{"id":72850,"date":"2017-05-19T11:52:21","date_gmt":"2017-05-19T11:52:21","guid":{"rendered":"http:\/\/uacrisis.org\/?p=56403"},"modified":"2017-05-25T12:36:55","modified_gmt":"2017-05-25T09:36:55","slug":"56403-war-and-light","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/uacrisis.org\/it\/56403-war-and-light","title":{"rendered":"La guerra e la luce"},"content":{"rendered":"<p>La notte del 25 aprile scorso l&#8217;Ucraina ha cessato l&#8217;approvvigionamento elettrico per la cosiddetta \u201cRepubblica Popolare di Lugansk\u201d (LPR). La questione dell\u2019interruzione energetica \u00e8 stata discussa per lungo tempo, ma \u00e8 stata implementata solo di recente. Il motivo ufficiale dietro la disconnessione \u00e8 stato un debito di 5 miliardi di UAH (170 milioni di euro) che le \u201cautorit\u00e0\u201d della \u201cLPR\u201d si rifiutavano di pagare.<\/p>\n<p>Toccher\u00e0 lo stesso destino alla \u201cRepubblica Popolare di Donetsk\u201d (DPR) e alla \u201czona grigia\u201d? La zona grigia \u00e8 infatti una zona neutrale fra le due parti del conflitto, dove formalmente i centri abitati si trovano sotto la giurisdizione dell\u2019Ucraina, ma di fatto manca il controllo statale. Per questo, cos\u00ec come nelle \u201crepubbliche popolari\u201d, questa situazione fa in modo che siano il contrabbando e l\u2019insicurezza nel futuro a governare realmente questi territori.<\/p>\n<p>La vera questione \u00e8 perci\u00f2 questa: l&#8217;Ucraina ha creato tutte le condizioni necessarie per fornire energia elettrica ai territori sotto il suo controllo che in precedenza lo ricevevano dalle cosiddette &#8220;repubbliche&#8221; per motivi tecnici?<\/p>\n<p>L\u2019UCMC pubblica del materiale a riguardo, riportando le informazioni di articoli di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.radiosvoboda.org\/a\/28451435.html\">Radio Svoboda<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.radiosvoboda.org\/a\/28460375.html\">&#8220;Donbas.Realiyi&#8221;.<\/a><\/p>\n<p><strong>Il &#8220;Blackout grigio\u201d: quanto e a chi hanno pagato le bollette le persone residenti nella zona occupata di Luhansk.<\/strong><\/p>\n<p>Il prezzo delle bollette pagato dai residenti seguiva una tariffa base. Nonostante ci\u00f2 si \u00e8 accumulato un debito verso l\u2019Ucraina per cinque miliardi di UAH. Bench\u00e9 quindi la gente pagasse regolarmente, non si sa chi abbia effettivamente questo denaro e per conto di chi.<\/p>\n<p>Tuttavia, non \u00e8 stato questo debito a portare all\u2019interruzione delle forniture elettriche a Luhansk. Perch\u00e9 quindi l&#8217;Ucraina ha disattivato solo adesso l&#8217;alimentazione per le zone di Luhansk occupate?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"lazyload alignnone wp-image-56467 size-full\" src=\"data:image\/svg+xml;charset=utf-8,%3Csvg xmlns%3D'http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg' viewBox%3D'0 0 650 363'%2F%3E\" data-src=\"https:\/\/uacrisis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/6B95390E-8EB4-4885-BACA-42E6C5B97186_w650_r0_s-1.png\" width=\"650\" height=\"363\" \/><\/p>\n<p>La regione di Luhansk riceve energia elettrica dalla piccola citt\u00e0 di Shchastia, vicino alla linea di fronte. La centrale termica locale ha sempre utilizzato il carbone che veniva fornito attraverso la linea di fronte. Questo per\u00f2 avveniva prima del blocco commerciale, attuato nei mesi scorsi, delle zone occupate. Prima del blocco infatti, la centrale forniva energia elettrica regolarmente sia in aree controllate che in quelle non controllate dall\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Prima dell\u2019interruzione di energia, il leader della \u201cLPR\u201d, Igor Plotnitskiy aveva dichiarato che un eventuale blackout non era una prospettiva spaventosa. In un discorso pubblico, l\u2019autoproclamato presidente della \u201crepubblica\u201d di Lughansk aveva detto alla popolazione: &#8220;Non vi spaventare, abbiamo un nostro sistema flessibile di approvvigionamento elettrico che ci garantir\u00e0 una regolare fornitura.&#8221;<\/p>\n<p><strong>Il ruolo della Russia: si tratta davvero di un aiuto?