Il caso Rocchelli: arrestato un ucraino in Italia, cosa ne sappiamo fin’ora

Il caso Rocchelli: arrestato un ucraino in Italia, cosa ne sappiamo fin’ora

I carabinieri hanno arrestato in Italia un cittadino italo-ucraino ritenuto responsabile dell’omicidio nel 2014 del fotogiornalista italiano Andrea Rocchelli nei pressi di Sloviansk, nel Donbas. La notizia è stata riportata da “La Repubblica” il 1° luglio. L’ucraino in questione è Vitaliy Markiv, soldato ucraino della Guardia nazionale. Il nome del presunto colpevole è stato ricavato dal commento che il Viceprocuratore ucraino Yevhen Yenin ha rilasciato sulla sua pagina FB, subito dopo la pubblicazione della notizia.

Secondo il media regionale italiano “La Provincia Pavese” Markiv è stato arrestato il 30 giugno all’aeroporto di Bologna. Tornava in Italia dopo 2 anni e mezzo di assenza per rivedere la madre che vive in Italia.

Nel suo commento, il Viceprocuratore ucraino Yevhen Yenin ha scritto: “La procura generale è sorpresa dell’arresto in Italia, su richiesta della Procura di Pavia, del soldato Vitaliy Markiv che risulta incriminato a seguito dell’omicidio del fotoreporter Andrea Rocchelli nei pressi di Sloviansk, nel maggio 2014.

Le forze dell’ordine ucraine stanno indagando sul caso penale, avviato dopo la morte del cittadino italiano Andrea Rocchelli e del suo collega russo Andrey Mironov. Nell’arco di queste indagini, la Procura generale ucraina collabora strettamente con colleghi italiani, presentando loro tutti i risultati degli interrogatori dei testimoni, delle perizie ecc.

Seconde i dati dell’investigazione ucraina, la morte di due giornalisti è avvenuta in seguito ad un attacco d’artiglieria da parte delle truppe russo-terroriste. La Procura generale ha già fatto un ricorso alle autorità italiane, chiedendo di presentare prove convincenti della colpevolezza di Vitaliy Markiv o altrimenti di rilasciare Markiv immediatamente,” ha scritto Yenin.

Chi è Vitaliy Markiv?
Nel aprile 2016 un media ucraino online cultua.media ha pubblicato un articolo che presente il progetto fotografico “Se non ci fosse la guerra” il quale racconta la vita pacifica di alcuni militari ucraini prima che si fossero arruolati nelle forze armate ucraine. Fra queste storie vi era anche quella di Vitaliy Markiv. Secondo il media, Markiv è nato nella regione di Ternopil. Quando è iniziato il Maidan viveva già in Italia da qualche tempo, ma è tornato in Ucraina. In Italia lavorava come Dj mentre, dopo il suo ritorno in patria, ha combattuto nel Donbas nel battaglione del Generale Kulchytsky della Guardia nazionale.

Foto: te.20minut.ua. Vitaliy Markiv nel progetto “Se non ci fosse la guerra”.

Oles Horodetskyy, capo dell’Unione cristiana degli ucraini in Italia ha commentato così la notizia dell’arresto di Markiv: “È una notizia terribile e assurda. Ieri sera all’aeroporto di Bologna la polizia ha arrestato un ucraino, un’attivista della comunità e partecipante del Maidan, nonché militare della Guardia nazionale. Egli è sotto accusa nell’omicidio di Andrea Rocchelli. Le accuse sono assurde! Si ha l’impressione che la polizia provi a cercare una soluzione comoda e accusare l’ucraino di un reato con cui non c’entra in alcun modo. […] Siamo in contatto con la famiglia dell’ucraino arrestato. Speriamo che il sistema italiano delle forze dell’ordine consentirà di proteggere una persona innocente dalle accuse ingiuste.”

Per ulteriori informazioni seguite i nostri aggiornamenti sul sito e su Twitter.
Maggiori informazioni sull’accaduto, si possono reperire tramite l’indagine di StopFake: “La verità su Andrea Rocchelli”.

Aggiornato il 2 luglio

Il 2 luglio il Ministero dell’interno ha rilasciato una dichiarazione ufficiale riguardante l’arresto del militare della Guardia nazionale Vitaliy Markiv. L’agenzia comunica: “la Procura di Pavia ha avviato il caso penale sulla morte di Andrea Rocchelli e Andrey Mironov in base alle informazioni di un giornalista francese. “Nell’arco del procedimento il giornalista francese ha puntato sul fatto che la morte dei suddetti giornalisti aveva risultato dall’uso degli armi da parte dell’unità della Guardia nazionale ucraina in cui prestava il servizio l’arrestato Vitaliy Markiv. Inoltre come parte della testimonianza il giornalista francese ha presentato un video.”

Il 2 luglio il Viceprocuratore ucraino Yevhen Yenin ha rilasciato un commento sul canale tv ucraino 112. La notizia è riportata dal media ucraino Ukrainska Pravda. “L’investigazione non ha riuscito a stabilire nessun persona concreta da un lato o l’altro che avesse potuto causare i danni incompatibili con la vita. Perlopiù le forze dell’ordine italiane non ci sono rivolte né per l’assistenza legale, né nel contesto dell’interrogazione del Markiv stesso o alcun altro,” ha detto Yenin. Il Viceprocuratore ha aggiunto che nell’Ucraina sono stati interrogati i vari testimoni, da che risulta che quel giorno ha avuto luogo almeno il fuoco incrociato.

La foto principale: @paolomaggioni su Twitter.

Condividi sui social network

Twitter
I tag:
Più notizie sul tema