La Conferenza sulla sicurezza globale di Monaco di Baviera: perché il piano che promette maggiore sicurezza all’Ucraina incontra aspre critiche

La Conferenza sulla sicurezza globale di Monaco di Baviera: perché il piano che promette maggiore sicurezza all’Ucraina incontra aspre critiche
25 febbraio 2020.

Il 14-16 febbraio si è svolta la Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera. La questione ucraina è entrata nell’ordine del giorno, ma il contesto che la circondava era poco costruttivo. Sul sito della conferenza è apparso un piano che con il suo nome prometteva di rafforzare pace e sicurezza in Ucraina e nell’intera regione euro-atlantica, ma il piano è risultato ambiguo nella sua essenza. Guardiamo in dettaglio di cosa si tratta e quali avvenimenti vi fanno da sfondo.

Fra i partecipanti a questa edizione della Conferenza sulla Sicurezza globale di Monaco di Baviera c’erano il Presidente federale della Germania Frank-Walter Steinmeier, il Ministro degli affari esteri della Germania Heiko Maas, il Presidente del Parlamento tedesco (Bundestag) Wolfgang Schäuble, il Primo ministro del Canada Justin Trudeau, il Cancelliere federale dell’Austria Sebastian Kurz, la Presidente della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti Nancy Pelosi, il Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America Mike Pompeo, la Prima ministra della Norvegia Erna Solberg.

Il 15 febbraio è intervenuto alla conferenza il Presidente ucraino Volodymyr Zelenskyi. Il giorno precedente, mentre la delegazione ucraina stava per raggiungere Monaco di Baviera, c’è stato uno scandalo relativo al conflitto russo-ucraino.

Il primo giorno della conferenza, sul sito di questa, accanto al rapporto ufficiale è apparso il documento del nome “I dodici passi verso una maggiore sicurezza in Ucraina e nella regione euro-atlantica” (“Twelve Steps toward Greater Security in Ukraine and the Euro-Atlantic Region”).

Il fatto di essere pubblicato sul sito dell’evento potrebbe essere interpretato come una posizione ufficiale dei delegati o persino delle nazioni. Tuttavia, non lo è – i rappresentanti dell’Ucraina non erano al corrente che fosse stato presentato il documento. È stato messo sul sito dagli organizzatori della Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera, mentre la firma del presidente della conferenza Wolfgang Ischinger ha aggiunto peso al documento. Anche se il cosiddetto piano per l’Ucraina non ha uno status ufficiale, sarebbe potuto apparire come la posizione ufficiale della Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera.

I punti controversi del piano. “I dodici passi”, formulati con la partecipazione dei componenti russi, suggeriscono i punti inaccettabili per l’Ucraina, fra cui sviluppare “una nuova identità ucraina” incorporandone la posizione della Russia sulla storia, lingua e memoria storica; creare una tabella di marcia per la revoca graduale delle sanzioni imposte contro la Russia prima che quest’ultima realizzi gli Accordi di Minsk; intensificare le relazioni fra l’Ue e la Federazione Russa senza chiedere la liberazione della Crimea, e così via.

Questi suggerimenti non sono accettabili per l’Ucraina, così il piano ha suscitato una reazione forte sia da parte delle autorità che della società civile.

Lo stesso giorno della pubblicazione del documento, non appena sorto il sole a Washington, il centro analitico statunitense “Atlantic Council” ha pubblicato una risposta dettagliata. Il testo del nome “Il piano sbagliato della pace per l’Ucraina non supera il scrutinio” (Flawed Peace Plan for Ukraine Doesn’t Pass Muster). È stato firmato da numerosi diplomatici americani inclusi due ex sottosegretari di Stato, ex ambasciatori degli Stati Uniti in Ucraina e in Russia, l’ex vice segretario della NATO, e altri.

