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L’Ucraina al 75° Festival di Cannes: dai film in gara a come la kermesse si trasforma per rispondere alla guerra

Il 17 maggio, si è inaugurata la 75^ edizione del Festival di Cannes. Il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, è intervenuto da remoto alla cerimonia di apertura del festival. Raccontiamo come il Festival di Cannes ha reagito alla guerra russa contro l’Ucraina. Mettiamo in evidenza un appello della comunità cinematografica ucraina a boicottare il cinema russo. Inoltre, diamo uno sguardo ai film ucraini in gara a Cannes.

I film ucraini in gara. Al 75° Festival di Cannes, l’Ucraina sarà rappresentata con due film nei programmi di competizione. Entrambi sono lungometraggi di debutto.

“La visione di farfalla” (Butterfly Vision), con la regia di Maksym Nakonechnyi, sarà proiettato in prima mondiale nella sezione “Un Certain Regard”. Il film narra la storia di una militare ucraina di un’unità specializzata di ricognizione aerea che torna a casa dopo un periodo di cattività presso le forze russe. Una volta tornata, apprende che è incinta dopo essere stata violentata in cattività da una guardia carceraria.    

“Lavorando sul film, speravo che narrasse il passato e le conseguenze della guerra che noi come società avremmo dovuto risolvere. (La produzione del film è stata completata prima che la Russia lanciasse l’invasione dell’Ucraina su larga scala – ndt.) Comunque, ne è risultato un film sul nostro presente e sul nostro futuro, sull’anticipazione di una grande guerra e sulla posizione che ciascuno ne prende coscientemente,” racconta il regista in un comunicato stampa rilasciato in occasione della prima mondiale del film.  

Pamfir” di Dmytro Sukholytkyi-Sobchuk sarà presentato alla sezione Quinzaine des Realisateurs. La pellicola inscena la storia di una famiglia dell’Ucraina dell’ovest e sullo sfondo della festa di Malanka, un carnevale tradizionale.

Iniziative a sostegno di professionisti ucraini. All’interno del Marché du Film, il Festival di Cannes ha creato un programma dal titolo “Ukraine in Focus” (Focus sull’Ucraina) volto a sostenere l’Ucraina.

Nell’arco del programma, le iniziative chiave del mercato come Goes to Cannes, Cannes Docs Showcase e Producers Network sono volte a sostenere i progetti ed i professionisti ucraini. Il programma offrirà le possibilità ai cineasti e ai produttori ucraini di relazionarsi, presentare i loro progetti nelle varie fasi di sviluppo, sia documentari, sia di finzione, e di mostrare i lungometraggi in anteprima. Le informazioni dettagliate sul programma “Ukraine in Focus” sono disponibili a questo link.

Il film di apertura cambia il nome. A seguito di insistenti pressioni da parte della comunità ucraina, il nome del film di apertura del festival è stato cambiato. “Z (comme Z)” – il titolo iniziale di una commedia zombie del regista francese Michel Hazanavicius, ha indignato la comunità cinematografica ucraina, in quanto “Z” è diventato un simbolo della guerra russa contro l’Ucraina.

I professionisti del settore cinematografico ucraino hanno lanciato un appello al festival chiedendo di cambiare il nome. “Riteniamo che cambiare il titolo del film di apertura del Festival di Cannes sarebbe un gesto contro la barbarie, la violenza e il terrore dell’esercito russo,” si legge in una lettera al festival e al regista, presentata dall’Ukrainian Institute.

Così al film di Hazanavicius è stato cambiato il titolo. A Cannes figura con il nome “Coupez!” (Final Cut).   

“Ho chiamato il mio film ‘Z (comme Z)’ nel mio Paese perché è una commedia di zombi ed è ispirata a quella che chiamiamo in Francia ‘serie Z’ o film di serie B in America,” ha detto Hazanavicius a Variety. “Sapere che questo titolo ha causato angoscia al popolo ucraino mi fa sentire impotente e molto triste, perché è l’ultima cosa che volevo fare,” spiega il regista.

Boicottare il cinema russo. Il festival ha deciso di non accettare la presenza alle proprie manifestazioni di delegazioni ufficiali russe e personalità legate al governo russo. Comunque, nonostante gli appelli lanciati dall’Agenzia statale ucraina per il cinema (Ukrainian State Film Agency) e dai cineasti ucraini, il Festival di Cannes proietterà in concorso ufficiale il film del regista russo Kirill Serebrennikov “La moglie di Tchaikovsky” (Tchaikovsky’s Wife). Il festival considera Serebrennikov un dissidente e lottatore contro il regime di Putin, mentre molti ne sottolineano l’ amicizia con Vladislav Surkov, coautore del regime totalitario russo nonché architetto dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina.

Per sapere di più sull’appello della comunità cinematografica ucraina di boicottare il cinema russo, leggete una lettera aperta del Festival internazionale del cinema di Kyiv “Molodist” e guardate un video messaggio del programmatore del festival Bohdan Zhuk nell’ambito di un servizio “Ucraina in fiamme” sulla responsabilità condivisa dal popolo russo per la guerra contro l’Ucraina.

Tributo a Mantas Kvedaravičius ucciso a Mariupol dai russi. Al 75° Festival di Cannes verrà proiettato “Mariupolis 2”, un film del regista lituano Mantas Kvedaravičius, che è stato catturato e assassinato dall’esercito russo a Mariupol all’inizio di aprile. Ha diretto Barzakh (2011), Mariupolis (2016) e Partenone (2019). La sua fidanzata, Hanna Bilobrova, che era con lui in quel momento, è stata in grado di riportare il filmato girato lì e montarlo con il montatore di Mantas, Dounia Sichov. Ulteriori informazioni sono disponibili a questo link.

Foto: un’immagine del film “Buttefly Vision” di Maksym Nakonechnyi.