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nIl mattino del 25 aprile, l&#8217;energia \u00e8 riapparsa nella \u201cLPR\u201d. Ma da dove essa provenisse \u00e8 rimasto un mistero. Secondo Sergei Ivanushkin, autoproclamato &#8220;Ministro per le Emergenze&#8221; della LPR, ci sono volute diverse ore per ricollegare le infrastrutture alle utenze finali. Si \u00e8 per\u00f2 scoperto che, durante la guerra, la &#8220;LPR&#8221; aveva costruito una nuova linea elettrica con la Russia. Per essere pi\u00f9 precisi, queste nuove linee erano gi\u00e0 presenti prima del conflitto, ma la loro operativit\u00e0 sarebbe stata potenziata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"lazyload alignnone wp-image-56468 size-full\" src=\"data:image\/svg+xml;charset=utf-8,%3Csvg xmlns%3D'http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg' viewBox%3D'0 0 650 363'%2F%3E\" data-src=\"https:\/\/uacrisis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/A1346BD3-65B5-4FF9-8A2D-1A3095A9CC7D_w650_r0_s-1.png\" width=\"650\" height=\"363\" \/><\/p>\n<p>Secondo invece Vladislav Deinego, il rappresentante della &#8220;LPR&#8221; ai colloqui di Minsk, oggi vengono utilizzati alcuni specifici sistemi di distribuzione collegati con la rete in Russia. Questi sistemi per\u00f2 risultavano gi\u00e0 in uso nel 2014, quando la fornitura di energia elettrica dall&#8217;Ucraina era bloccata a causa dei danni bellici alle infrastrutture.<\/p>\n<p>Il mistero quindi rimane. Non tanto sul fatto che sia la Russia a rifornire di energia elettrica la \u201cLPR\u201d, ma piuttosto su come le autorit\u00e0 russe e quelle delle sedicenti autorit\u00e0 della \u201cLPR\u201d abbiano organizzato il nuovo sistema di distribuzione.<\/p>\n<p><strong>Chi pagava l&#8217;energia elettrica consumata dalla &#8220;LPR&#8221;?<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;Ucraina ha fornito regolarmente per mesi l\u2019energia elettrica nei territori occupati, ma non ha mai ricevuto i pagamenti dovuti. Negli ultimi sei mesi non risulta sia stato ricevuto nemmeno un centesimo dalla \u201cLPR\u201d. Chi pagava quindi la &#8220;festa&#8221; nella \u201cLPR\u201d?<\/p>\n<p>Il Direttore dell&#8217;Istituto di Ricerca Energetica dell\u2019Ucraina, Oleksandr Kharchenko, ritiene che questo debito dovr\u00e0 essere pagato dai contribuenti ucraini.<\/p>\n<p>Nonostante il debito per\u00f2, risulta che gli abitanti di Luhansk abbiano pagato regolarmente le bollette della luce dal 2014 ad oggi. Il denaro per\u00f2 non sarebbe stato ricevuto dalle compagnie energetiche ucraine ma, bens\u00ec, sarebbe finito sui conti di una nuova &#8220;impresa&#8221; creata dai militanti separatisti.<\/p>\n<p>Le somme di denaro per le bollette sarebbero state raccolte in contanti da persone incaricate nelle aree non controllate. Nonostante questo, il Governo dell\u2019Ucraina non ha mai autorizzato il distributore &#8220;Luhansk Energy Association&#8221; a sospendere le forniture di elettricit\u00e0 alle zone non controllate.<\/p>\n<p><strong>Il problema del \u201cfronte energetico\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong>I<\/strong>l rifornimento dell\u2019energia elettrica nella regione non controllata di Luhansk dipende dalla posizione della linea di contatto. Una parte dell\u2019energia elettrica dalla centrale termica di Shchastia veniva fornita alle citt\u00e0 e ai villaggi occupati. Da qui, questa elettricit\u00e0 veniva \u201crispedita\u201d a sei villaggi sotto controllo ucraino. Si tratta dei villaggi di Triokhizbenka, Kriakovka, Lobacheve, Lopaskyne e Orikhovo-Donetske. Queste zone ricevevano infatti elettricit\u00e0 tramite il \u201csistema dell\u2019interscambio\u201d dato che prima del conflitto non vi era alcun problema di \u201cconfine energetico\u201d. L\u2019interruzione per\u00f2 delle forniture alla \u201cLPR\u201d ha comportato l\u2019interruzione di elettricit\u00e0 anche per questi sei villaggi.<\/p>\n<p>Fortunatamente il taglio di energia elettrica a Triokhizbenka \u00e8 durato solo poche ore. Di notte, \u00a0gli elettricisti ucraini hanno ricollegato Triokhizbenka e i villaggi circostanti alla linea ucraina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"lazyload alignnone wp-image-56469 size-full\" src=\"data:image\/svg+xml;charset=utf-8,%3Csvg xmlns%3D'http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg' viewBox%3D'0 0 650 365'%2F%3E\" data-src=\"https:\/\/uacrisis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/5DAE190D-87B8-45E1-AC6A-57AEE17A571F_w650_r0_s-1.png\" width=\"650\" height=\"365\" \/><\/p>\n<p>Vitalii Velikonda, capo dell&#8217;amministrazione militare e civile di Triokhizbenka, ha sottolineato che: &#8220;I villaggi di Lobacheve e Lopaskyne non hanno notato alcun tipo di interruzione. La cosa pi\u00f9 difficile era per\u00f2 quella di collegarsi alla linea da Tryohizbenka alla localit\u00e0 di Orikhovo-Donetske.\u201d<\/p>\n<p><strong>Quanto costeranno le \u201cnuove bollette russe\u201d?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nUn\u2019altra domanda cruciale riguarda le forniture russe. Quanto pagheranno le persone residenti dei territori occupati per le nuove forniture \u201crusse\u201d?