Organizzare un festival del cinema indipendente in un ambito in cambiamento. Secondo capitolo: Ucraina, il Festival Wiz-Art. Intervista a Olha Reiter

Organizzare un festival del cinema indipendente in un ambito in cambiamento. Secondo capitolo: Ucraina, il Festival Wiz-Art. Intervista a Olha Reiter
09 agosto 2019.

Com’è osare organizzare un festival del cinema indipendente come iniziativa dal basso, e farlo crescere nell’ambito artistico in cui sia le istituzioni settoriali che il cinema indipendente stesso sono ancora in costruzione? Il secondo capitolo della nostra ricerca fatta tra l’Italia e l’Ucraina mette a fuoco la situazione Ucraina e vede come protagonista Olha Reiter, cofondatrice dell’associazione artistica “Wiz-Art” e direttrice della programmazione presso il Festival internazionale di cortometraggi di Lviv, “Wiz-Art”. Nel primo capitolo abbiamo intervistato Viviana Carlet, fondatrice e direttrice artistica del Lago Film Fest in Italia, riscopritelo qui.

Il Festival internazionale di cortometraggi di Lviv “Wiz-Art”, giunto alla sua 12^ edizione quest’agosto, è partito come una modesta rassegna di due decine di corti per amici. Da allora, la kermesse è evoluta sia in forma e dimensioni che nei suoi contenuti. Quest’anno Wiz-Art partecipa all’iniziativa European Short Film Audience Award (il Premio del pubblico al miglior cortometraggio europeo) assieme agli altri nove festival europei, fra cui il Festival di Clermont-Ferrand, l’Interfilm Berlin e il Festival di cortometraggi di Bruxelles. Così Wiz-Art nomina al premio un film ucraino e dà la possibilità al suo pubblico di scegliere il miglior corto europeo attraverso votazione. Il festival va mano nella mano con l’associazione Wiz-Art che si prefigge lo scopo di formare i professionisti del settore contribuendo alla crescente produzione cinematografica ucraina.

Il manifesto dell’edizione 2019 di Wiz-Art, intitolata “Osa vedere” (Dare to See), dichiara: “Wiz-Art è creato da persone che non hanno mai vissuto senza crisi. Nel corso della nostra vita sono successe diverse rivoluzioni e continua la guerra con la Russia. Il recente cambiamento delle autorità politiche in Ucraina e l’ascesa al potere dei nuovi-vecchi populisti sia nel nostro Stato che in alcuni Stati europei, ci ha sconvolto in egual misura. Una debole politica culturale che dura da anni e la mancanza del pensiero critico possono ritenersi i motivi principali della perdurante necessità del nostro progetto. È una scelta personale ed è una scelta politica,” si legge nel manifesto.

Chiediamo a Olha Reiter come il festival è arrivato al punto presente e quali prospettive lo aspettano. L’intervista è stata fatta durante la 11^ edizione di Wiz-Art nel 2018.

UCMC: Il festival ha una programmazione intensa e attuale di cortometraggi. Come riuscite a renderla così?

Olha Reiter: Il motto della nostra edizione attuale è: “What We Don’t See” (Quello che non vediamo). Il nostro motto è il nostro appello al mondo. I cortometraggi prodotti internazionalmente negli ultimi due anni definiscono quali film scegliamo. Ci è molto a cuore cercare i film che non sono ancora entrati nei programmi di altri festival oppure che sono stati in pochi festival. Nel nostro programma abbiamo “solo” 130 film. “Solo” perché ci sono i festival che selezionano 500 film e oltre. Non disponiamo di una squadra tanto grande da poter vedere oltre due-tre mila film tra cui selezionare il programma.

UCMC: Quali programmi comprende il festival?

