Il vertice nel formato Normandia a Parigi: quali sono le vittorie tattiche dell’Ucraina?

Il vertice nel formato Normandia a Parigi: quali sono le vittorie tattiche dell’Ucraina?
17 dicembre 2019.

Il 9 dicembre a Parigi ha avuto luogo il vertice del Quattro della Normandia, incontro a lungo atteso. Contrariamente alle preoccupazioni espresse da molti analisti ucraini il Presidente Zelenskyi, pur non avendo una vasta esperienza politica, non è diventato una “preda facile” di Putin. Terminato il vertice, i partecipanti della manifestazione “No alla resa!”, in corso a Kyiv, hanno dichiarato di sospendere la protesta. In altre parole il tradimento degli interessi nazionali, temuto da molti a Kyiv, non è avvenuto.   

Il Presidente ucraino è riuscito ad evitare alcune trappole ed alcuni rischi che questo incontro poneva e l’Ucraina si è aggiudicata alcune vittorie tattiche nelle trattative. Guardiamo quali sono le vincite e quali scenari si possono prospettare.       

L’incontro dei quattro capi di Stato e la loro conferenza stampa comune ha evidenziato quello che era già evidente: le parti ucraina e russa non hanno una visione comune per la risoluzione del conflitto in Donbas. Gli interventi fatti da Zelenskyi e da Putin alla conferenza stampa l’hanno riconfermato in quanto descrivevano le due realtà diverse. L’aspirazione dell’Ucraina è di restaurare la sua integrità territoriale, il che prevede la restituzione della parte del Donbas attualmente occupata e della Crimea, il recupero del controllo del suo confine statale. Inoltre, lo Stato ucraino non accetta la federalizzazione, intende preservare lo Stato unitario e la direzione della politica estera scelta dal suo popolo. Il Presidente Zelenskyi è riuscito ad affermare questa posizione in modo chiaro durante la conferenza stampa dei quattro leader a Parigi.

Inoltre, ha chiaramente affermato che la Crimea è parte dell’Ucraina e che l’Ucraina non svolgerà alcun tipo di trattativa con le cosiddette “repubbliche” marionette, prescindendo da quanto insiste Putin. “L’Ucraina e io, come il Presidente, non svolgiamo trattative dirette con autorità illegittime nei territori occupati,” ha detto Zelenskyi.

Invece l’intenzione della Russia è di presentare la guerra nell’est dell’Ucraina come un conflitto interno, una guerra civile. La Federazione Russa punta sull’attuazione degli Accordi di Minsk firmati dai Paesi partecipanti al Quattro della Normandia (Ucraina, Russia, Francia e Germania) nel febbraio 2015 sotto la pressione militare della Russia, durante l’offensiva delle truppe russe verso Debaltseve. La Russia pretende che gli accordi fatti allora siano realizzati enfatizzando gli aspetti politici: insiste che l’Ucraina conceda lo status speciale nella modalità permanente ai territori attualmente occupati, affermandolo anche nella Costituzione ucraina, svolga le elezioni in questi territori prima che le sia restituito il controllo del confine statale, conceda l’amnistia ai militanti, ecc.

Cos’hanno concordato?

Nonostante gli scopi strategici e le visioni del conflitto che non riescono ad essere concordate, la parte ucraina e quella russa sono riuscite a mettersi d’accordo su qualche passo tattico per la de-escalation, cosa che consentirà anche di continuare le trattative.

Lo scambio dei prigionieri entro la fine dell’anno. Verranno scambiati i detenuti nel territorio occupato del Donbas, gli ucraini nelle carceri russe e in Crimea non sono soggetti a questo scambio. L’ha spiegato il Presidente Zelenskyi, aggiungendo che non è riuscito a concordare con Putin uno scambio di più larghe intese.

“Abbiamo concordato l’inizio – scambiarci tutti gli identificati con tutti gli identificati. Adesso ci mostreranno le liste. Ora si tratta del Donbas. Facciamo il primo passo, è un passo grande, perché 72 persone possono tornare a casa,” ha detto Zelenskyi.

Il disimpegno delle truppe in tre altre aree non specificate entro la fine del marzo 2020. All’inizio della conferenza stampa la Cancelliera federale della Germania, Angela Merkel, ha menzionato che le aree in questione sarebbero situate vicino a Stanytsia Luhanska e Petrivske.

