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La riforma del sistema giudiziario: selezione dei candidati per la Corte Suprema – problemi e ostacoli

Kyiv, il 20 febbraio 2017.

Nel novembre 2016 è iniziata la selezione dei candidati pe la Corte Suprema dell’Ucraina. La riforma del sistema giudiziario è un’importante richiesta da parte della società civile e dei partner internazionali dell’Ucraina, tuttavia il nuovo sistema giudiziario continua a non essere trasparente e a favorire casi di corruzione in Ucraina. Il movimento civile “Chesno” (Onestamente) ha deciso di contribuire all’analisi dei candidati alla Corte Suprema e a tal fine ha preparato un rapporto analitico sui candidati.

I candidati disonesti stanno cercando di entrare alla Corte Suprema

Tra i 653 candidati che hanno partecipato al concorso, la maggioranza provengono dal vecchio sistema giudiziario; un terzo dei candidati sono avvocati e scienziati, per la prima volta ammessi a partecipare. Nella fase dell’ammissione, l’Alta Commissione per la qualifica dei giudici non ha ammesso il 45% dei candidati in quanto senza una espirienza pregressa da giudice. Tra i candidati che hanno avuto precedenti esperienze lavorative nel campo giudiziario, la Commissione non ne ha ammesso solo il 7%.

Pertanto, tra i 464 candidati che competono per i posti di giudice presso la Corte Suprema, 189 provengono da fuori il sistema. Questo secondo Lilia Drozdyk, capo dell’Ufficio comunicazione dell’azienda “Chesno. Filtryui sud” (Onestamente. Filtra la corte) durante una conferenza stampa presso l’Ukraine Crisis Media Center.

Circa i candidati che sono già parte del sistema giudiziario vi è una notevole quantità di informazioni negative. In base ai nostri criteri, il 70% dei candidati per i posti di giudice sarebbero disonesti. Tra i candidati esterni al sistema giudiziario, la percentuale scende al 35%. Il numero di avvocati e di ricercatori nella Corte nuova attesterebbe il successo della riforma, ha sottolineato Lilia Drozdyka.

I criteri di disonestà

Tra le categorie di disonestà dei potenziali giudici vi sono la partecipazione ad attività di corruzione, servizi prestati al regime di Yanukovich, garanzia reciproca (che consentirebbe di evitare la responsabilità e di tornare in ufficio), decisioni e guadagni discutibili, procedimenti penali a loro carico (esempio incidenti stradali mortali) e i poco chiare conoscenze personali.

I giudici hanno un notevole numero di parenti che lavorano nel sistema delle forze dell’ordine. Ivan Piatak, analista dell’ente “CHESNO.Filtrui sud!“, dubita che, avendo dei parenti nella procura, un giudice possa emettere un verdetto imparziale in un procedimento penale.

Nonostante una selezione rigorosa, alcune persone non idonee hanno superato la prima fase del concorso

Durante il concorso alcuni candidati disonesti sono stati rifiutati. Un certo numero di persone, tuttavia, è riuscito a superarlo. Tra queste, ad esempio, l’ex presidente della Corte Suprema nel periodo di Yanukovich, il quale ha incoraggiato a “proteggere i giudici dalla giustizia”, portando così al approvazione delle “leggi del 16 gennaio”. Queste leggi contenevano un notevole numero di modifiche che violavano diritti dei cittadini.

Galyna Chyzhyk, coordinatrice del Consiglio civile per l’onestà, ha dichiarato che la riforma del sistema giudiziario potrebbe proprio iniziare dalla Corte Suprema. Se, però, la Corte venisse composta da giudici che in passato hanno partecipato ad attività di corruzione, che hanno emesso dei verdetti politicamente pregiudizievoli, che erano guidati dai propri interessi, che tolleravano e osservavano passivamente la corruzione, allora sarebbe poco opportuno parlare del successo eventuale della riforma.

Il gruppo “CHESNO.Filtrui sud!” ha consegnato le informazioni sui candidati al Consiglio civile per l’onestà e alla Alta Commissione per la qualifica dei giudici.

 

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