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Nella Crimea occupata perquisite massicciamente le case dei tatari crimeani

Il 27 marzo, in Crimea, le forze dell’ordine russe hanno perquisito le case dei tatari crimeani; queste sono state le perquisizioni più numerose dal momento dell’annessione illegale della penisola. Sono state fermate e successivamente arrestate 23 persone. Le autorità di occupazione sospettano siano membri dell’organizzazione religiosa “Hizb ut-Tahrir”, proibita in Russia. I difensori dei diritti umani identificano queste perquisizioni come una forma di repressione, mentre l’Ue e gli Usa si sono appellate alla Russia affinché liveri i tatari crimeani arrestati. UCMC presenta di seguito i dettagli di questo caso.

Com’è successo

Il 27 marzo si sono svolte massicce perquisizioni nelle case di tatari crimeani in tre distretti della Crimea – Krasnogvardeiskyi, Simferopolskyi e Belogorskyi. Il Servizio per la sicurezza federale (FSB), il Ministero dell’Interno e la Guardia russa hanno perquisito oltre venti case incluse quelle degli attivisti dell’associazione “La solidarietà crimeana” (Krymskaia solidarnost). Venti tatari crimeani sono stati fermati durante le perquisizioni, mentre il giorno successivo le forze dell’ordine russe hanno fermato altri tre crimeani a Rostov su Don, in Russia, a seguito di perquisizioni nelle loro case. Fra le persone fermate risulta anche chi ha sostenuto i tatari crimeani fermati in precedenza.

Il 28 marzo il tribunale distrettuale Kyivskyi di Simferopol ha arrestato tutti i 23 tatari crimeani fino al 15 maggio 2019. Sono stati messi in cinque strutture detentive diverse nella regione di Rostov in Russia.

Il Servizio per la sicurezza federale afferma che le suddette azioni sono svolte nell’ambito di un’inchiesta criminale contro alcuni residenti della Crimea, incriminati della partecipazione all’organizzazione “Hizb ut-Tahrir” proibita in Russia. Foto: “La solidarietà crimeana”. Le perquisizioni nelle case di tatari crimeani nella Crimea occupata del 27 marzo 2019.

Come si sono svolte le perquisizioni

Il 27 marzo nella famiglia della tatara crimeana Fatime Ianikova sono stati fermati tre parenti – il marito Farkhad Barkhadov, il fratello Asan Ianikov e il cognato Alim Kerimov. Fatime racconta: “È successo prima delle sei di mattina. Ci hanno detto immediatamente di non telefonare a nessuno e non muoverci dentro la casa, siamo stati in una stanza. Hanno guardato tutti i libri, ma hanno portato via solo due telefoni di mio marito e un tablet.” Tutti i testimoni sono arrivati con le forze dell’ordine. Non è stato permesso a nessuno di ricorrere agli avvocati.

Quasi tutte le famiglie i cui membri sono stati fermati raccontano che, durante le perquisizioni, le forze dell’ordine hanno “trovato” dei libri che le famiglie non avevano mai visto prima nelle loro case. “Questi libri sono di carattere radicale e puntano direttamente sulle attività di Hizb ut-Tahrir. Sono copie nuove, come se fossero appena stampate,” ha detto Aider Azamatov, avvocato di uno degli arrestati.

Avvocato Lilya Ghemeji racconta: “Mentre stavano cercando altri quattro tatari crimeani, le forze dell’ordine sono andate dai loro vicini di casa. Ad alcuni hanno minacciato di tornare con il mandato di perquisizione e così sono stati lasciati entrare. In altri casi, senza nessuno in casa, hanno abbattuto le porte.”

Uno dei tatari crimeani arrestati, Remzi Bekirov, ha raccontato al suo avvocato che il FSB lo ha fermato nella regione di Rostov in Russia assieme a Osman Arifmemetov e Vladlen Abdulkadyrov. Gli impiegati del Servizio per la sicurezza federale russa li hanno picchiati alle gambe, portati nella foresta e preso tutto il loro denaro. Foto: “La solidarietà crimeana”. Le persone fra cui anche i membri delle famiglie degli arrestati tatari crimeani sono venute davanti al tribunale distrettuale Kyivskyi di Simferopol per sostenerli.

I motivi degli arresti

Un leader dei tatari crimeani, il parlamentare ucraino Refat Chubarov ha affermato che in Crimea “è stata avviata una nuova ondata, più violenta, di repressioni e persecuzioni dei tatari crimeani. Somiglia ancora di più alle repressioni staliniane degli anni 1930-1950.”

