Cosa c’è da sapere sulla riforma dell’istruzione in Ucraina. Seconda parte

Cosa c’è da sapere sulla riforma dell’istruzione in Ucraina. Seconda parte

Il 5 settembre 2017 la Verkhovna Rada (il Parlamento ucraino) ha adottato la legge sull’istruzione, firmata il 25 dello stesso mese dal presidente Poroshenko ed entrata in vigore il 28. Tale legge lancia la riforma dell’istruzione nel Paese. Che cambiamenti avverranno nel campo dell’istruzione? La prima parte è disponibile a questo link.

Le lingue delle minoranze nazionali ed il futuro dei bambini: le critiche della Romania e dell’Ungheria

Le disposizioni della Legge sull’istruzione nelle lingue minoritarie hanno suscitato delle polemiche. Secondo la nuova legge, i bambini delle minoranze nazionali potranno ricevere istruzione prescolastica e primaria nella loro lingua madre. L’istruzione secondaria sarà impartita nella lingua dello Stato, mentre la lingua madre verrà insegnata separatamente. Questa disposizione della riforma ha provocato vasta risonanza a livello internazionale. Precisamente, l’Ungheria ha dichiarato che cesserà il suo sostegno internazionale all’Ucraina fino a quando le possibilità di studiare nella lingua madre saranno restituite. La Grecia e la Bulgaria hanno assunto atteggiamenti, in genere, analoghi. La Russia ha definito questo articolo un “etnocidio” della popolazione russofona dell’Ucraina.

Da una parte, sono proprio gli allievi che studiano nella loro madrelingua che  tradizionalmente dimostrano bassi risultati nella valutazione esterna, che si svolge nella lingua ucraina. Ad esempio, nel distretto Gertsaevskyi della regione di Chernivtsi (dove circa il 90% della popolazione è di nazionalità rumena), nel 2016, il 49,85% dei laureati non è riuscito a passare la valutazione esterna indipendente, e nel 2017, il 58,76%. In alcune scuole della regione di Transcarpazia (dove l’insegnamento si svolge in ungherese) la percentuale dei laureati che non sono riusciti a superare la soglia negli anni 2016 e 2017 è stata oltre il 90% (nello stesso tempo, la media nel Paese è di circa il 20%). Questo rende più difficile l’accesso all’istruzione superiore per gli adolescenti che hanno ricevuto istruzione nella loro madrelingua, e tra l‘altro chiude loro le opportunità di lavoro nella pubblica amministrazione, per la quale la conoscenza della lingua dello Stato è obbligatoria.

Cosa c’è di nuovo per gli insegnanti?

Lo stipendio di un insegnante in Ucraina partirà da 9,6 mila UAH (circa 360 dollari, o tre salari minimi), cioè risulta aumentato di quasi tre volte a seconda della categoria. Dato che per la riforma necessitano più di 120 miliardi di UAH, si prevede di estendere la sua attuazione su un arco di tempo di 10 anni, e quindi non è ancora chiaro quando esattamente gli insegnanti ucraini potranno ricevere tali stipendi. La legge include negli stipendi anche le attività educative, metodologiche, organizzative ed altre dell’insegnante (in precedenza esse venivano pagate separatamente e ammontavano a circa il 40% dello stipendio di un insegnante).

Ora, l’insegnante dovrebbe ottenere più libertà pedagogica: invece di implementare i programmi dell’istruzione standard, la legge consente di utilizzare i propri programmi e raccomanda solo di rispettare gli standard.

L’ottimizzazione della rete di scuole

Secondo il ministro dell’Istruzione Lilia Grynevich, in Ucraina il 33% dei bambini studia nelle scuole rurali, il cui numero corrisponde al 67% del numero totale delle scuole.

Ovviamente, tale modello è inefficace sia nei termini di finanziamento che in termini di qualità dell’istruzione. Per questo motivo, il Ministero ha implementato un sistema di cosiddette scuole di appoggio. Da questo momento, i bambini che ricevono istruzione elementare la otterranno in una scuola più vicina e gli allievi delle classe di liceo verranno portati alle istituzioni di appoggio in condizioni significativamente migliori. Tale disposizione dovrebbe dare ai bambini delle zone rurali di ricevere una formazione di qualità, allo stesso livello di quella ricevuta dai bambini che vivono in città.

Autonomia delle scuole

La nuova legge definisce la scuola come unità autonoma. Da questo momento, un’istituzione d’istruzione avrà il diritto di sviluppare il proprio curriculum solo rispettando con degli standard del Ministero di istruzione. Inoltre, le scuole avranno il diritto di stabilire i propri orari, la struttura dell’anno scolastico (trimestrale, semestrale), la durata della settimana scolastica, ecc.

Un’innovazione importante è stata quella che prevede che i fondi statali saranno stanziati non più per intermezzo delle autorità esecutive nel campo di istruzione, ma saranno accessibili direttamente dalle scuole, i collettivi delle quali saranno chiamati a decidere collegialmente sul loro impiego.

Da questo momento, il direttore di una scuola potrebbe occupare il proprio posto  per non più di 12 anni (2 cadenze) (prima tale restrizione non esisteva). Nello stesso tempo, tuttavia, la legge consente ai direttori delle istituzioni scolastiche di nominare i propri vicedirettori e personale docente.

Un cambiamento significativo è stato quello che riguarda i rendiconti finanziari delle istituzioni scolastiche: da questo momento, sarà obbligatorio per ogni istituzione scolastica fornire informazioni pubbliche sulle entrate di tutti i fondi, sul loro scopo e sul loro utilizzo.

Foto: Veectezy.

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