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10 miti sulla UPA. Mito 3. Bandera e nazionalisti ucraini erano agenti dei servizi speciali dei nazisti

10 miti sulla UPA.   Mito 3. Bandera e nazionalisti ucraini erano agenti dei servizi speciali dei nazisti

La propaganda sovietica  ha sostenuto a lungo che Bandera, Šuchevyč e tutti i membri della OUN (B) furono agenti della Gestapo,  SS, SD e Abwehr. Com’era veramente?  

L’UCMC pubblica  la versione abbreviata e tradotta dell’articolo pubblicato sulla rivista ucraina  Novoe vremia.

Stereotipo

Stepan Bandera, Roman  Šuchevyč  e tutti i membri di OUN (B) furono agenti della Gestapo (La Geheime Staatspolizei (dal tedescoPolizia segreta di stato), comunemente abbreviata in Gestapo, era la polizia segreta della Germania nazista), SS, SD (servizi di sicurezza dei nazisti) oppure Abwehr (intelligence militare) . L’UPA fu  una sorta del servizio di intelligence del Terzo Reich.

Fatti storici

“Anche in Ucraina, come nel resto dell’Europa, si sviluppò il fenomeno della collaborazione con gli occupanti; il collaborazionismo ucraino spesso è stato sovradimensionato, ma si è trattato in realtà di un fenomeno non superiore ad altri casi europei, aggravato dalle durissime condizioni imposte dagli occupanti: in Ucraina il prezzo della mancata collaborazione era superiore che altrove. Sul collaborazionismo ucraino fu costruito nell’URSS degli anni Cinquanta lo stereotipo (ripreso da molti in Occidente, ancora duro a morire e rinfocolato dalla propaganda russa odierna) dell’ucraino nazista.

In termini di posizioni politiche globali, l’Ucraina ha sempre sofferto di una condizione particolare che ha prodotto una distorsione della propria immagine: già sotto il governo austriaco della Galizia, si creò il paradosso di un uso “reazionario” da parte degli Asburgo del crescente sentimento nazionale ucraino in funzione antipolacca. Paradosso che si è ripetuto durante la prima indipendenza ucraina e il successivo periodo sovietico, quando Stalin affibbiò la definizione di “nazionalismo borghese” ad ogni manifestazione di ucrainismo. Nella II guerra mondiale questo paradosso è diventato crudele e pesa ancora sul destino ucraino.  Quelli che accusano gli ucraini dei crimini dell’occupazione nazista non riescono a comprendere la complessità di convivere con l’annichilazione, con quel che significa vedere la propria vita e la propria casa trasformarsi in bottino di guerra, alla merce dei contendenti.” (da: Giuseppe Perri, “ La ricca fontana. Una biografia dell’Ucraina moderna. Fonti storiche, fonti letterarie”, Ed. Apice libri, 2015 )

Negli anni 20 l’Organizzazione militare ucraina (UVO), nata nel 1920,  ebbe contatti con l’intelligence della Repubblica democratica di Weimar. Con l’arrivo al potere dei nazisti, la Germania diventò la più grande potenza del continente europeo ( oltre l’URSS), che cercò più degli altri di cambiare l’ordine mondiale stabilito dalla pace  di Versailles. Ciò coincise  con le intenzioni dell’OUN, perchè i  paesi – vincitori della Prima guerra mondiale non trovarono un  posto sulla mappa dell’Europa per l’Ucraina indipendente. La Germania fu considerata come un alleato di comodo da parte degli  nazionalisti ucraini.

E’ importante sottolineare che i rapporti dell’OUN con la Germania non furono mai semplici. Dopo la firma del patto di non aggressione tra la Polonia e la Germania nel 1934 la Germania rilasciò  il dirigente dell’OUN Eugene Konovalets. Lo stesso anno la Germania rilasciò in Polonia un altro leader dell’OUN Mykola Lebed che si nascondeva là dopo l’attentato dell’OUN  contro il ministro degli interni polacco Bronislaw Pieracki. Infine, contrariamente alle aspettative dei nazionalisti, Hitler accettò l’occupazione ungherese  della Transcarpazia  e l’occupazione sovietica dell’Ucraina occidentale. La Germania venne criticata dall’OUN sulle pagine di alcuna stampa ucraini clandestina, come, ad esempio,  la rivista “Rozbudova Nazii”(“Creazione della Nazione”). La Germania nazista fu l’unica vera potenza che avrebbe potuto lanciare la sfida alla Polonia e all’URSS. Così anche dopo la scissione dell’OUN, Bandera e Melnyk continuarono a collaborare con i tedeschi  in funzione antipolacca e antisovietica.
L’OUN (B) attraverso i contatti con i vertici dell’Abwehr – gli unici simpatizzanti tra i vertici nazisti  al movimento di liberazione ucraino –  organizzò l’addestramento militare dei membri dell’organizzazione. In cambio di informazioni di intelligence i nazionalisti ebbero la possibilità di seguire l’addestramento  insieme con guardie paramilitari  presso le fabbriche, squadre di lavoratori e scuole di polizia nella zona di occupazione tedesca in Polonia. Inoltre, l’organizzazione creò una rete di corsi militari indipendenti dai tedeschi, che venivano frequentati di tutti i suoi membri compreso Stepan Bandera.

A febbraio del 1941 Bandera raggiunse  un accordo verbale con il capo dell’Abwehr Ammiraglio Wilhelm Canaris e il Comandante dell’Esercito di Wehrmacht Walther von Brauchitsch riguardante la creazione della Legione ucraina. Con i membri dell’OUN furono formati due battaglioni, “Nachtigall” e “Roland” con i compiti di ricognizione e sabotaggio. Dopo l’inizio  della guerra le funzioni di “Nachtigall” si limitarono alla sorveglianza delle vie di comunicazioni, e , invece, “Roland” non prese mai parte alle operazioni militari.

