Chi sono gli italiani che combattono nelle fila dei militanti in Donbas. Seconda parte

Chi sono gli italiani che combattono nelle fila dei militanti in Donbas. Seconda parte

L’iniziativa civile ucraina “Prava Sprava” ha raccolto dati sui cittadini italiani che combattono in Donbas, dalla parte dei militanti. L’UCMC pubblica la traduzione dell’articolo sull’argomento, scritto da Dmytro Snegyryov, co-presidente dell’iniziativa. L’articolo è apparso in ucraino su 24tv.ua e ve ne proponiamo la seconda parte. La prima parte è accesibile a questo link.

Riccardo Sotgia, originario di Sassari, è arrivato nei territori occupati della regione di Luhansk nell’ottobre 2016, senza l’autorizzazione ucraina, come un membro del gruppo dei cosidetti “monitor internazionali” per le “elezioni primarie”. Sotgia è stato anche visto ad Alchevsk nelle postazioni dei militanti del gruppo “Prizrak”. Secondo la testata Censor.net, l’italiano fa anche parte del cosidetto “Ministero della difesa” della “DPR”. È simpatizzante dell’ideologia comunista.

Foto: ua.censor.net.ua. Riccardo Sotgia

Dal primo a tre maggio 2017 Vincenzo Bellantoni, un rappresentante della federazione comunista di Roma e il sindaco di Santomenna Massimiliano Voza, sono andati nella Luhansk occupata senza l’autorizzazione ucraina.

Andrea Palmeri, originario di Lucca, combatte in Donbas nelle fila dei militanti dal 2014. In Italia Palmeri è consciuto alle forze dell’ordine come il leader dell’organizzazione di destra “Bulldog”. È stato condannato diverse volte per aggressioni ad attivisti delle organizzazioni di sinistra. Palmeri è in contatto con la cittadina russa Irina Osipova a capo dell’organizzazione “RIM” in Italia.

“Io amo la Russia. Sono venuto qui per aiutare la gente. Gli ucraini hanno bombardato le donne e i bambini. Non è una guerra civile,” ha detto Palmieri. [L’UCMC pubblica la citazione tradotta dall’ucraino].

Foto: http://www.stopfake.org/it/foreign-fighter-italiani/ Andrea Palmeri

Antonio Cataldo, originario di Nola, secondo Censor.net è un veterano della Legione straniera francese. Nel 2009 è stato addestrato nella Federazione Russa e nel Kazakistan. Nel 2011 ha combattuto in Libia come un mercenario nelle fila dei ribelli, successivamente è stato arrestato e imprigionato a Tripoli. In seguito ha combattuto in Medio Oriente.

Dal 2014 al 2016 ha combattuto nelle fila della “LPR” come un membro del 4° bataglione motorizzato del Corpo dell’esercito “LPR”. Continua la sua carriera militare in Siria, facendo parte dell’esercito del Presidente siriano Bashar al-Assad. “Non sono un terrorista. Non ho decapitato nessuno. Non ho fatto niente di male se non essere venuto qui per aiutare alla popolazione,” ha detto Cataldo. [L’UCMC pubblica la citazione tradotta dall’ucraino].

Foto: ua.censor.net.ua. Antonio Cataldo

Massimiliano Cavalleri, classe 1984, originario di Brescia, è un veterano dell’esercito italiano. “Prima sono stato nell’esercito italiano per tre anni, sono un soldato innato. Questa guerra mi ha toccato anche perché è in Europa,” ha parlato Cavalleri ai giornalisti italiani. Combatte nelle fila delle “DPR” e “LPR” con il nome di battaglia “Spartaco”. “Ogni tanto, quando sparo a un soldato ucraino, immagino di colpire uno dei nostri politici a Bruxelles,” ha detto Cavalleri. [L’UCMC pubblica la citazione tradotta dall’ucraino].