<\/p>\n<p>Le autorit\u00e0 di occupazione hanno finora preteso tariffe orarie da 0,70 a 1,20 rubli per l&#8217;elettricit\u00e0 proveniente dall\u2019Ucraina. Si tratta perci\u00f2 di pochi centesimi di euro. Le tariffe in Russia sono molto pi\u00f9 alte e variano da 3 a 5 rubli. A meno che la Russia non scelga di regalare l\u2019elettricit\u00e0 ai territori occupati, \u00e8 ragionevole pensare che i residenti riceveranno simili bollette.<\/p>\n<p>Oleksandr Kharchenko ha dichiarato \u201cI russi probabilmente falsificheranno i dati dei volumi di energia elettrica, facendo risultare perdite di potenza. In questo modo non dovranno giustificare le forniture illegali ai territori occupati e non verranno sollevate questioni riguardanti le sanzioni internazionali contro le societ\u00e0 fornitrici russe.\u201d<\/p>\n<p>Alcuni ipotizzano che i separatisti potranno tranquillamente ottenere energia gratis dalla Russia ma raccogliere comunque i soldi per le bollette dai residenti locali. In questo modo, le casse delle \u201crepubbliche popolari\u201d potranno venire rimpinzate.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, il Cremlino da tempo si stava preparando per l\u2019interruzione di energia e si era adoperato per ultimare la costruzione della nuova rete di distribuzione su piccola scala su territorio russo, collocata vicino ai confini con le \u201crepubbliche popolari\u201d.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Anche la \u201cDPR\u201d rimarr\u00e0 senza energia?<\/strong><\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8, al momento, un pericolo di blackout per &#8220;DPR&#8221; e la citt\u00e0 di Donetsk. Si ritiene infatti che le \u201cautorit\u00e0\u201d paghino regolarmente l&#8217;energia elettrica all\u2019Ucraina ma che, comunque, i consumi siano piuttosto limitati. Inoltre, molte citt\u00e0 e villaggi ucraini dipendono ancora dalla fornitura inversa dalla &#8220;DPR&#8221; e quindi non \u00e8 possibile tagliare le forniture.<\/p>\n<p><strong>Zona grigia: un anno senza elettricit\u00e0 e acqua<\/strong><\/p>\n<p>I residenti delle &#8220;zone grigie&#8221; vivono ormai da 11 mesi senza acqua ed elettricit\u00e0. Si tratta di persone che vivono in villaggi situati sulla linea di fronte tra le due parti del conflitto. Questi villaggi sono anche esposti al fuoco dei cecchini, che rende la vita dei residenti estremamente precaria.<\/p>\n<p>I residenti dei Bakhmut, per esempio, ricevono l\u2019acqua solo il marted\u00ec. Fortunatamente ci sono sia pali che fili elettrici per ripristinare l&#8217;alimentazione, in caso di blackout prolungato. A giugno i villaggi di Zhovanka, Bakhmutka e Pisky \u201cfesteggeranno\u201d il primo anniversario della loro vita senza elettricit\u00e0. Sono pi\u00f9 di mille le persone che ancora vivono in quell\u2019area. I residenti locali si dicono comunque felici del fatto che, per lo meno, ci sia ancora acqua per estinguere eventuali incendi nelle loro case.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"lazyload alignnone wp-image-56470 size-full\" src=\"data:image\/svg+xml;charset=utf-8,%3Csvg xmlns%3D'http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg' viewBox%3D'0 0 650 357'%2F%3E\" data-src=\"https:\/\/uacrisis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/0B3600B0-BE64-4FD0-8BC2-49071356987B_w650_r0_s-1.jpg\" width=\"650\" height=\"357\" \/><\/p>\n<p><strong>Le difficolt\u00e0 del ripristino<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 per\u00f2 molto difficile ripristinare l\u2019elettricit\u00e0 nelle citt\u00e0 e villaggi delle linee di contatto con la \u201cDPR\u201d e \u201cLPR\u201d.<\/p>\n<p>Nel caso della \u201cDPR\u201d, l\u2019elettricit\u00e0 viene fornita dall&#8217;Ucraina alla citt\u00e0 di Horlivka, che \u00e8 costantemente sotto attacco e poi torna nella &#8220;zona grigia&#8221;. Ma le linee sono state interrotte e i militanti separatisti non consentono di ripararli dal lato da loro controllato. In autunno, le autorit\u00e0 hanno deciso di estendere la linea dalla citt\u00e0 di Toretsk. Ma l\u2019infrastruttura \u00e8 stata estesa solo fino a Mayorsk, dato che la burocrazia ucraina ha ostacolato il processo di elettrificazione. Anche la comunicazione rende la questione ripristino difficile. Le persone locali si domandano, per esempio, perch\u00e9 l&#8217;elettricit\u00e0, l&#8217;acqua e il gas debbano essere sempre fornite ad Horlivka e non alle aree circostanti.<\/p>\n<figure 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