Roman Šuchevyč era il capo di “Nachtigall” dalla parte ucraina. Tuttavia, durante la formazione del battaglione, i suoi membri si rifiutarono di fare il giuramento alla Germania e prestarono il giuramento di fedeltà  all’Ucraina.

Nel mese di agosto di 1941, i nazisti riformarono i “Nachtigall” e “Roland”, dopo  l’inizio delle repressioni tedesche contro i nazionalisti  a causa della proclamazione dello Stato ucraino (il 30 giugno ’41).

I tedeschi formarono il battaglione di polizia N 201° con membri dei battaglioni.  Durante il mese di  marzo – dicembre 1942 il battaglione di polizia fu impiegato per la difesa delle posizioni tedesche e lotta ai partigiani sovietici in Bielorussia. A differenza dei “Nachtigall” e “Roland”, la creazione del 201° battaglione non fu concordata con l’OUN (B) e i combattenti ucraini vi aderirono  per evitare l’arresto.

Il 1 ° dicembre 1942 i soldati del battaglione si rifiutarono a continuare il servizio. I tedeschi sciolsero questa unità e gli ufficiali furono arrestati. Šhuchevyč riuscì a scappare dalla detenzione, diventò il responsabile militare nel Comando dell’OUN (B), e più tardi capeggiò  l’organizzazione.

Non bisogna sopravalutare l’importanza della collaborazione dell’OUN (B) col Abwehr. Di solito l’Abwehr reclutava singoli membri dell’OUN. Il Comando dell’OUN ne approfittava ed assegnava  i propri compiti agli agenti. Queste relazioni ebbero un carattere  pragmatico di un’alleanza di comodo, quando entrambe le parti traevano il beneficio esclusivamente per la propria parte, senza nessun l’impegno politico. In questa occasione, nel mese di aprile di 1941, il Capo della Gestapo Heinrich Muller disse al suo collega della SD (servizio di sicurezza) Walter Schellenberg che “i leader nazionalisti ucraini stanno dirigendosi  verso i loro obiettivi in una maniera  non controllata”.

il 23 giugno 1941, subito dopo l’invasione tedesca dell’URSS,  l’OUN (B)  inviò alla cancelleria del Reich un memorandum su come risolvere il problema ucraino dopo il crollo dell’URSS. In esso, tra le altre cose, ci furono queste parole: “Anche se le forze tedesche, dopo l’entrata in Ucraina, saranno  inizialmente accolti come liberatori, poi  la situazione potrebbe cambiare  se la Germania arrivasse in Ucraina non per ripristinare lo Stato ucraino “. Quindi già allora i banderisti  previdero la possibilità della resistenza armata antitedesca nel caso la Germania avesse una posizione ostile  sull’indipendenza dell’Ucraina.

Nonostante la cooperazione militare con la Germania, l’OUN (B) condusse una propria linea politica all’insaputa dei nazisti. La proclamazione dello Stato ucraino a Lviv il  30 giugno 1941 fu  la chiara dimostrazione di questo comportamento. Fu una sorpresa per i nazisti, anche perché i piani del Terzo Reich non contemplavano un’Ucraina indipendente. Il 5 luglio 1941 i nazisti arrestarono Stepan Bandera e il 9 luglio il Capo del Governo appena creato Jaroslav Stecko.

Nei mesi di luglio – agosto del ‘41 i tedeschi insistettero con i dirigenti dell’OUN (B) per revocare l’Atto del 30 giugno. Tuttavia, essi rifiutarono risolutamente, e furono arrestati e mandati nel carcere di Berlino e in campi di concentramento. Dal 15 settembre ‘41 e fino alla fine dell’anno le autorità tedesche arrestarono circa 1 500 membri dell’OUN di Bandera. Il 25 novembre ‘41 la polizia di sicurezza  emisse un mandato di arresto e di condanna a morte per  attivisti del  “gruppo di Bandera”  che “preparano la rivolta nel  Reichkommissariat Ukraine per creare l’Ucraina indipendente “.

L’addestramento militare, acquisito con l’aiuto dei tedeschi,  divenne in seguito utile  durante la lotta antitedesca dell’OUN e dell’UPA nel 1942-1944. Molti veterani dei battaglioni “Nachtigall”, “Roland”  e 201° Battaglione della Polizia presero parte dell’UPA come istruttori o comandanti militari. Basta dire che il primo Stato maggiore dell’UPA, guidato dal Comandante in Capo Vasyl Ivahov, Capo di stato maggiore Julian Kowalski ed aiutante dello Stato maggiore di Semen Snyatetskiy, cadde  in battaglia contro i  tedeschi il 13 maggio 1943. Gli ultimi due furono ex-ufficiali del battaglione “Nachtigall”.

Tutto ciò contraddice all’affermazione che i membri dell’OUN fossero delle spie al servizio dei nazisti.

I  membri dell’OUN  avevano la propria linea nella lotta e cioè la creazione dello Stato ucraino indipendente. Tutti gli sforzi, compresa la cooperazione militare con i tedeschi, vennero subordinati proprio a questo scopo. L’OUN nascondeva dai  nazisti i suoi piani e la proclamazione dello  Stato ucraino del 30 giugno ’41 fu un vero momento della verità nei rapporti tra l’OUN e la Germania di Hitler.

Era evidente che  in realtà i nazisti tedeschi e  i  nazionalisti ucraini fossero nemici.

Editing e correzione bozza a cura di “EuromaidanPr Italia” 

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