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Per cosa sarà ricordata la governatrice della Banca nazionale dell’Ucraina Valeria Gontareva e perché si dimette?

Per cosa sarà ricordata la governatrice della Banca nazionale dell’Ucraina Valeria Gontareva e perché si dimette?

Lunedì il 10 aprile, la Governatrice della Banca nazionale dell’Ucraina Valeria Gontareva ha presentato le proprie dimissioni, le quali saranno valide dal 10 maggio 2017. Nonostante il fatto che le voci sulle proprie dimissioni circolavano già da qualche mese, la sua decisione di lasciare la banca centrale è stata comunque inaspettata. Secondo la Costituzione ucraina, il Capo della Banca nazionale dell’Ucraina è nominato dal Parlamento, su indicazione del Presidente, con un mandato di sette anni. La Verkhovna Rada (il parlamento) aveva nominato la Gontareva il 19 giugno 2014. Perché quindi sono state presentate queste dimissioni anticipate? E perché proprio in questo momento? L’UCMC mette la situazione in chiaro.

“La missione completata” o quali sono i compimenti di Gontareva

Secondo la versione data della stessa Gontareva, l’incarico sarebbe stato lasciato di propria volontà e solo dopo aver svolto la propria “missione” – quella di iniziare un processo di riforme nella Banca nazionale dell’Ucraina (NBU). Quale era questa missione e quali sono stati i traguardi raggiunti dall’unica governatrice donna nella storia della NBU?

Ridotto il numero di banche inaffidabili. Durante l’incarico della Gontareva, il numero di banche in Ucraina si è ridotto quasi due volte. La Banca nazionale ha eseguito uno stress test del sistema bancario, a seguito del quale tutte le banche che non l’hanno passato sono state dichiarate insolventi e successivamente allontanate dal mercato. Se all’inizio del 2014 c’erano 180 banche nell’Ucraina, a oggi secondo i dati ufficiali della NBU ne sono rimaste 92. Dunque, negli tre ultimi anni 88 banche ucraine sono state riconosciute come insolventi.

Il tasso di cambio sul mercato. Durante il mandato della Gontareva la hryvnia si è svalutata di quasi due volte. La svalutazione della divisa è stata causata da diversi fattori esterni: dallo stato catastrofico delle riserve auree in cui ci si è trovati dopo il regime di Yanukovych e dalle ripercussioni economiche causate dall’annessione della Crimea e dalle azioni militari nell’est. In queste circostanze la Banca nazionale ha avuto il coraggio di rifiutare la politica del tasso di cambio fisso, che nei tempi di Yanukovych era mantenuto artificialmente a discapito delle riserve auree. Con la Gontareva la Banca nazionale ucraina ha optato per il tasso di cambio flessibile, come richiesto dal Fmi.

Nello stesso tempo, per prevenire il calo deciso del tasso della hryvnia, la Banca nazionale ha introdotto dei limiti per l’acquisto di valuta e la vendita obbligatoria del profitto ottenuto nella valuta estera dagli esportatori. Dopo che è stata ricevuta la tranche del Fmi, il 5 aprile 2017, i limiti sono stati ammorbiditi – oggi si può comprare la valuta estera spendendo un massimo di 150 mila di hryvnia al giorno (pari a 5 mila euro), mentre gli esportatori sono obbligati a vendere solo il 50 per cento del proprio profitto valutario.

Rivelare le identità dei beneficiari finali delle banche. Nel marzo 2015 la Verkhovna Rada ha approvato una legge chiamata a rafforzare la responsabilità degli azionisti delle banche. Nell’estate 2015 la NBU ha obbligato le banche a presentare le informazioni sui propri beneficiari finali. Da allora tutte le istituzioni finanziarie sono obbligate a dichiarare i loro beneficiari finali. Il rifiuto di presentare tali informazioni può essere un motivo per allontanare la banca dal mercato. Così, sul sito della Banca nazionale sono state rese disponibili le informazioni sui proprietari attuali delle banche.  

