Kyiv
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In tre mesi sono stati uccisi 36 civili, altri 157 sono rimasti feriti nel Donbas – Missione di monitoraggio delle Nazioni Unite

Kyiv, 13 giugno 2017.

Conflitto militare nell’est dell’Ucraina

 Dal 16 febbraio al 15 Maggio 2017, a seguito dei combattimenti nel Donbas, 36 civili sono stati uccisi e altri 157 – feriti. “Questo è il 48% in più rispetto al periodo dal 16 novembre al 15 febbraio 2017, e il 70% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il 42% di questi incidenti sono stati causati dai bombardamenti. Quasi la stessa quantità, ovvero il 41% -con  mine e altri ordigni esplosivi. […] Esortiamo le parti a rispettare gli obblighi derivanti dagli accordi di Minsk, tra cui – quello di osservare rigorosamente il cessate il fuoco e di ritirare le armi e combattenti dalla linea di contatto, “- ha detto Fiona Fraser, Capo della missione di monitoraggio delle Nazioni Unite per i diritti umani in Ucraina, presentando la relazione della Missione di monitoraggio per i diritti umani delle Nazioni Unite  in Ucraina, in una conferenza stampa presso l’UCMC. Il rapporto si basa su una serie di interviste con 252 testimoni e vittime delle violazioni dei diritti umani e su osservazioni durante le visite di controllo su entrambi i lati della linea di contatto.

Il rapporto attira l’attenzione sui problemi persistenti delle infrastrutture a causa di bombardamenti; di difficoltà  per attraversare la linea di demarcazione; del divieto di circolazione delle merci fra i territori controllati e non controllati dal potere ucraino; della diminuzione della capacità di offrire  lavoro o dell’ impossibilità di offrire posti di lavoro di un certo numero di aziende sui territori che sono temporaneamente  incontrollabili, e a causa della quale molte persone sono disoccupate. Si segnala, inoltre, che a causa del fatto che i militanti forzatamente hanno cessato  l’attività della sede umanitaria di  Rinat Akhmetov, che ha fornito gli aiuti umanitari per mezzo milione di civili, la situazione dei più vulnerabili e poveri nei territori occupati temporaneamente è diventata più complicata.

Detenzioni illegali

Il rapporto contiene informazioni sui nuovi casi di privazione illegale o arbitraria della libertà, rapimenti, sparizioni forzate, in particolare, sul territorio controllato dai militanti dei cosiddetti “DPR-LPR”. Sono stati registrati nuovi casi di torture  dei detenuti su entrambi i lati della linea di contatto. “Ancora non abbiamo l’accesso pieno e senza ostacoli alle persone detenute nel territorio controllato da gruppi armati. Tuttavia, continuiamo a documentare i casi di privazione della libertà, commessi da membri di gruppi dei militanti  “DPR” e “LPR”.

Continua la pratica dei cosiddetti “arresti amministrativi” per 30 giorni, che spesso vengono prorogati  senza motivi legittimi. In tal modo ai detenuti è negato l’incontro con gli avvocati e parenti “- ha detto Fiona Fraser. Sul territorio controllato dal governo, ha aggiunto, la missione di monitoraggio ha avuto libero accesso ai luoghi di detenzione.

Durante il periodo compreso nella relazione, sul territorio controllato dalle autorità ucraine sono stati trasferiti 14 persone, imprigionate prima del conflitto. Dall’altra parte della linea di contatto rimangono ancora 9500 persone condannate prima del conflitto.

Situazione in Crimea

Per la prima volta dal momento dell’annessione della Crimea, sul territorio dell’ Ucraina sono stati consegnati 12 persone, imprigionate prima del conflitto, come risultato dei negoziati diretti tra difensori civici dell’Ucraina e la Russia.

La missione di monitoraggio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha intervistato tutte le persone trasferite e ha documentato gravi violazioni dei diritti, relativi all’integrità fisica e mentale, che hanno subito nelle prigioni in Crimea e in Russia, dove sono stati trasferiti in violazione del diritto umanitario internazionale.

Nel rapporto vengono divulgate informazioni sulle violazioni del diritto ad un equo processo contro i membri della comunità di tartari e limitazioni dell’uso della lingua ucraina durante l’istruzione. Viene menzionato, che la missione di monitoraggio ha documentato anche una serie di casi della violazione dei principi generali e gli standard relativi al processo, diritto della libertà ed inviolabilità personale.

 

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