Kyiv
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Solo il 3% degli ucraini ritiene che la situazione nel Paese sia migliorata – l’indagine.

Kyiv, il 28 dicembre 2016.

Il Donbass, l’economia e la corruzione sono tra le principali questioni dinteresse per la popolazione; non c’è nessun politico che avrebbe un indice positivo di fiducia; la fiducia più alta va ai volontari.

L’unico settore in cui, secondo gli ucraini, la situazione nel paese sembra essere migliorata sarebbe la difesa. In tutti gli altri invece, secondo l’opinione pubblica, la situazione starebbe solo peggiorando. Tra di essi, per la prima volta dopo la Rivoluzione della Dignità, vi sarebbe l’immagine dell’Ucraina a livello internazionale, la quale sino allo scorso anno aveva ricevuto valutazioni positive. Il maggior peggioramento si è sentito, a livello econico, nell’aumento delle tariffe e dei prezzi e anche nel calo del benessere. Solo il 3% delle persone ritiene che la situazione nel paese sia migliorata. Questi dati sono stati annunciati da Andrii Bychenko, direttore del servizio sociologico del Centro Razumkov, durante il dibattito presso l’Ukraine Crisis Media Center. “La maggior parte delle persone si preoccupano del Donbass, dell’economia e della corruzione. Questi problemi esistevano  anche lo scorso anno; il livello di insoddisfazione [così alto], forse, è dovuto al fatto che questi problemi vengano risolti molto lentamente, con difficoltà e senza soddisfare le aspettative del popolo”, ha precisato Irina Bekeshkina, direttore del Fondo “Iniziative Democratiche Ilko Kucheriv” e ricercatrice dell’Istituto di sociologia dell’Accademia nazionale delle scienze dell’Ucraina.

La fiducia è calata drasticamente

Secondo Irina Bekeshkina, non esisterebbe alcun politico che avrebbe un indice positivo di fiducia. Un pó meglio in questo frangente si presentano Iryna Gerashchenko e Oksana Syroid. D’altro canto, sembra essersi una maggior diffidenza verso Valeria Hontareva. Tra le istituzioni più affidabili vi sono quelle associate con l’esercito e la polizia di pattuglia. “Non è la chiesa che tiene il primato ma i volontari”, ha aggiunto la Bekeshkina. La maggior diffidenza gli ucraini la dimostrano verso i media russi. Seguono l’apparato pubblico, i tribunali, le banche, il Parlamento, l’ufficio del pubblico ministero, i partiti politici; un pó meno di diffidenza c’è verso il governo, il Presidente e la polizia. “Il livello di sfiducia verso le autorità locali, in questo quadro, è molto più basso – l’11%. In alcuni casi, l’atteggiamento verso i governi locali è positivo, mentre in altri no. Questo è il risultato prodotto dal decentramento, attraverso il quale in alcune regioni a livello locale sono stati effettuati dei cambiamenti che hanno portato a situazioni megliori”, spiega la Bekeshkina.

Il livello internazionale

Secondo il sondaggio, gli ucraini hanno dimostrato verso questo argomento più interesse rispetto alla situazione interna nel Paese. “Come evento politico di livello mondiale gli intervistati hanno indicato le elezioni negli Stati Uniti”, ha detto signor Bychenko. Secondo Oleksandr Sushko, direttore di ricerca dell’Istituto per la cooperazione euro-atlantica, il mondo si sta evolvendo rapidamente, e tante cose sulle quali si poteva contare precedentemente, sarebbero ora più difficili. “L’unica conclusione è stata quella che l’Ucraina dovrebbe essere in grado di contare sulle proprie forze, fare grandi sforzi per trovare nuovi alleati laddove non sono così evidenti. Cercare uscite e canali di comunicazione. Trump è molto pragmatico. Se l’Ucraina diventasse la storia di un successo, avrebbe più senso per lui sostenerci. Hanno paura di avere che a fare con dei ‘perdenti’, ha sottolineato Sushko. Secondo Volodymiyr Fesenko, direttore del Centro per le ricerche politiche applicate “Penta”, il cambiamento nell’élite dei nostri partner internazionali potrebbe risultare in uno stallo, nel blocco nella ricerca di soluzioni per la questione della guerra nel Donbas, nello stallo delle trattative. “Starà a Putin aspettare giocare in questi cambiamenti, provare a riprendere il dialogo con i leader occidentali, o portare alla stagnazione. Invece, con un rafforzamento della difesa e con una chiara diplomazia ucraina, almeno, si potrebbe permettere il mantenimento dello status quo e non fare concessioni rilevanti”, ritiene il Fesenko.

Oleksandr Sushko prevede che l’euroscetticismo tra gli ucraini potrebbe crescere. “I gruppi filorussi sono diventati marginali e ora la principale linea di demarcazione corre tra coloro che vedono le prospettive internazionali dell’Ucraina ad ovest e coloro che, essendo isolazionisti, non credono nelle prospettive di tale integrazione”, ha spiegato il Sushko. Secondo l’indagine, l’esenzione dei visti è importante per il 44% degli ucraini, mentre non lo è per il 50%.

Previsioni economiche

Gleb Vyshlinsky, direttore esecutivo del Centro per la strategia economica, ha sottolineato che nel 2016, per la prima volta in 4 anni, l’Ucraina è riuscita a raggiungere stabilità, a neutralizzare l’inflazione e a ripristinare la crescita economica. Sono stati riavviati anche i programmi del FMI ed è stato approvato il bilancio con un disavanzo inferiore al 2016. “Nel 2017 è necessario continuare il programma del FMI. Due decisioni importanti – il bilancio e la nazionalizzazione di PrivatBank – sono state prese. Da seguire sono la riforma delle pensioni e lo sblocco della vendita di terreni agricoli. Inoltre dovrebbero avvenire dei ricambi nel personale del Servizio fiscale dello Stato, la privatizzazione e l’amministrazione indipendente delle imprese statali, la liberalizzazione del mercato delle valute e del flusso di capitali”, ritiene il Vyshlinsky.

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