Cos’è la “formula di Steinmeier” per il Donbas e perché ha causato discussioni accese in Ucraina?

Cos’è la “formula di Steinmeier” per il Donbas e perché ha causato discussioni accese in Ucraina?
03 ottobre 2019.

La notizia che l’Ucraina ha accettato la cosiddetta “formula di Steinmeier”, relativa alle elezioni nel Donbas occupato, ha causato una forte reazione nella società. La notizia è stata diffusa il 1° ottobre, dopo l’incontro del Gruppo di contatto trilaterale a Minsk. Guardiamo cosa contiene la formula e cosa invece non contiene, qual è la posizione ufficiale dell’Ucraina e quali rischi porterebbe la sua applicazione.

Cos’hanno firmato a Minsk? Nella conferenza stampa che il Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelenskyi ha presenziato la sera del 1° ottobre, il capo dello Stato ha rassicurato che “le elezioni non saranno e non potranno essere svolte sotto le mitragliatrici”. Nonostante ciò molti hanno preso questa notizia come l’annuncio della resa dell’Ucraina di fronte alla Russia.

L’accesa discussione sulla “formula di Steinmeier” è già in corso da qualche settimana. Le domande che alcuni politici, esperti e rappresentanti della società civile pongono, restano tuttavia senza risposte.

L’Ufficio del Presidente non comunica chiaramente le sue decisioni. Così la notizia sull’approvazione della “formula di Steinmeier” è partita non dalle autorità ucraine ma dai media russi. Nella conferenza stampa il Presidente Zelenskyi ha confermato che la formula è stata accettata ma non ha reso pubblico il suo contenuto. L’hanno reso pubblico i media russi il giorno successivo.

La “formula modificata di Steinmeier” nella versione accettabile sia per Kyiv che per Mosca è stata pubblicata per la prima volta a metà settembre. L’ha resa pubblica il Ministro degli affari esteri Vadym Prystaiko nel corso di un’intervista rilasciata al “Yevropeiska pravda” (La verità europea). La formula regolerà, una volta in vigore, lo status speciale dei territori nel Donbas attualmente occupati. Il testo recita:

“La legge entra in vigore alle 20:00, ore locali, il giorno della votazione nelle elezioni locali anticipate nei distretti definiti delle regioni di Donetsk e Luhansk. Le elezioni sono organizzate e svolte in linea con la Costituzione dell’Ucraina e con la legge ucraina speciale che regola lo svolgimento delle elezioni locali nei distretti summenzionati. (La legge) sarà in vigore temporaneamente fino al giorno della pubblicazione delle conclusioni finali redatte dall’Ufficio Osce per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR), in base alla pratica migliore dell’ODIHR Osce che stabilisce se le elezioni locali anticipate corrispondono agli standard dell’Osce e agli standard internazionali delle elezioni democratiche così come alla legge ucraina. (La legge) contiene la risposta alla domanda adottata nel formato della Normandia, approvata dal Gruppo di contatto trilaterale, la quale l’Ucraina (assieme al suo invito) e il Capo dell’Osce spedisce al Direttore dell’ODIHR Osce.

La legge resterà in vigore in modalità permanente nel caso in cui la relazione definitiva dell’ODIHR Osce (…) concluderà che le elezioni locali anticipate nei distretti definiti delle regioni di Donetsk e Luhansk si siano svolte in generale in modo corrispondente agli standard dell’Osce e alla legge ucraina, così rispondendo alla domanda adottata nel formato della Normandia, approvata dal Gruppo di contatto trilaterale, la quale l’Ucraina (assieme al suo invito) e il Capo dell’Osce ha spedito al Direttore dell’ODIHR Osce.”

Secondo i media, questo testo è stato approvato a Minsk il 1° ottobre.

Di seguito la Verkhovna Rada (il Parlamento ucraino) deve addottare il nuovo testo della legge sulla procedura speciale dell’autogoverno locale nei distretti definiti delle regioni di Donetsk e Luhansk menzionate precedentemente.

Il ritiro delle truppe russe? Nella conferenza stampa del 1° ottobre, il Presidente Zelenskyi ha rassicurato i giornalisti che le elezioni in Donbas non sarebbero state svolte fino al ritiro delle truppe russe. Comunque il testo della “formula di Steinmeier” approvata dall’Ucraina non contiene alcuna frase circa il ritiro delle truppe di occupazione. Le condizioni aggiuntive che regolerebbero questo ritiro non sono state approvate a Minsk.