L’ampliamento del mandato della Missione speciale di monitoraggio dell’Osce. Si tratta del monitoraggio 24 ore su 24, l’operato attuale degli osservatori termina prima del buio, il che può rendere le loro relazioni distaccate dalla realtà visto che i militanti appoggiati dalla Russia spesso effettuano gli attacchi sulle posizioni ucraine di notte. Finora l’Osce non è riuscito a trovare un accordo sull’organizzazione delle pattuglie notturne.

Il cessate il fuoco completo entro la fine dell’anno. I cessate il fuoco del genere sono stati concordati regolarmente e sono anche stati regolarmente violati. Proprio nel giorno dell’incontro nel formato Normandia sono stati uccisi in azione tre militari ucraini.

Le parti hanno anche concordato che il prossimo incontro nel formato Normandia avrà luogo fra quattro mesi.

Cosa non è stato concordato?

La restituzione del controllo del confine all’Ucraina. Gli Accordi di Minsk prevedono che all’Ucraina verrà ridato il controllo del confine statale dopo che si terranno le elezioni. E’ ovvio, comunque, che finché non verrà restaurato il controllo del confine, il territorio non può essere considerato de-occupato, non si può svolgere la campagna elettorale e monitorare la situazione. Inoltre, le elezioni libere democratiche non possono essere svolte in un territorio sotto tali condizioni. Per questo Zelenskyi ha chiaramente affermato che il controllo del confine avrebbe dovuto essere restituito prima che si svolgessero le elezioni. La Russia non è d’accordo.

Lo svolgimento delle elezioni locali in Donbas. Le parti non hanno trovato un sullo svolgimento delle elezioni. L’Ucraina insiste su uno scenario in cui le elezioni sono la parte finale della de-occupazione del territorio, uno scenario che si apre con il ritiro di tutte le truppe dal territorio. Al momento non c’è alcun progresso a questo riguardo.

Il “Minsk” flessibile

Un’importante vittoria diplomatica ottenuta al vertice è la disponibilità dei partner occidentali dell’Ucraina ad una posizione più flessibile verso gli Accordi di Minsk. Ricordiamo che l’Ucraina ha firmato il secondo Protocollo di Minsk nel febbraio 2015, il documento contiene alcuni paragrafi che non sono nell’interesse dello Stato ucraino, incluso quello che riguarda il controllo del confine.

Citato letteralmente, il “Minsk” suggerisce che le elezioni nei territori occupati vanno svolte senza che il controllo del confine venga prima restituito all’Ucraina. La parte ucraina però afferma che il ragionamento alla base di questa disposizione non ha senso perché di fatto implica che il confine resterà trasparente per i gruppi sovversivi russi e per il flusso dei mercenari e delle armi. Tali condizioni non consentiranno lo svolgimento di elezioni oneste, afferma l’Ucraina.

Il paragrafo più controverso che il documento firmato nel febbraio 2015 contiene è il punto n.9 che stabilisce l’ordine delle operazioni: prima vengono svolte le elezioni in Donbas, poi è restaurato il controllo del confine.

Il mancato accordo su questo punto ha portato tutti gli episodi precedenti delle trattative nel formato Normandia ad un vicolo cieco ed è diventato il motivo principale per il quale gli incontri in questo formato non si sono svolti per tre anni dopo il 2016.

La domanda che l’Ucraina si pone da qualche anno è: è possibile cambiare gli Accordi di Minsk? Si riesce a farlo in modo tale che questi cambiamenti siano in linea con gli interessi dell’Ucraina?

Al vertice del Quattro della Normandia del 9 dicembre 2019 il Palazzo dell’Eliseo ha confermato che le parole di Zelenskyi, che suggeriscono una riconsiderazione dell’ordine delle operazioni, “hanno una motivazione legittima”.

Anche Berlino ha sostenuto questa posizione. La Cancelliera federale della Germania Angela Merkel ha espresso il sostegno a Zelenskyi per quel che concerne tali cambiamenti. Questa è una notizia positiva per l’Ucraina. “Si chiede se questo documento (gli Accordi di Minsk) sia fissato oppure può essere modificato. Ci sono dei suggerimenti del Presidente Zelenskyi per cambiarlo. (…) Speriamo che questo documento tornerà ad essere flessibile e che sarà rivitalizzato,” ha enfatizzato Merkel.

Questo episodio è anche illustrativo del sostegno internazionale nei confronti dell’Ucraina – il sostegno del quale molti, nella stessa Ucraina, dubitavano. È anche importante che la “linea rossa” in questione è stata rispettata dal Presidente Zelenskyi.  

Foto: president.gov.ua

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