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Approvata la legge scritta per colpire gli oligarchi: cosa c’è da sapere

A fine settembre, il Parlamento ucraino ha adottato una legge volta a porre fine al dominio degli oligarchi nella vita politica ucraina. Raccontiamo cosa prevede la legge e perché ha suscitato aspre critiche.  

Il 23 settembre, il Parlamento ucraino ha adottato la “legge sulla deoligarchizzazione”, come viene comunemente denominata la legge “sulla prevenzione delle minacce alla sicurezza nazionale legate all’eccessivo impatto sulla vita pubblica delle persone aventi un considerevole potere economico o politico (detti oligarchi)”. La legge è stata approvata con 279 voti a favore, di cui 229 sono ascrivibili ai parlamentari della fazione “il Servitore del popolo” (Sluha narodu).

La legge assegna al Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa il potere di redigere un registro degli oligarchi. Potrebbe essere registrato come “oligarca” colui a cui sono applicabili almeno tre dei seguenti quattro criteri: dispone di un impatto considerevole sui media, partecipa alla vita politica, è titolare effettivo di un monopolio, ha un reddito che supera di un milione di volte il minimo costo della vita (pari a circa 77 milioni di euro).

Come sarà redatto il “registro degli oligarchi”. Dotato del potere di etichettare una persona come un oligarca è il Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa. Lo fa attraverso una decisione emessa in base a una domanda sottoposta dal Gabinetto dei ministri, da un membro del Consiglio stesso, dalla Banca nazionale, dal Servizio della sicurezza o dal Comitato antimonopolistico. Adottata la decisione, il Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa ha al massimo tre giorni per inserire una persona nel registro degli oligarchi.

Gli oligarchi banditi dal finanziamento ai partiti. Alle persone elencate nel registro degli oligarchi è vietato fare donazioni ai partitio ai singoli candidati, finanziare le campagne elettorali (ma è consentito autofinanziare la propria campagna elettorale da candidato), finanziare la propaganda elettorale, fare donazioni al fine di supportare l’organizzazione di manifestazioni politiche, nonché comprare grandi beni pubblici nelle operazioni di privatizzazione.  

Inoltre, la legge obbliga gli oligarchi del registro a presentare la dichiarazione dei redditi attraverso la procedura prevista per i dipendenti pubblici e i membri delle autonomie locali.

La legge entra in vigore sei mesi dopo la sua pubblicazione e perde efficacia dieci anni dopo l’entrata in vigore.

Le critiche della legge. “Il disegno di legge con il nome d’effetto ‘antioligarchico’ cambierà poco nei rapporti tra politici e oligarchi,” scrive un redattore di Deutsche Welle Yevhen Teise in un articolo di opinione per la testata. “Per quanto riguarda il finanziamento ai partiti, (…) in linea generale, né Ihor Kolomoyskyi, né Dmytro Firtash, né altri oligarchi finanziano direttamente i partiti. Per esempio, quanto emerge dai report pubblicati sul sito dell’Agenzia nazionale per la prevenzione della corruzione (NAZK), gli sponsor più grandi del “Servitore del popolo” nel 2019, l’anno delle elezioni, sono stati gli ucraini comuni. I milioni sono stati versati nella cassa del partito dalle persone, identificate dai giornalisti investigativi del progetto “Nashi groshi” (I nostri soldi – ndt.) in uno chef di un ristorante georgiano, in una proprietaria di un negozio di abbigliamento intimo e in un disoccupato a cui è stato tolto il figlio,” racconta Teise.

“La legge rafforza le posizioni del Presidente fornendogli una leva aggiuntiva sui miliardari potenti con la quale potrà restringere le loro ambizioni politiche e la portata delle loro attività economiche. Tra coloro che probabilmente rientreranno nell’ambito di applicazione della nuova legge è Petro Poroshenko, il principale avversario politico di Zelenskyi, nonché un oligarca. Allo stesso tempo, né le sanzioni, né la legge cambieranno i principi del gioco politico con gli oligarchi dietro le quinte.”

Da decenni, gli oligarchi controllano gli interi settori economici ucraini e nessun registro sarà in grado di porne rimedio finché non saranno abbattuti i monopoli oligarchici nell’economia ucraina, prosegue il redattore di DW. Neanche la volontà politica e un Comitato antimonopolistico funzionante serviranno da garanzia all’effettivo abbattimento dei monopoli oligarchici. “A fare da arbitro tra il governo e le imprese c’è il sistema giudiziario. Tuttavia, riformare il sistema giudiziario non è tanto semplice quanto istituire un registro degli oligarchi,” scrive Yevhen Teise.   

Foto: UMCC Titanium. Una cava dell’azienda chimica e mineraria “UMCC Titanium”, un produttore di titanio, oggetto della privatizzazione. Alle persone elencate nel registro degli oligarchi sarà vietato comprare grandi beni pubblici nelle operazioni di privatizzazione.