Da dove parte la “formula di Steinmeier”?

La “formula di Steinmeier” è entrata nel discorso pubblico provocando subito discussioni accese a fine agosto, quando il Ministro degli affari esteri della Federazione Russa Serghei Lavrov ha affermato che una delle precondizioni per svolgere l’incontro ad alto livello del “Quattro della Normandia” (i Paesi partecipanti sono l’Ucraina, la Germania, la Francia e la Federazione Russa) è mettere su carta la formula suggerita dall’ex capo del Ministero degli affari esteri della Germania e l’attuale Presidente dello Stato Frank-Walter Steinmeier. Nel formato Normandia si discute la via per la pace in Donbas. I vari componenti della squadra del Presidente Volodymyr Zelenskyi hanno anticipato che l’incontro nel “formato Normandia” si sarebbe tenuto prossimamente seppur nominando diverse possibili date.

Di seguito, all’inizio del settembre scorso il Ministro degli affari esteri dell’Ucraina Vadym Prystaiko ha rilasciato un commento ai giornalisti dicendo che le autorità ucraine avrebbero voluto svolgere le elezioni regionali nel 2020 in tutto il Paese inclusi i territori non controllati nel Donbas. Foto: Eldar Sarakhman per “Yevropeiska pravda”. Il Ministro degli affari esteri dell’Ucraina Vadym Prystaiko.

Il Ministro Prystaiko ha anche menzionato la “formula di Steinmeier”. Secondo il capo della politica estera, la formula è stata accettata nel 2016 dall’allora Presidente Petro Poroshenko. “Dobbiamo realizzare la formula di Steinmeier, è stata accettata dal capo del nostro Stato, dobbiamo realizzare anche quello che è stato promesso dai nostri presidenti precedenti. Ora stiamo discutendo in che forma avverrà,” ha detto Prystaiko.

Allo stesso tempo Kostiantyn Yeliseiev, consulente diplomatico dell’allora Presidente Poroshenko e partecipante ai negoziati nel “formato Normandia”, afferma che nel 2014-2019 l’Ucraina non ha concordato la formula di Steinmeier. “Come ex-partecipante dei negoziati nel formato Normandia al livello dei consulenti diplomatici sottolineo: finora l’Ucraina non ha mai dato e non ha potuto dare il consenso alla formula di Steinmeier,” secondo Yeliseiev.

In cosa consiste la formula di Steinmeier? La formula suggerita da Frank-Walter Steinmeier nel 2015 non è né una tabella di marcia per la realizzazione degli Accordi di Minsk, né un piano di distensione, secondo l’ex Ministro degli esteri dell’Ucraina Pavlo Klimkin. Riguarda solamente un paragrafo degli Accordi di Minsk – quello sul cosidetto “status speciale” o un sistema particolare dell’autogoverno locale nei territori occupati, ha spiegato Klimkin.

La formula risponde alla domanda sul quando i territori occupati ucraini sarebbero potuti tornare sotto il controllo del governo dopo aver ricevuto lo “status speciale” e a quali condizioni. In parole semplici, la risposta sarebbe: “lo status speciale attraverso delle elezioni oneste, democratiche in linea con gli standard dell’Osce.” Gli standard prevedono che le elezioni non possano essere svolte in presenza di forze militari straniere e di mercenari. Si richiedono anche condizioni di sicurezza.

Il media ucraino “Yevropeiska pravda” (La verità europea) ha intervistato il Ministro degli affari esteri Vadym Prystaiko. Uno dei temi chiave dell’intervista è stata la formula di Steinmeier. Riassumendo la conversazione, “Yevropeiska pravda” spiega cosa prevede la suddetta formula: “In breve, è un accordo su come va realizzata una (solamente una) clausola degli Accordi di Minsk – quella sull’introduzione del cosiddetto ‘status speciale’ dei territori non controllati dal governo ucraino, ovvero della legge ‘Sulle particolarità dell’autogoverno locale’. La formula stabilisce che la legge entra in vigore in due fasi. La prima, quella temporanea, inizierebbe il giorno di svolgimento delle elezioni locali nei territori non controllati dal governo ucraino. Solo nel caso in cui l’Ufficio Osce per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR) dovesse riconoscere che vi sono state elezioni oneste e libere, la legge entrerebbe in vigore in modo permanente.

Quanto durerà la fase temporanea non è spiegato dalla formula. Di solito l’Osce riserva otto settimane dal giorno delle elezioni per preparare la relazione finale contenente il giudizio sullo svolgimento onesto o meno delle elezioni.”

