{"id":69481,"date":"2017-03-23T14:18:09","date_gmt":"2017-03-23T14:18:09","guid":{"rendered":"http:\/\/uacrisis.org\/?p=54063"},"modified":"2017-03-23T14:44:31","modified_gmt":"2017-03-23T12:44:31","slug":"54063-la-deportazione-dei-tartari-di-crimea-seconda-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/uacrisis.org\/it\/54063-la-deportazione-dei-tartari-di-crimea-seconda-parte","title":{"rendered":"La deportazione dei Tartari di Crimea: fatti, domande, risposte. Seconda parte."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/uacrisis.org\/it\/54062-la-deportazione-dei-tartari-di-crimea-prima-parte\">Prima parte<\/a> dell&#8217;articolo.<\/p>\n<p>L\u2019articolo completo (in Russo) \u00e8 stato pubblicato su <strong><em>BBC Russkaia Sluzhba<\/em><\/strong>: <a title=\"\" href=\"http:\/\/www.bbc.com\/russian\/society\/2015\/05\/150518_crimean_tatars_deportation\">il link<\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Quali sono state le conseguenze della deportazione per i tartari?\u00a0 <\/strong><\/span><\/p>\n<p>Nei tre anni successivi allo spostamento forzato, tra il 20% e il 46% dei deportati sono deceduti in seguito a malnutrizione, esaurimento psicofisico e malattie di diversa natura.<\/p>\n<p>Tra i tartari deceduti nel primo anno, quasi la met\u00e0 era costituita da bambini fino ai 16 anni.<\/p>\n<p>A causa della mancanza di acqua pulita, della scarsa igiene e della mancanza di cure mediche, tra i deportati si sono diffuse malattie quali la malaria, la febbre gialla, la dissenteria e diverse altre altamente contagiose.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Quale era lo stato dei tartari in Uzbekistan?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>La maggioranza dei tartari crimeani sono stati ricollocati nei cosiddetti \u201cinsediamenti speciali\u201d i quali, circondati da guardie armate, da posti di blocco e da filo spinato, erano pi\u00f9 assimilabili a campi di lavoro che a villaggi.<\/p>\n<p>I nuovi arrivati \u200b\u200bconstituivano essenzialmente manodopera a basso costo e venivano utilizzati per lavorare sia nelle fattorie collettive che in quelle dello stato; inoltre venivano impiegati come forza lavoro negli impianti industriali. Tra i lavori particolarmente pesanti afiidati ai tartari, si ricorda la costruzione di una centrale idroelettrica chiamata Farkhadskaia.<\/p>\n<p>Nel 1948 Mosca ha riconosciuto i tartari di Crimea come permanentemente ricollocati. Coloro che oltrepassavano senza il permesso del NKVD i confini del proprio insediamento speciale (ad esempio per visitare i parenti), correvano il rischio di essere puniti con 20 anni di reclusione. In questo frangente non sono mancati casi.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 prima della deportazione, la propaganda aveva gi\u00e0 iniziato a fomentare l&#8217;odio tra i residenti locali verso i tartari, qualificandoli come traditori e nemici del popolo.<\/p>\n<p>Secondo lo storico Greta Lynn Uehling, agli uzbeki veniva detto che da loro sarebbero venuti dei &#8220;ciclopi&#8221; e dei &#8220;cannibali&#8221; e gli veniva consigliato di tenersi a debita distanza degli \u201calieni\u201d.<\/p>\n<p>In seguito gli uzbeki sono rimasti stupiti, dopo aver scoperto che i tartari di Crimea professavano la loro stessa religione.<\/p>\n<p>I figli dei deportati avrebbero potuto ottenere l&#8217;istruzione in lingua russa e uzbeka, ma non in quella dei tartari crimeani.<\/p>\n<p>Verso il 1957 \u00e8 stato proibito di pubblicare in lingua dei tartari crimea ed \u00e8 stata disposta la rimozione della voce sui tartari nella <em>Grande Enciclopedia Sovietica<\/em>.