10 miti sull’UPA: chi e perché ha soprannominato “scagnozzi nazisti” l’UPA (Esercito insurrezionale ucraino)

10 miti sull’UPA: chi e perché ha soprannominato “scagnozzi nazisti”  l’UPA (Esercito insurrezionale ucraino)

L’UPA (in ucraino  Ukrains’ka Povstans’ka Armija) è stato un esercito paramilitare durante la Seconda Guerra Mondiale. Esso si formò il 14 ottobre 1942 nella Volynia, nell’ovest dell’Ucraina, e divenne l’ala militare dell’Organizzazione dei nazionalisti ucraini (OUN), che agiva nel Paese dal 1942 al 1953. Il principale obiettivo dell’UPA era quello di raggiungere l’indipendenza dell’Ucraina.

UCMC pubblica la versione abbreviata dell’articolo di Novoe vremya.

Mito 1: L’UPA era composto dagli “Scagnozzi di Hitler” e non ha mai combattuto contro i nazisti

Citazione: “Non v’è alcun documento che testimonia come siano avvenuti i combattimenti dell’UPA contro i tedeschi. Inoltre, dal ’42 al ‘44  i tedeschi hanno fornito le armi a numerosi distaccamenti di UPA “- Dmytro Tabachnyk, Ministro dell’Istruzione e della Scienza (2010-2014).

Che cosa significa questo mito?
Essenzialmente che i nazionalisti avrebbero creato l’UPA in stretta collaborazione con i nazisti. L’organizzazione si sarebbe impegnata solo in operazioni punitive contro i partigiani sovietici, la popolazione ucraina, ebraica e polacca. Non ci sarebbero prove relative alla lotta antinazista UPA.

La Realtà

Le politiche di occupazione estremamente crudeli dei nazisti durante la guerra costrinsero la Direzione del OUN (organo di direzione dei nazionalisti ucraini) a difendere la popolazione con tramite l’uso delle armi. Il primo  distaccamento composto da cento uomini – detto centuria (sotnya) dell’UPA – venne creato il 22 gennaio di 1943. Già il 7 febbraio questa centuria ha si batté e sconfisse il Commissariato tedesco nella regione di Vladimirets Rivne.

Nella primavera del 1943 l’UPA  aumentò costantemente il numero e la portata degli atti di resistenza. Scontri feroci con i tedeschi ebbero luogo in Luchchyna, Kovelschyna, Horohivschyna, Rivne, Kremenechchyna, Kostopilschyna, Sarnenschyna e Lanovechchyna. Nel mese di marzo 1943, i ribelli ucraini occuparono per cinque volte i centri regionali, controllando così gran parte del territorio. Alla fine del primo mese della primavera di quell’anno, i funzionari tedeschi riferirono al commissario del Reich Erich Koch che nella ragione di Volyn erano rimaste solo due aree libere dalle “bande” dell’UPA.

L’Amministrazione di occupazione cominciò così a condurre ampie operazioni antipartigiane con la partecipazione di mezzi corazzati ed aerei. Alla fine di aprile, nelle zone di Berezne, Lyudvypil, Mizoch, Ostroh, Kremenets e Shumsk  vennero trasferite divisioni regolari dell’esercito per combattere l’UPA.
Le azioni punitive dei nazisti non erano però abbastanza efficaci. Se a marzo le unità di UPA riuscirono ad attaccare e sabotare solo 8 volte gli stabilimenti economici tedeschi in Ucraina, nel mese di aprile gli attacchi furono 57 mentre a maggio 70.

Il 5 Giugno 1943 durante un incontro a Rivne con la partecipazione del Ministro nazista dei territori orientali occupati Alfred Rosenberg, il dirigente di occupazione responsabile per la Volynia  Heinrich Shene riferì alla propria amministrazione che “i nazionalisti ucraini causano maggiori difficoltà rispetto alle bande bolsceviche.”

Questo fatto è stato riconosciuto anche dalla leadership dei partigiani sovietici. Il comandante dei partigiani sovietici Petro Vershyhora il 4 marzo 1944 dichiarò di fronte alla sede del movimento partigiano ucraino: “Non possiamo ripetere anche in Polonia l’errore che abbiamo fatto in Volyn, quando abbiamo lasciato la gestione di una rivolta popolare contro i tedeschi nelle mani di gruppi controrivoluzionari di nazionalisti.”