Gabriele Carugati, originario della Lombardia, combatte nelle file dei militanti con il nome “Arkhanghel” dal 2014. Attualmente, fa parte del battaglione “Vostok”, mentre in precedenza è stato combattente del battaglione “Prizrak” e nel 4° battaglione motorizzato del Corpo dell’esercito “LPR”.

Prima di andare in Ucraina, Carrugati, faceva parte del personale sicurezza in un centro commerciale. Sua madre, Silvana Marin, è la segretaria della Lega Nord a Cairate, secondo quanto riportato da Censor.net. “Sopporto l’autodeterminazione del popolo. Se la popolazione vota di voler essere indipendente da un altro popolo, questo è quello che chiamo la democrazia”; così Carrugati ha spiegato la propria decisione di combattere in Donbas. [L’UCMC pubblica la citazione tradotta dall’ucraino].

Foto: http://www.stopfake.org/it Gabriele Carugati

Un altro italiano simpatizzante della Lega Nord che combatte nel Donbas è Alessandro Bertolini, di origini venete.

Alberto Fazolo, nato nel 1979 e originario di Roma, è un membro di “Donbass International Forum”, organizzazione che recluta cittadini italiani per combattere nelle fila dei militanti.

Edy Ongaro, nato nel 1976 a Giussago, in un’intervista rilasciata ai media italiani ha spiegato che aveva deciso di combattere da parte dei militanti sostenuti dalla Russia esclusivamente per il guadagno economico. In quel momento Ongaro era disoccupato. Nel Donbas ha partecipato nei combattimenti contro le Forze armate ucraine nelle fila della brigata militante “Prizrak”.

Foto: ua.censor.net.ua Edy Ongaro

Giampietro Simonetto è stato visto nelle fila dei militanti della brigata “Prizrak” nel territorio della “LPR” nell’ottobre 2016. Simonetto è un membro di un’organizzazione comunista. Nel 2007 è stato arrestato in Italia con l’accusa di possesso illegale di armi e munizioni.

L’iniziativa “Prava Sprava” sottolinea che le organizzazioni presentate come i centri culturali russi in Italia, di fatto, reclutano mercenari per combattere nel Donbas. I ricercatori dell’iniziativa raccontano anche della cosidetta “conferenza internazionale per i combattenti volontari” che ha avuto luogo a Mosca nel febbraio 2016. È stata organizzata a sostegno de “L’Unione dei combattenti volontari del Donbas”, un organismo con a capo Aleksandr Boroday, una delle figure chiave della “DPR”.

All’evento hanno preso parte delegazioni da Russia, Serbia, Bosnia ed Erzegovina, Repubblica Ceca, Svezia, Finlandia, Spagna, Germania, Italia, Ossezia del Sud (Stato non riconosciuto), Gran Bretagna, così come “DPR” e “LPR”. Dall’Italia c’era Irina Vikhrova, la presidente dell’organizzazione “Speranza”. La Vikhrova ha offerto a “L’Unione dei combattenti volontari del Donbas” il suo sostegno nel campo della diffusione di informazioni in Italia.

L’iniziativa “Prava Sprava” fa notare che non ci sono stati investigati sui casi riguardanti i foreign fighters in Ucraina. Alcuni mercenari sono stati accusati di aver violato l’integrità territoriale del Paese, di aver attraversato il confine in modo illegale, di partecipazione nelle attività di gruppi terroristici. Queste sono anche le conclusioni dei rappresentanti del Gruppo di lavoro Onu sui mercenari che hanno visitato l’Ucraina nel 2016.

Il gruppo ha fatto notare la gran quantità di mercenari provenienti da Russia, Belarus, Francia e Italia. Il Gruppo di lavoro ha chiamato il governo ucraino per rassicurare che ci sia la responsabilità per le violazioni dei diritti umani da parte dei foreign fighter.

La foto principale: 24tv.ua. Luca Pintaudi, Orazio Maria Gnerre e Pavel Gubarev a Donetsk.

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