La lotta per l’Ucraina: la revisione di riforme e fallimenti nel costruire lo stato nuovo dal Chatam House. Seconda parte

La lotta per l’Ucraina: la revisione di riforme e fallimenti nel costruire lo stato nuovo dal Chatam House. Seconda parte

L’Istituto Reale per gli Affari Internazionali, noto come Chatham House, ha preparato una ricerca dettagliata sull’avanzamento delle riforme in Ucraina. Si tratta del primo tentativo di analizzare i cambiamenti che hanno avuto luogo nel Paese dopo la Rivoluzione della dignità. Il documento contiene non solo i successi ma anche “i punti dolenti” all’ordine del giorno, tra i quali riforme bloccate o limitate. Oltre alle analisi di ciò che è accaduto, la ricerca contiene un elenco delle priorità per l’Ucraina e per i suoi partner occidentali che affrontano temi come i seguenti: quali sono i punti dove l’Ucraina richiede più assistenza e dove vanno incentrati gli sforzi, come va cambiata la strategia attuale dei partner ecc. L’UCMC propone la versione tradotta abbreviata dell’executive summary della ricerca pubblicata da Chatham House. L’intero documento è accessibile sul sito dell’organizzazione in inglese. La prima parte del testo italiano si può trovare a questo link.

Democratizzazione e governance

È iniziata la riforma del sistema ucraino della governance. Il sistema si presenta come eccessivamente centralizzato e regolato, nonché malfunzionante. Molti atti legislativi sono entrati in vigore, comunque spesso non sono stati attuati completamente. Nel corso del decentramento, il maggior potere e il potere di tassazione sono stati delegati alle autorità locali. Però la riforma della divisione costituzionale dei poteri, delle capacità istituzionali (specialmente dell’amministrazione pubblica) e dei media non è quasi stata iniziata. I gruppi politici e economici che finora godevano di accesso privilegiato al potere, stanno resistendo nel modo rigido allo svolgimento della riforma giudiziaria e alla istituzione di una buona governance. La riforma elettorale, cruciale per stabilire condizioni uguali per tutti i partecipanti del processo politico, è seriamente ritardata.

La società civile

La società civile ucraina ha tutti le ragioni per essere fiera di cos’ha realizzato all’indomani dell’Euromaidan. Gli sforzi consolidati al livello nazionale, la presenza dei riformatori nel governo, l’afflusso dell’assistenza finanziaria considerevole da parte dell’occidente con le condizionalità rigide dei finanziamenti, così come il vuoto temporaneo del potere formatosi dopo l’Euromaidan, hanno consentito alla cittadinanza attiva di contribuire ai cambiamenti in Ucraina.

Un effetto importante di democratizzazione introdotto dalla società civile, è stata l’integrazione delle reti non-governative nella politica pubblica. Il caso più preminente è l’istituzione ed il conseguente avvio del sistema digitale per gli appalti pubblici ProZorro. Il suo successo ha stabilito un nuovo standard di trasparenza e responsabilità che lo Stato ha nei confronti dei cittadini. Comunque, questo slancio innovativo si basa su un piccolo gruppo di attivisti e organizzazioni professionali non-governative.

Il divario fra i cittadini non indifferenti e l’advocacy organizzata delle associazioni non-governative debilita la pressione per l’avanzamento delle riforme dal basso. La crescente mobilitazione dei gruppi populisti e radicali mette in evidenza la permanente debolezza della società civile e la frustrazione popolare a cui porta.

I canali esistenti per le organizzazioni della società civile, atti ad ascoltare le preoccupazioni dei cittadini per poi trasmetterle alle autorità, sono inadeguati. Di conseguenza, vi è la sensazione che le organizzazioni della società civile sono distaccate dalla realtà delle comunità locali, e che prevalgono le attività a nome dei cittadini invece di quelle che ne vedono il coinvolgimento.

Le riforme anticorruzione

Negli ultimi quattro anni, l’Ucraina ha fatto progressi significativi per quanto riguarda la creazione della base per ridurre i livelli molto alti di corruzione pubblica. Comunque, è solo l’inizio di un processo a lungo termine che deve rispondere a due problemi principali: il primo – l’accettazione fatalistica da parte di molti nella società della corruzione endemica; e il secondo – la concentrazione della proprietà e del potere nelle mani di un piccolo gruppo delle persone che ha impedito lo sviluppo del rule of law. L’Ucraina non è l’unico Paese in cui si presentano questi problemi, però la loro persistente presenza nel corso di più di 25 anni della “cattura” dello stato da parte del gruppo dei magnati rappresenta una sfida straordinaria per i riformatori del Paese.

Il compimento delle riforme più noto dopo il 2014 ha riguardato l’eliminazione dell’acquisto del gas dalla Russia (che era prima la fonte più grande della corruzione nell’economia), che ha ridotto lo spazio in cui le pratiche corrotte possono avere luogo. Inoltre, grazie all’introduzione del sistema ProZorro, le operazioni del settore pubblico è diventata più trasparente.

Un’altra vittoria dei riformatori anticorruzione è stata l’avvio del sistema di dichiarazione telematica dei redditi, in virtù del quale gli ufficiali di alto rango sono obbligati a dichiarare i propri redditi.