Le forze naziste disponibili per sopprimere la resistenza dell’UPA non erano sufficienti. Pertanto, nel luglio del 1943 nella lotta contro l’UPA venne stato coinvolto il Comandante delle forze antipartigiane dell’Oriente Erich von dem Bach. Sotto la sua direzione vi era la 8 ° Divisione SS di Cavalleria Florian Geyer (composta da 10.000 soldati) e 10 battaglioni di fanteria motorizzata con l’artiglieria. Questa unità era stata dotata anche di 27 aeromobili e 50 carri armati e veicoli blindati.

Tuttavia, i reparti di UPA riuscirono a continuare le manovre di sabotaggio. Complessivamente nel mese di luglio, i ribelli attaccarono le basi tedesche 295 volte e 119 volte stabilimenti economici fondamentali per le truppe occupanti.
Dall’inizio di agosto 1943 Von dem Bach si ritirò perciò in un’altra zona. Con l’indebolimento delle truppe di occupazione, aumentarono anche le azioni anti-tedesche: entro la fine dell’anno vennero eseguiti 391 attacchi alle guarnigioni e 151 attacchi ai centri economici.

Per questo, il comandante supremo delle SS e della polizia tedesca in Ucraina Hans Pryutsmann organizzò nei mesi seguenti una serie di nuovi attacchi contro l’UPA. Queste azioni nella Volynia del Sud durarono dal 23 agosto al 9 settembre 1943. Inizialmente gli aerei del Reich bombardarono il villaggio di Antonivtsi, dove si trovava il quartier generale del gruppo “Bohun”. In seguito, una seconda spedizione punitiva attaccato i campi dell’UPA nelle foreste di Kremenets. Il gruppo venne costretto a dividersi in piccole unità e rompere l’accerchiamento.

Nell’estate del 1943 la rivolta contro i nazisti si trasferì in Galizia. Il 18 agosto l’Auto-Difesa Popolare ucraina – Ukrainska narodna samooborona (il nome dell’UPA in Galizia era in origine UNA) attaccò la cava di pietra tedesca in Skole, nella regione di Lviv. I Nazionalisti liberarono 50 lavoratori forzati  e la vigilanza tedesca venne distrutta.

Nell’autunno di 1943 iniziarono le battaglie su larga scala tra i ribelli ucraini e i nazisti. Il 3 settembre vicino alla città di Dolyna i soldati ucraini dalle coline sovrastanti le città sterminato un  battaglione dei tedeschi che viaggiava con la ferrovia a scartamento ridotto attraverso le montagne. Sul campo di battaglia, gli invasori persero 200 soldati circa. Il 25-29 settembre la centuria “Trembita” organizzà un nuovo attacco punitivo sul monte Stovba.
Il 29-30 Novembre 1943 ebbè invece luogo una battaglia tra1500-2.000 shutsman e ed alcune unità di Kryvonis, nei pressi del villaggio di Nedilna nella regione di Sambir. I ribelli si ritirarono con perdite considerevoli, sul campo di battaglia perse la vita quasi tutto il quartier generale del battaglione compreso il comandante.

A novembre del 1943 in Volynia Pryutsmann svolse l’ultima operazione contro i ribelli. Il 2-3 novembre l’aviazione bombardò la città di Stepani e costrinse le unità del gruppo  Zagrava a muoversi verso Nord. Allo stesso tempo, il 3 novembre, gli aerei tedeschi bombardarono la città di Kolky, dove l’UPA aveva costituito la “Repubblica Kolky.” Va notato che i nazisti tentarono inutilmente di occupare il territorio della “Repubblica” da giugno fino ai primi di novembre del 1943, quando massacrarono 600 civili circa.
Nei mesi di ottobre e novembre del 1943 tra UPA-UNS e gli occupanti tedeschi ebbero luogo 47 combattimenti e le truppe d’auto-difesa del UPA nei villaggi compì 125 azioni contro gli occupanti. I nazisti persero più di 1.500 soldati.

I nazisti riuscirono a sopprimere la resistenza dell’UPA. Il Fronte sovietico-tedesco che si stava avvicinando, attirava la maggior parte delle forze militari tedesche. Pertanto i generali tedeschi non hanno svolto in Volynia attività di larga scala contro le truppe insurrezzionali. Nelle terre della Galizia lo scontro durò fino alla fine dell’estate del 1944. L’Autodifesa popolare ucraina  (UNS) venne così stata trasformata in UPA-occidente. I militanti dell’UPA da marzo a maggio del 1944 difesero i villaggi ucraini dal saccheggio tedesco. A volte senza successo, come quando nel mese maggio la Wehrmacht distrusse tutte centurie di Galayda e Siromantsiv nella zona di Lviv.