Durante la sua intervista a “Yevropeiska pravda”, a Prystaiko è stato chiesto se l’Ucraina avesse confermato il suo consenso al testo della formula e di averlo avuto da parte di tutti i partecipanti del formato Normandia prima dell’incontro. Il ministro ha risposto: “Sì, è una delle due precondizioni per l’incontro dei leader su cui ci siamo messi d’accordo. Come seconda precondizione aspettiamo che nelle tre definite zone di controllo avverrà il dispiegamento delle truppe. Poi i russi hanno aggiunto la terza precondizione – ‘va chiaramente formulata la stesura per le dichiarazioni dei leader’.”

Quali sono i rischi se la formula di Steinmeier dovesse essere applicata? Nonostante l’ottimismo e le aspettative da parte delle nuove autorità ucraine verso l’incontro dei Quattro della Normandia, ci sono dei ben ovvi rischi. L’ex Ministro degli affari esteri Pavlo Klimkin ammonisce verso i tentativi della Russia di far accettare all’Ucraina lo scenario del Cremlino: “La Federazione Russa farà di tutto per offuscare gli standard elettorali dell’Osce – affermerà che ci sono le richieste assolutamente imperative e quelle che ‘hanno meno importanza’, e così via. La posizione chiave è sicuramente come creare le precondizioni di sicurezza richieste per svolgere delle elezioni oneste e democratiche in quelle aree.”

Il commento del rappresentante speciale degli Stati Uniti per i negoziati sull’Ucraina Kurt Volker. Il rappresentante speciale di allora (mentre si preparava questo articolo, Kurt Volker si è dimesso – UCMC) ha rassicurato che i partner internazionali non avrebbero posto pressione all’Ucraina perché svolgesse le elezioni nei territori occupati mentre le forze controllate dalla Russia fossero ancora lì. “Non vedo uno scenario secondo cui l’Ucraina sarà spinta a svolgere le elezioni con i propri territori occupati. La realizzazione della ‘formula di Steinmeir’ è possibile solamente dopo le elezioni,” ha detto Volker.

Il diplomatico statunitense ha aggiunto che, affinché la formula sia realizzata, prima di tutto bisogna che la Russia ritiri le sue truppe. Inoltre andrebbero sciolti i gruppi di mercenari sostenuti dalla Russia e andrebbe rinnovata la stabilità nella regione.

Le proteste civili contro la “resa dell’Ucraina”

L’assenza di una comunicazione precisa, tempestiva e dettagliata della posizione ufficiale ha creato un clima favorevole ad assunzioni e forme di incomprensione da parte della società. Nella tarda serata del 1° ottobre, gli attivisti civili e le forze di destra hanno protestato verso l’adozione della “formula di Steinmeier”, vista da loro come una resa, di fronte all’Ufficio del Presidente e più tardi in piazza Maidan. Foto: Serhii Nuzhenko per la Radio Liberty. Le proteste della società civile “No alla resa!” hanno avuto luogo anche il giorno successivo.

La gran parte della società civile e dalla comunità esperta ha paragonato la “formula di Steinmeier” alla resa dell’Ucraina di fronte alla Russia, esprimendo così una voce di protesta contro le minacce che porterebbe la realizzazione di tale scenario. Il 19 settembre centinaia di persone si sono radunate davanti all’Ufficio del Presidente in una protesta dal titolo “La cospirazione della Normandia è alto tradimento”.

I protestanti chiedevano: “di non firmare gli accordi di resa con Putin, di non adottare la formula di Steinmeier, di non concordare con la legittimazione dell’autonomia filorussa del Donbas e con l’amnistia per i militanti. Chiediamo che la guerra in Donbas sia risolta in questo ordine: (1) cessazione completa delle azioni militari, (2) ritiro delle truppe russe e demilitarizzazione dei gruppi mercenari, (3) controllo del confine dato all’Ucraina o alle forze di pace dell’Onu e all’Osce per poi trasferirlo all’Ucraina, (4) solamente dopo i suddetti passi possono essere svolte delle elezioni in linea con la legge ucraina,” hanno dichiarato i protestanti.

Delle richieste simili sono state incluse nell’appello pubblico “Non permetteremo la resa!” firmato da decine di esperti, alcuni politici e attivisti.

La foto principale: il Ministero della difesa dell’Ucraina su Flickr.

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