Comunque, le nuove agenzie fondate per investigare e perseguire i casi di corruzione fra gli alti funzionari – l’Agenzia nazionale anticorruzione ucraina (NABU) e la Procura specializzata anticorruzione (SAP) devono ancora produrre i risultati. Questa situazione, d’altra parte, riflette la mancanza del solido sistema giudiziario.

La riforma giudiziaria rimane il tallone d’Achille dell’insieme degli sforzi anticorruzione. È chiaro che i leader attuali dell’Ucraina possono temere il sistema giudiziario indipendente così come l’applicazione effettiva delle leggi. Non è sorprendente che sia in corso una battaglia furibonda fra le forze davvero riformistiche e coloro che vogliono preservare il più possibile del vecchio sistema.

Raccomandazioni

L’avanzamento dell’integrazione europea

L’Unione Europea deve avere aspettative realistiche circa le tempistiche di riforma in Ucraina. L’UE deve mantenere la condizionalità forte nella prospettiva di lungo periodo per stimolare le riforme reali invece di quelle parziali o “cosmetiche”.

Il gruppo a sostegno dell’Ucraina presso la Commissione Europea, che definisce e coordina l’assistenza necessaria, ha provato di essere un’innovazione particolarmente di successo nella politica per l’Ucraina. L’Unione Europea deve sacrificare classici progetti di assistenza, prescritti in modo dettagliato, la cui efficienza è molto bassa, a favore dei progetti fatti su misura, più flessibili e della durata più lunga, di almeno quattro o cinque anni. L’UE deve considerare l’uso di alcuni strumenti che sono stati applicati con successo in Romania (così come imparare dai fallimenti in Bulgaria) per sostenere il governo della legge e l’avanzamento della riforma giudiziaria.

Il sostegno alle imprese ucraine, specie alle piccole e medie imprese, è necessario per aiutarle a resistere alle pressioni competitive, una volta che il periodo di transizione della zona di libero scambio globale e approfondito (DCFTA)sarà terminato. Questo divario rimane la debolezza maggiore nella strategia dell’UE per l’Ucraina (specie al livello regionale) e rappresenta un contrasto rispetto al sostegno che è disponibile ai paesi candidati all’ingresso nell’Unione europea.

Incoraggiare le riforme economica e politica

C’è una forte necessità per la riforma fondiaria che consentirà e faciliterà il mercato operativo del terreno. Inoltre, assicurerà che il settore agricolo ucraino grande, ma poco produttivo, sia una potenza per lo sviluppo economico a lungo termine.

L’ulteriore riforma di più delle 3,000 compagnie statali è essenziale. Si devono concentrare gli sforzi su tre aree chiave: va migliorata l’amministrazione corporativa delle entità strategiche che rimarranno nel possesso statale. Il resto di entità e beni per i quali vi è mercato vanno privatizzati, altrimenti chiusi. La riforma deve anche includere la vendita di più di 10 ettari di terreno agricolo attualmente in possesso dello Stato.

Le riforme elettorale e istituzionale devono avere la stessa attenzione dell’attività anticorruzione. Così incorraggeranno il taglio con il vecchio sistema e consentiranno a una nuova generazione di riformatori genuini di occuparsi della legislazione e delle politiche.

I paesi occidentali devono mantenere la pressione per la riforma giudiziaria e per la prosecuzione degli alti funzionari che hanno commesso abusi d’ufficio. Ci deve essere una pressione continua per raggiungere il progresso verso la tolleranza zero per la corruzione su tutti i livelli.

Per mantenere la dinamica degli sforzi anticorruzione, il governo deve accelerare la privatizzazione delle compagnie statali, usando le procedure trasparenti delle gare di appalto. La deregolamentazione ulteriore deve anche avere l’alta priorità al fine di ridurre le possibilità per gli ufficiali estorcere il denaro dalle imprese.

I riformatori anticorruzione devono comunicare i loro risultati alla società, dando una risposta forte alla percezione che “niente è stato cambiato” dal 2014. Un progresso importante è stato infatti raggiunto nella lotta alla corruzione ma, generalmente, il pubblico ucraino non è informato di questi cambiamenti.

Il progresso in Ucraina è chiaramente visibile su molti campi, però è sotto minaccia. Le riforme incomplete minacciano di minare la credibilità delle “forze nuove” e portare alla disillusione dei millioni ucraini. Questo aprirà la strada alle forze revansciste e populistiche per catturare le trasformazioni in Ucraina.

Per via dei numerosi problemi dell’Europa, i politici hanno meno capacità di investire tempo e sforzi in Ucraina, ma l’Occidente non può permettersi un’altra sconfitta. Non ci sono segnali che mostrino un cambiamento negli obiettivi di Vladimir Putin. Anche per questo l’Occidente deve rimanere stabile e saldo. L’Ucraina è in bilico e ciascuna delle parti ha le possibilità di vincere.

La versione completa della ricerca è disponibile in inglese sul sito di Chatham House a questo link.

Co-autori della ricerca: Timothy Ash, Janet Gunn, John Lough, Orysia Lutsevych, James Nixey, James Sherr and Kataryna Wolczuk

Foto: Image.UA. Il Parlamento ucraino approva l’accordo di associazione UE-Ucraina il 16 settembre 2014.

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