Dal 31 maggio al 6 giugno 1944 a Chornyi Lis contro l’ UPA combatterono le unità della 7a Divisione Corazzata Wehrmacht. Entro la metà dell’estate, la contrapposizione in Galizia fra Ucraina e Germania Nazista raggiunse il suo picco.
Gli scontri più grandi delle truppe occidentali dell’UPA con le truppe tedesco-ungheresi ebbero luogo vicino alla montagna di Lopata, all’incrocio delle regioni di Stanislav (adesso Ivano- Frankivsk) e Drohobych. Questi eventi sono stati riportati in dettaglio e per iscritto dalla resistenza polacca. Dal 6 al 16 luglio 1944 ci furono intense battaglie che si configurarono sia come bombardamenti che come combattimenti corpo a corpo. Ma ad uscirne vincitore fu proprio l’UPA sotto il comando di Vasyl Andrusyak. Sul campo perirono 50 ucraini mentre gli invasori  persero 200 soldati e si ritirarono.

Sotto i colpi dell’Armata Rossa, la Wehrmacht lasciò l’Ucraina. Entro l’inizio di settembre, ci furono piccoli scontri e prese piede il disarmo delle unità tedesche da parte dell’ UPA.

Nella storia dell’ insurrezione ucraina ci sono inoltre stati episodi in cui alcuni comandanti hanno cercato di negoziare illegalmente con il comando tedesco, seguendo la formula “neutralità per le armi” o “cibo per le armi.” Sappiamo anche di diversi casi in cui, utilizzando queste formule, vennero consegnate ai ribelli da 80 a 100 armi di piccolo calibro. Ma tali accordi non venivano concordati dal comando dei clandestini ucraini. In alcuni casi, chi portava aventi questo genere di accordi veniva anche puniti. Nel marzo di 1944, secondo una sentenza riportate dal tribunale militare dell’UPA, venne condannato a morte l’iniziatore dei colloqui di scambio non autorizzati Porfirio Antoniuk. Anche nel mese di aprile 1944, il tribunale di UPA giustiziò Mykola Oliynik.

In seguito, i colloqui con i funzionari degli organi di occupazione tedeschi ebbero luogo con la direzione dell’OUN. Gli invasori avevano interesse che l’OUN e l’UPA smetessero di lottare contro la Germania, oppure che i tedeschi potessero impiegare più forze per scoraggiare un eventuale attacco sovietico nell’area. L’OUN cercò anche di ottenere la liberazione dei propri prigionieri dai campi di concentramento (Stepan Bandera, Yaroslav Stetsko e molti altri) ed ottenere le armi per l’UPA, che non erano mai in numero sufficiente per le azioni del gruppo. Gli incontri tra i rappresentanti della direzione di UPA e le autorità tedesche ebbero quindi luogo in marzo, aprile, giugno e luglio del 1944.
I ribelli ricevettero così diverse centinaia di armi e, a settembre e a ottobre del 1944, venne liberato Stepan Bandera insieme ad altri nazionalisti ucraini, benché essi rimasero sempre sotto sorveglianza della Gestapo.

Al contrario, altri banderivtzi (ossia i membri dell’organizzazione UPA) ridussero  certamente  le attività antitedesche (principalmente nella regione Volynia), ma non le azione di sabotaggio e la lotta partigiana. Come ha riportato l’ufficiale di gruppo d’armata Sud, il maggiore Müller “mentre alcune bande nazionali ucraine sono a disposizione della Wermacht tedesca e sottostanno ai nostri ordini, altri lottano contro la Wermacht con un odio quasi fanatico”.

Gli storici stimano che furono 12 mila gli invasori tedeschi (e i loro alleati) uccisi dall’UPA. Mentre i ribelli ucraini caduti 10-12.000.

Del resto, la situazione dell’Ucraina in quel periodo si evince anche in un telegramma del 25 agosto 1943 dell’alto dirigente Hans Adolf Pryutsmann a capo delle SS e della Obergruppenführer in Ucraina: “Al comandante in capo del territorio e delle armate armate del Sud. A causa del fatto che le SS messo a disposizione del fronte le squadre militari più forti, devo limitarmi a poche unità per sopprimere la rivolta nazionale ucraina in Volynia. Dal momento che al nord di Ucraina vi sono ampie zone controllate, nel prossimo futuro dovremmo aspettarci l’aumento della pressione delle bande ucraine in direzione sud.

 

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