Il ripristino dei media nel Donbass: successi e fallimenti

Il ripristino dei media nel Donbass: successi e fallimenti

Di recente il Fondo “Iniziative democratiche Ilko Kucheriv” ha condotto un’indagine nelle zone che si trovano lungo la linea del fronte, in relazione alla situazione dei media nel Donbass. I risultati dell’indagine sono stati discussi da esperti e funzionari statali durante una tavola rotonda.

In base alle raccomandazioni date sulle autorità locali e centrali dai più attivi intervistati, è stata elaborata una nota analitica «La situazione nel campo dei media nelle zone lungo la linea del fronte: i rischi e i modi per superarli».

La situazione attuale

L’indagine ha rivelato che la situazione lungo la linea del fronte è seguente.  La maggior parte degli abitanti sono completamente privati della fruizione dei prodotti mediali ucraini. I canali televisivi ucraini sono ricevuti solo da coloro che hanno una parabola satellitare. La situazione riguardo il sistema radiofonico è migliore, però solo la minoranza dei cittadini si fidano dell’informazioni radio. Non vi sono punti per distribuzione dei media stampati e la corrispondenza arriva con notevole ritardo. Vi è la domanda di contenuti ma non ci sono le possibilità di consegnarli ai destinatari. Tra le informazioni molto utilizzo ha il passaparola, molto pericoloso poiché, mescolato con le informazioni provenienti dai media russi e separatisti, esso contribuisce a forme di manipolazione del messaggio e di conseguente diffidenza verso i media ucraini.

Nelle zone dove si svolge l’Operazione anti-terrorismo, l’Ente nazionale dell’Ucraina per le trasmissioni televisive dispone di 17 frequenze per tv e radio nella regione di Donetsk e di 17 nella regione di Luhansk. Circa il 30-40% in più rispetto al 2015.

In generale, in molte città delle regioni di Donetsk e di Luhansk le trasmissioni sono state riprese. Tuttavia, la comunicazione con i residenti locali ha rivelato che, nonostante la presenza di segnali analogici e digitali, notevole sia la ricezione di canali russi o separatisti.

I pareri principali espressi dagli esperti e dai funzionari statali sul ruolo dei media nel miglioramento della situazione media nel Donbass:

  • Prima di tutto bisognerebbe lavorare con i residenti locali e far crescere la loro fiducia.
  • Il dialogo con la popolazione locale dovrebbe essere costruito sulla base di necessità umanitarie e sociali che influenzino la loro quotidianità: tutte le questioni riguardanti i servizi di utenze, l’infrastruttura di trasporto, il funzionamento dei servizi pubblici, le nuove regole nell’attività di servizi sociali, le tariffe – cioè gli elementi quotidiani e non l’alta politica.
  • Innanzitutto, le trasmissioni verso il Donbass dovrebbero consistere di questioni umanitarie: quali le opportunità per la sopravvivenza delle persone in queste aree. Le questioni politiche dovrebbero essere spostate alla “decima posizione”, in quanto porterebbero solo tensioni, aumento dei contenuti negativi e produzione di un linguaggio di odio.
  • È importante che la stampa nel Donbass fornisca tutte le informazioni sulle attività delle autorità locali, tra cui anche le visioni critic Attualmente non esiste un giornale regionale della regione di Donetsk, cosa che produce la bassa fiducia verso il governo.
  • È necessario ufficialmente bloccare la trasmissione dei canali russi, da cui viene diffusa la propaganda per distruggere la difesa del Paese e il morale della sua popolazione.
  • Per determinare le prospettive bisognerebbe ricordare come veniva formata la mentalità dei residenti del Donbass in epoca sovietica: l’enfasi era messa sul benessere e la crescita economica. Quindi, per costruire un dialogo con gli abitanti di queste zone, bisognerebbe scegliere proprio questi messaggi e realizzarli; soprattutto utilizzando contenuti relativi allo sviluppo dell’industria.
  • La legge sullo status della lingua ucraina dovrebbe essere flessibile. La lingua russa potrebbe essere utilizzata negli interessi ucraini. Forme di propaganda approssimativa e generale in queste zone farebbero solo del male. Le trasmissioni verso questa regione dovrebbero essere sensibili alle specifità della regione e alle sue attualità.

Durante la discussione è stato anche annunciato che nel mese di giugio, a Kramatorsk, si terrà il terzo “Donbass media forum”, che prevede la partecipazione di 300–350 giornalisti del Donbass, compresi i territori non controllati.

 

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