato. Al contrario, molti dei membri sia del Governo provvisorio che dei Bolscevichi credevano che il revival culturale ucraino fosse solamente frutto di qualche intellettuale interessato a danneggiare l\u2019interesse della Russia. Bench\u00e9 le richieste dei movimenti ucraini si basassero su istanze concrete e ampiamente condivise dalla popolazione, un\u2019Ucraina troppo autonoma rappresentava una minaccia troppo grande.<\/p>\n<p>Per opporsi a questo nuovo corso, un\u2019associazione di ucraini \u201cmeridionali\u201d venne perci\u00f2 fondata a Kiev per difendere i diritti dei Russi d\u2019Ucraina e per combattere movimenti con \u201climitate visioni della questione nazionale\u201d. Secondo Yefremov, gli ucraini del sud non erano altro che \u201ccompatrioti che si identificano come \u2018piccoli russi\u2019 o \u2018ucraini russofoni\u2019 e che denunciano la letteratura ucraina per essere di bassa caratura o rozza e popolana.\u201d<\/p>\n<p>Venero inoltre diffuse alcune voci infondate, sia nelle citt\u00e0 che nei villaggi, che il nuovo \u201cdominio dei nazionalisti ucraini\u201d prevedesse una vera e propria pulizia etnica per coloro che appartenessero a una qualche minoranza. Ovviamente, queste rivendicazioni, bench\u00e9 prive di fondamento, miravano a screditare i gruppi rivoluzionari ucraini di fronte non solo alla popolazione o alle minoranze, ma anche alla comunit\u00e0 internazionale. E poco importa se tutti i partiti presenti in Ucraina nei propri programmi prevedevano forme di tutela per le minoranze. La disinformazione si radic\u00f2 un po\u2019 ovunque, delegittimando nei fatti i movimenti autonomisti. Tutto ci\u00f2 era quindi parte di una precisa strategia per guadagnar tempo e aspettare che il governo centrale ottenesse il potere sufficiente per ristabilire e placare il vecchio nuovo ordine, cosa che di fatto avvenne dopo la Rivoluzione di ottobre.<\/p>\n<p><em><span style=\"color: #333333;\">La foto principale: uateka.com.<\/span> Mykhailo Hrushevsky, presidente della Rada Centrale.<\/em><\/p>\n<p><em>L<\/em><em>\u2019<\/em><em>articolo originale di Yaroslav Faizulin <\/em><em>\u00e8<\/em><em> consultabile alla pagina di <a href=\"http:\/\/ukrainianweek.com\/History\/46034\">Ukrainsky Tyzhden<\/a>.<\/em><\/p>\n<p><em>Traduzione in italiano di Andrea Castagna per l<\/em><em>\u2019<\/em><em>Ukraine Crisis Media Center.<\/em><\/p>\n<figure class=\"mace-gallery-teaser\"\n\tid=\"mace-gallery-68984-1\"\n\tdata-g1-gallery-title=\"\"\n\tdata-g1-gallery=\"[{&quot;type&quot;:&quot;image&quot;,&quot;id&quot;:68986,&quot;title&quot;:&quot;16.3.17.- Rada Centrale- piazza Sofia&quot;,&quot;thumbnail&quot;:&quot;https:\\\/\\\/uacrisis.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/03\\\/16.3.17.-Rada-Centrale-piazza-Sofia-150x150.jpg&quot;,&quot;3-2-thumbnail&quot;:&quot;https:\\\/\\\/uacrisis.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/03\\\/16.3.17.-Rada-Centrale-piazza-Sofia.jpg&quot;,&quot;full&quot;:&quot;https:\\\/\\\/uacrisis.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/03\\\/16.3.17.-Rada-Centrale-piazza-Sofia.jpg&quot;},{&quot;type&quot;:&quot;image&quot;,&quot;id&quot;:68987,&quot;title&quot;:&quot;16.3.17.- Rada Centrale- palazzo- 1&quot;,&quot;thumbnail&quot;:&quot;https:\\\/\\\/uacrisis.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/03\\\/16.3.17.-Rada-Centrale-palazzo-1-150x150.jpg&quot;,&quot;3-2-thumbnail&quot;:&quot;https:\\\/\\\/uacrisis.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/03\\\/16.3.17.-Rada-Centrale-palazzo-1.jpg&quot;,&quot;full&quot;:&quot;https:\\\/\\\/uacrisis.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/03\\\/16.3.17.-Rada-Centrale-palazzo-1.jpg&quot;}]\"\n\tdata-g1-share-shortlink=\"https:\/\/uacrisis.org\/it\/53765-rada-centrale#mace-gallery-68984-1\"\n\t>\n\t<a class=\"mace-gallery-teaser-poster\">\n\t\t<img width=\"250\" height=\"293\" src=\"https:\/\/uacrisis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/16.3.17.-Rada-Centrale-piazza-Sofia.jpg\" class=\"attachment-bimber-grid-standard-2x size-bimber-grid-standard-2x\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/>\t\t<span class=\"mace-gallery-teaser-button\">\n\t\t\t<span class=\"g1-epsilon g1-epsilon-1st mace-gallery-teaser-button-text\">View Gallery<\/span>\n\t\t\t<span class=\"g1-meta mace-gallery-teaser-button-counter\">\n\t\t\t\t2 images\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/span>\n\t<\/a>\n<\/figure>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione del centesimo anniversario della fondazione della Rada Centrale, proponiamo questo articolo che ricostruisce la storia di quei giorni. 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