“La descrizione imprecisa del problema sollevato dalla dichiarazione è manifestata dal pot-pourri delle raccomandazioni. La maggior parte di esse sono costruttive e funzionerebbero come misure di fiducia per risolvere alcune delle miserie che il conflitto fra la Russia e l’Ucraina ha imposto alle persone nel Donbas. È probabilmente il motivo per cui alcune persone hanno firmato il documento,” si legge nel testo dell’Atlantic Council. “Altre raccomandazioni sono problematiche e alcune riecheggiano persino le proposte tattiche del Cremlino o i temi della propaganda. Potrebbero creare uno scenario in cui chi decide le politiche nell’occidente sarà portato ad alleggerire le sanzioni, che invece hanno aiutato moltissimo a contrastare le ambizioni del Cremlino in Ucraina. Le raccomandazioni per se non porteranno né alla instaurazione della pace nel Donbas, né a mettere in sicurezza l’Europa”, prosegue Atlantic Council.

Chi sono gli autori del piano? Sono tre centri di analisi euro-atlantici e un’organizzazione russa. Il soggetto russo è il Consiglio russo d’affari internazionali (the Russian International Affairs Council) – un’organizzazione difficilmente autonoma dalle autorità, cofondata dal Ministero degli affari esteri della Federazione Russa e presieduta dall’ex Ministro degli affari esteri russo Igor Ivanov. Ci sono oltre quattro decine di altri firmatari, tra cui esperti nel settore, ex politici e anche tre ucraini. Uno di loro è Vasyl Filipchuk, consulente senior al Centro internazionale per gli studi delle politiche (International Center for Policy Studies), ex diplomatico conosciuto anche per essere stato l’autore dei “Nove passi per la risoluzione del conflitto con la Russia”. Nel testo uscito nel 2017, Filipchuk suggerisce di accordarsi con l’idea di rifiutare l’adesione alla NATO, chiedendo a Stati Uniti e Russia di dare delle garanzie di sicurezza, di imporre una moratoria allo status della Crimea, di dare Sevastopol in affitto alla Russia per 99 anni, di intraprendere un’integrazione economica nell’Ue assieme alla Russia. La comunità professionale ha aspramente criticato i suggerimenti portati avanti da Filipchuk, la cui iniziativa non ha avuto nessuno sviluppo ulteriore.

La pubblicazione non si può nascondere. “I dodici passi” sono stati pubblicati il 14 febbraio, poco prima che iniziasse la conferenza. La versione stampata del piano è stata distribuita fra i partecipanti della conferenza e messa sui tavoli dell’albergo che ospitava l’evento. Verso la sera la versione cartacea del documento è stata rimossa dai tavoli.

Il presidente della conferenza e uno dei firmatari del piano, Wolfgang Ischinger, rispondendo ai delegati ucraini ha detto che la pubblicazione del piano con il logo della Conferenza della sicurezza di Monaco di Baviera è stata una decisione errata. Nonostante ciò, non ha revocato la sua firma sul documento affermando che si tratta di una sua posizione personale.

Comunque, la sera del 15 febbraio il documento (la versione inglese) è nuovamente apparso sul sito, il 16 febbraio è stato spostato su un altro link. Dopo che il piano ha riscontrato una reazione molto forte, gli organizzatori della conferenza hanno messo sul sito anche il testo dell’Atlantic Council nel tentativo di bilanciare i pareri. La versione tedesca del piano è rimasta sul sito senza cambiamenti fin dall’inizio.

Commenta il Presidente Zelenskyi. Il Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelenskyi ha affermato che l’Ucraina non approva il piano in nessun modo.

“Mi offendevo sempre, nonostante l’assistenza che ci è stata data dagli altri Paesi nell’ambito dell’economia, delle riforme, quando si parla dell’Ucraina e si prendono le decisioni alle nostre spalle. Lo stesso è valido per il piano che ha menzionato. A Monaco di Baviera hanno trovato un nuovo piano per regolarizzare la guerra nell’Ucraina dell’est. E noi? Siamo noi a subire la guerra. Vorrei ricordare che vorremmo essere interpellati anche noi” ha detto il Presidente Zelenskyi.

Foto: securityconference.org. L’intervento del Presidente federale della Germania Frank-Walter Steinmeier alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera.

Condividi sui social network

Twitter