<\/p>\n<p>Inoltre, \u00e8 stato proibito di dichiarare questa particolare nazionalit\u00e0 sui passaporti.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Cosa \u00e8 cambiato in Crimea senza i tartari?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Nel giugno 1945, dopo l\u2019avvenuta deportazione dalla penisola di tartari, greci, bulgari e tedeschi, la Crimea ha cessato di essere una repubblica autonoma diventando una regione della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa.<\/p>\n<p>Le regioni meridionali della Crimea, precedentemente abitate per lo pi\u00f9 dai tartari crimeani, sono diventate disabitate.<\/p>\n<p>Per avere un quadro di questa desolazione, secondo i dati ufficiali nella regione di Alushta erano rimasti circa 2600 abitanti, mentre in quella di Balaklava intorno ai 2200. Successivamente, in queste regioni sono iniziati trasferimenti di persone dall\u2019Ucraina e della Russia.<\/p>\n<p>Le autorit\u00e0 sovietiche hanno distrutto i monumenti tartari, hanno bruciato manoscritti e libri, compresi anche volumi di Lenin e Marx tradotti in lingua dei tartari crimeani.<\/p>\n<p>Nelle moschee venivano aperte attivit\u00e0 commerciali come cinema e negozi.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Quando \u00e8 stato consentito ai tartari di ritornare in Crimea?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Il regime degli insediamenti speciali per i tartari di Crimea \u00e8 rimasto in vigore fino all\u2019avvio del processo di destalinizzazione all&#8217;epocha di Nikita Krusciov \u2013 cio\u00e8 fino alla seconda met\u00e0 degli anni 50 del secolo scorso.<\/p>\n<p>Allora il governo sovietico ha ammorbidito le loro condizioni di vita senza tuttavia rimuovere le accuse di alto tradimento.<\/p>\n<p>Negli anni tra il 1950 e il 1960 i tartari hanno combattuto per il loro diritto di ritornare nella loro patria storica, utilizzando come il mezzo anche manifestazioni nelle citt\u00e0 uzbeke.<\/p>\n<p>Nel 1968, come pretesto di una manifestazione \u00e8 stato utilizzato l\u2019anniversario di Lenin. Le autorit\u00e0 hanno poi disperso i manifestanti.<\/p>\n<p>A poco a poco, i tartari della Crimea sono riusciti a recuperare i propri diritti. Restava tuttavia, a loro un\u00a0 divieto, anche se informale e rigoroso, di ritornare in Crimea; tale divieto \u00e8 rimasto in vigore sino al 1989.<\/p>\n<p>Nel corso dei quattro anni successivi, nella Penisola \u00e8 tornata la met\u00e0 dei tartari crimeani, che a quel tempo vivevano nell\u2019Unione Sovietica: circa 250.000 persone.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>La deportazione \u00e8 stato un genocidio?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Alcuni ricercatori e dissidenti ritengono che la deportazione dei tartari di Crimea corrisponda alla definizione di genocidio adottata dalle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Loro sostengono che il governo sovietico intendeva a sterminare i tartari di Crimea in quanto gruppo etnico e avrebbe sistematicamente perseguitato tale obiettivo.<\/p>\n<p>Nel 2006, il <em>Kurultai<\/em> (Congresso) dei tartari di Crimea ha lanciato un appello alla <em>Verkhovna Rada<\/em> (Parlamento ucraino) chiedendo di riconoscere la deportazione come una forma di genocidio.<\/p>\n<p>Nonostante questo, la maggior parte delle opere storiche e dei documenti diplomatici continuino a indicare lo spostamento forzato dei tartari crimeani come una deportazione e non come un genocidio.<\/p>\n<p>Nell\u2019Unione Sovietica, a tal fine, \u00e8 stato utilizzato il termine &#8220;rilocazione&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima parte dell&#8217;articolo. 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