La riduzione del numero delle banche inaffidabili, il tasso di cambio coerente alla situazione sul mercato e la trasparenza sulla proprietà delle banche, hanno sanato il settore bancario del Paese in modo considerevole. Le riserve auree sono cresciute di due volte – dai 7,5 milliardi di dollari alla fine del 2014 ai 15 milliardi di dollari nel 2017.

Cosa significano le dimissioni di Gontareva?

In quasi tre anni di mandato a Valeria Gontareva non sono mancate critiche e pressioni sia da parte dei proprietari delle banche commerciali che erano insoddisfatti delle misure decise dalla Governatrice della NBU, sia da parte dei cittadini ucraini scontenti per la drastica svalutazione della hryvnia e per i limiti posti all’acquisto della valuta straniera. Alcune volte vi sono state delle proteste dei depositanti delle banche insolventi davanti alla sede della Banca nazionale – anche se si tratterebbero di messe in scena, in quanto si può affermare con certezza che alcune volte i manifestanti hanno ricevuto un pagamento per la partecipazione alla “protesta”. Dopo che la Governatrice della NBU ha compilato la dichiarazione telematica dei propri redditi, è diventata oggetto critiche severe in quanto deteneva i propri risparmi prevalentemente in dollari invece che hryvnia. Il conto di Gontareva nella Banca statale d’Ucraina per le esportazioni e importazioni ammonta ai 1.8 millioni di dollari contro i soli 61.900 di hryvnia (2.300 dollari) nella Oshchadbank. Questa pressione costante potrebbe fornire una spiegazione parziale al perché si è dimessa. Ma è poco probabile che sia diventato il motivo principale di tale decisione.

Investigazione dell’Agenzia nazionale anticorruzione ucraina. Secondo alcune opinioni le dimissioni della Gontareva potrebbero essere legate all’investigazione dell’Agenzia nazionale anticorruzione ucraina (NABU). Il 29 marzo gli investigatori della NABU hanno perquisito la Banca nazionale. Secondo il Capo della NABU Artem Sytnyk, le perquisizioni sono state indirizzate verso la dirigenza della Banca nazionale.

“Stiamo indagando su un caso criminale che verte attorno all’alta direzione della Banca nazionale ucraina, che è legato all’appropriazione indebita dei fondi inizialmente indirizzati a una serie delle banche commerciali per il loro rifinanziamento” ha detto il Capo della NABU. Secondo Sytnyk la gran parte di questi fondi è stata trasferita dall’Ucraina verso conti offshore o banche estere. Il Capo della NABU ha aggiunto che è poco probabile che dei flussi finanziari così grandi “siano avvenuti senza la partecipazione dell’amministrazione della NABU” ed ha rassicurato che sarebbero stati controllati tutti i funzionari dell’alta direzione della banca centrale, per stabilire se siano stati coinvolti in tali operazioni. La somma delle perdite in seguito all’appropriazione indebita di questi fondi potrebbe ammontare a miliardi di hryvnia.

Evitare lo scenario di Nasirov? Valeria Gontareva è un socio d’affari del Presidente ucraino Petro Poroshenko. Prima di assumere l’incarico della Governatrice della NBU la Gontareva era a capo del consiglio di amministrazione della società di investimenti ICU che era consulente finanziario di Poroshenko per tanti anni anche prima del suo incarico presidenziale. ICU è anche un consulente nel caso della vendità dell’azienda Roshen di Poroshenko. Dopo aver assunto l’incarico presso la NBU la Gontareva ha venduto la propria parte nella società.

Dopo il clamoroso arresto del Capo del Servizio fiscale dello Stato Roman Nasirov e la pressione da parte del Blocco di Petro Poroshenko nella nomina di un revisore della NABU, è ovvio che il partito del Presidente abbia dei motivi per non volere le investigazioni della NABU. Rimane ancora possibile lo “scenario Nasirov” per la Gontareva; in questo caso le conseguenze del suo presunto aresto e del procedimento penale contro di lei avrebbero un impatto negativo sulle posizioni delle autorità attuali. Così “le dimissioni volontarie” potrebbero essere un tentativo di mettere fuori campo un elemento che potrebbe danneggiare il gioco della squadra presidenziale.

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