Kyiv
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Un documentario coprodotto con l’Italia racconterà la vita ucraina di Kazymyr Malevych

Kyiv, 30 gennaio 2018.

L’artista Kazymyr Malevych nacque a Kyiv, ma questo non è l’unico aspetto che ha in comune con la terra ucraina. Le sue attività artistiche, infatti, furono strettamente legate all’Ucraina. Tuttavia, fino a tempi recenti Malevych, così come altri artisti d’avanguardia, era classificato come appartenente all’”avanguardia russa“. In seguito al ritrovamento e alla pubblicazione degli importanti documenti storici sul capitolo ucraino della vita e dell’arte di Malevych nel 2015, alla prima conferenza scientifica internazionale a Kyiv dedicata all’artista nel 2016, arriverà il documentario sull’artista d’avanguardia. È una coproduzione con l’Italia che è attualmente in fase di produzione. L’équipe del film ha raccontato i dettagli del progetto in un briefing stampa presso l’Ukraine Crisis Media Center.

Coloro che si occupano di indagare l’arte di Kazymyr Malevych sono riusciti a trovare il posto preciso dove l’artista d’avanguardia nacque a Kyiv. Le informazioni diventeranno un punto saliente del documentario dal titolo lavorativo “Il Quadrato nero”. A trovare i documenti storici è stata Tetyana Filevska, ricercatrice delle attività artistiche di Kazymyr Malevych, produttrice creativa e sceneggiatrice del film. Secondo Filevska risulta che, in base al racconto di sorella dell’artista, Malevych fu nato nella casa di sua zia Maria Ozhekhovska in via Bulionska 15. Filevska si è recata all’archivio di Kyiv per trovare delle conferme provenienti da fonti documentarie. Invece, ha scoperto che non esisteva alcuna menzione che il palazzo a questo indirizzo appartenesse né a Maria Ozhekhovska, né alla famiglia di Malevych tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. “Abbiamo però scoperto che a Maria Ozhekhovska, zia e madrina di Malevych, in casa della quale l’artista nacque, apparteneva un palazzo in via Zhylianska, alla fine del XIX secolo” racconta Tetyana Filevska.

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Comunque, il film racconta non solo il posto dove nacque Malevych, ma anche il suo legame artistico con la terra ucraina. “Ogni tanto scopro qualcosa su Malevych che non sapevo. A volte sono delle vere sorprese. Risulta che ci sono tante le cose (su Malevych) che non conosco,” dice il regista del film Volodymyr Lutsky. “Il vantaggio del cinema documentario è che ci fa tornare alla nostra memoria. Lo scopo del film è che la gente scopra chi sia Malevych, dove sia nato, quali radici lo caratterizzavano,” continua il cineasta belarusso.

I partecipanti alla conferenza stampa hanno anche enfatizzato l’importanza della figura di Malevych per la cultura ucraina, così come la necessità di reinserirla nel discorso culturale ucraino. “Non è un semplice documentario ma un film – scoperta. In Ucraina c’è la necessità di riprivatizzare gli attori culturali. Il tema del film è attuale perché dobbiamo far tornare la figura di Malevych al discorso culturale ucraino. Allo stesso modo, tentiamo di far tornare in questo discorso Dziga Vertov, Oleksandr Dovzhenko e tanti altri,” ha fatto notare Pylyp Illienko, capo dell’Agenzia statale ucraina per il cinema.

Il documentario ha ottenuto il sostegno finanziario dalla parte ucraina – dall’Agenzia statale ucraina per il cinema e dalla parte italiana – dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo dell’Italia. L’80 per cento dei finanziamenti copre la parte ucraina, il 20 per cento – l’Italia. Le riprese del film hanno avuto luogo in Ucraina, Polonia e negli Stati Uniti.

“In realtà (il film) avviene come una continuazione diretta e il risultato della collaborazione italo-ucraina per ‘Easy’ (il film di finzione italo-ucraino, avviato con successo in entrambi i Paesi nel 2017 – UCMC). Abbiamo ottenuto sostegno economico grazie ai finanziamenti prima nell’Ucraina e poi abbiamo presentato la domanda al Ministero dei beni e delle attività culturali dell’Italia,” racconta in un commento all’UCMC Oleh Shcherbyna, produttore della casa di produzione ucraina Fresh Production e uno dei quattro produttori del film “il Quadrato nero”. “Perché ‘Easy’ è stata una collaborazione molto proficua, è stato un passo logico per il Ministero dei beni e delle attività culturali dell’Italia sostenere questo progetto e continuare la collaborazione. ‘Easy’ è la prima coproduzione ufficiale italo-ucraina, questo film è la seconda opera. In generale, i due Paesi sono interessati a collaborare nell’ambito cinematografico, è sicuro che (la coproduzione) è un risultato della nostra prima esperienza,” procede il produttore.

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Inoltre Oleh Shcherbyna spiega quanto relativo sia il tema del documentario al sostegno dalla parte italiana. “Malevych non ebbe un legame diretto con l’Italia all’infuori della fama acquisita in Europa durante la biennale di Venezia. Non fu mai nel Paese di persona. Presso il Museo Guggenheim a Venezia ci sono alcune sue opere, però si tratta sempre di esposizioni temporanee, che non vi si trovano permanentemente,” dice il produttore.

“Tuttavia, non è un grave problema per i documentari. Di solito, i fondi cinematografici sostengono i film che nella loro opinione sono interessanti e promettenti, dei quali si pensa che possano avere un considerevole riscontro. Questo è, effettivamente, il caso: gli italiani credono che il film sarà di alta qualità. La loro partecipazione non è alta – il 20 per cento, e riguarda maggiormente la coproduzione finanziaria, ma in parte coprirà anche le spese di viaggi e certamente vi è la volontà di unire le nostre risorse per la promozione del film, per il marketing prima di tutto” dice Oleh Shcherbyna. Il partner italiano per la produzione del documentario è la casa di produzione triestina Pilgrim Film, la stessa che è stata uno dei due partner italiani nel caso di “Easy”.

Secondo il produttore ucraino, la fase di produzione de “Il Quadrato nero” finirà entro due mesi. In estate verrà formulata la strategia di promozione e della partecipazione nei festival internazionali. “È più probabile che uscirà nelle sale cinematografiche (sia in Italia che in Ucraina) l’anno prossimo. Miriamo al festival nell’Europa dell’est: in Polonia, Lituania, Belarus e certamente in Ucraina,” racconta Oleh Shcherbyna.

Seguite gli aggiornamenti dell’UCMC per scoprire più informazioni sul film.

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