“L’intrusione massiccia nelle case dei tatari crimeani è risultata la più grande negli ultimi cinque anni e segue gli obiettivi concreti che si sono posti gli occupanti russi a partire dal 2014. Stanno ancora tentando di mettere in ginocchio il popolo tataro-crimeano. Attraverso la paura, che tentano a insinuare nelle menti, sperano che i tatari crimeani possano lasciare le proprie case e andarsene dalla penisola e dalla loro terra,” ha detto Chubarov.

“Gli avvenimenti di oggi sono un’intimidazione nei confronti dei tatari crimeani. Il FSB li usa anche per dimostrare al pubblico esterno che non lottano contro i tatari crimeani, ma contro chi promuove le ideologie a carattere terroristico,” ha aggiunto il leader dei tatari crimeani.

Hizb utTahrir

Il direttore esecutivo del Centro ucraino per le ricerche mediorientali Ihor Semyvolos ha raccontato quale scopo si prefigge l’organizzazione “Hizb ut-Tahrir” e quale status ha negli Stati diversi. “L’organizzazione opera già da un po’ e ha la sede principale a Londra. Il suo obiettivo è di restaurare il Califfato. Cento anni fa esisteva il Califfato e ne restano i sentimenti ancora oggi. Tuttavia, ‘Hizb ut-Tahrir’ si pone l’obiettivo di raggiungere il Califfato con i mezzi pacifici – attraverso propaganda, discussioni, diffusione dell’Islam,” ha detto l’esperta.

“In Russia, dove qualsiasi organizzazione islamica ha subito forme di repressione, ‘Hizb ut-Tahrir’ è stata tra le prime proibite. Questo viene spiegato anche con il fatto che membri di ‘Hizb ut-Tahrir’ spesso si sono trasferiti in altre organizzazioni islamiche che potevano promuovere anche i metodi violenti di lotta,” spiega Ihor Semyvolos.   

“Anche in Ucraina è stato suggerito di bandirla. Ma a seguito di discussioni ha vinto l’opinione secondo la quale le persone affiliate all’organizzazione in questione non violano la legge ucraina e che qualsiasi tentativo di forzarle in clandestinità o di avviare le repressioni contro di loro darebbe una spinta a convertirsi in gruppi estremisti,” ha raccontato il direttore esecutivo del Centro ucraino per le ricerche mediorientali.

“Secondo i nostri dati, nel 2012-2013, le persone direttamente coinvolte nelle attività dell’organizzazione non superavano le 300 unità. Con quelle che si riunivano a loro per le manifestazioni si arrivava a qualche migliaio. Dopo l’occupazione russa la maggior parte di queste persone se ne sono andate e ora risiedono nell’Ucraina continentale. Le autorità ucraine non hanno alcuna pretesa su di loro; sono i cittadini che rispettano la legge. Inoltre, è quasi impossibile presentare prove dell’appartenenza all’organizzazione, in quanto non ci sono né biglietti d’iscrizione, né giuramenti di sangue. L’unica prova possibile è che la persona stessa lo ammetta,” ha detto Ihor Semyvolos.

La politica delle repressioni continue

L’avvocato russo Nikolai Polozov che coordina la difesa dei marinai ucraini – i prigionieri della guerra in Russia, è convinto che le autorità russe stiano svolgendo una politica di repressioni continue contro i tatari crimeani.

“I regimi autoritari, come quello del Cremlino, usano gli strumenti progettati per la protezione contro estremismo e terrorismo per un altro scopo. Nel caso della Crimea questi strumenti vengono usati esclusivamente per combattere il dissenso, per sopprimere il malcontento dalla parte di chi è insoddisfatto con l’occupazione,” spiega l’avvocato. “’Hizb ut-Tahrir’ è una storia dell’orrore inventata dalle forze dell’ordine russe che viene legata a vari musulmani, la maggior parte ai tatari crimeani. Allo stesso tempo i membri dell’organizzazione illegale ‘Taliban’ visitano Mosca e nessuno ci fa cas; persino il Ministro (degli esteri) Sergei Lavrov gli incontra,” ha aggiunto Nikolai Polozov.

Secondo il Centro di risorse tataro-crimeane (Crimean Tatar Resource Center), la maggior parte delle violazioni dei diritti umani che hanno avuto luogo nella Crimea occupata nel 2018, riguarda i rappresentanti del popolo indigeno tataro crimeano.

Delle 92 perquisizioni registrate nel 2018, 75 sono state svolte nelle case tatare crimeane. Dei 128 casi di fermo, 75 riguardano i tatari. Fra i 152 interrogatori, 93 sono stati svolti a tatari crimeani. Tra i 208 arresti e arresti prolungati, in 146 casi protagonisti sono stati i tatari crimeani.

La foto principale: “La solidarietà crimeana”. Le perquisizioni nelle case di tatari crimeani nella Crimea occupata del 27 marzo 2019.