Olha Reiter: Abbiamo due programmi di competizione – nazionale ed internazionale. Non è un problema fare anche dieci sezioni nella competizione internazionale, in quanto i film sono tanti. All’inizio la competizione ucraina è stata presentata in una sola sezione, ora ne abbiamo due. Se non fossimo così meticolosi, avremmo potuto farne anche tre. Comunque siamo convinti che è meglio avere meno film ma di una qualità tale che piaceranno agli spettatori e che, invece di far sparire la loro fiducia nel cinema ucraino, la rafforzeranno. Abbiamo anche dei programmi fuori concorso, quest’anno abbiamo anche un programma per i bambini, c’è anche una sezione formativa del festival – “Wiz-Art Lab”. È una parte industriale (composta da lezioni e incontri per i professionisti – UCMC) che va ancora sviluppata ma funziona bene già adesso. Foto: Wiz-Art. Le opere sperimentali proiettate nella sala per organo di Lviv.

Quello che ancora manca al nostro programma è più sperimentazione, più film che si presentano come più radicali non per le loro tematiche, ma per la loro forma. Abbiamo fatto una proiezione di questo tipo – abbiamo proiettato le opere sperimentali nella sala per organo. L’anno prossimo rafforzeremo la parte sperimentale.

UCMC: Quali sono i criteri che il festival applica scegliendo i film ucraini?

Olha Reiter: Il lavoro per selezionare i film nella competizione nazionale non è molto grande, in quanto i film ucraini spediti non sono tanti. Ne riceviamo circa 100 sui 1500 film che riceviamo in totale. I criteri che applichiamo per selezionare i film sono: prima di tutto devono essere film in grado di competere con i film scelti nella competizione internazionale. Fra l’altro abbiamo il Grand Prix, che può essere assegnato sia a un film ucraino che a quello internazionale. Riteniamo importante che questi film non siano manipolativi, ma che trattino l’Ucraina com’è adesso e qui. È molto raro che nella nostra competizione nazionale entrino anche i documentari, comunque quest’anno ne abbiamo uno e c’è anche un film sperimentale. Siamo un festival più incentrato sul cinema di finzione.

UCMC: Qual è l’idea o la visione che il festival si prefigge in questa sua tappa?  

Olha Reiter: Il festival non è solo le proiezioni, è anche un luogo dove le persone possono incontrarsi. Il nostro compito non è solo far vedere i film di qualità ma anche creare un’atmosfera in cui le persone possano conoscersi senza paura e stare assieme alle persone che hanno le stesse idee, un’atmosfera in cui si sentano a proprio agio nell’approcciare i cineasti per parlare non solo dei propri successi, ma anche per chiedere consigli sulle loro difficoltà. Si tratta della formazione e dello sviluppo della nostra industria. Noi la pensiamo così: dobbiamo essere semplici, accessibili e comprensibili.

Per questa edizione abbiamo cambiato la nostra sede e abbiamo iniziato a proiettare DCP (la nuova sede è il cinema commerciale “Kinopalats” – UCMC). Nella nostra sede precedente – quella nel Palazzo degli arti (uno spazio comunale – UCMC) abbiamo proiettato dal computer ed è stato più facile dal punto di vista tecnico e organizzativo. Ma se non ci si pone gli scopi e non si avanza, non s’impara niente e si stagna. Foto: Wiz-Art. Una delle feste del festival svoltasi in un tram. 

Insieme a Pavlo Ostrikov (un regista ucraino – UCMC) siamo appena stati intervistati. Lui ha raccontato che aveva stato nel festival a Leuven (in Belgio). È un piccolo festival che qualifica i vincitori per entrare nella lunga lista dei nomination per Oscar. (Il Festival internazionale di cortometraggi di Leuven è uno dei festival che qualifica i film alle nomination al premio Oscar, BAFTA o agli European Film Awards – il premio dell’Accademia europea del cinema. Nel 2017 il film “Laureati nel ‘97” /Graduation ‘97/ di Pavlo Ostrikov è stato nominato agli European Film Awards dal Festival di Leuven – UCMC). Ostrikov ci è andato pensando che il Festival di Leuven fosse un festival lussuoso, invece è un festival svolto su iniziativa di un’università in un cinema di tre sale – che è molto simile a come siamo noi, ma è un festival che rilascia la qualifica. Vorremmo crescere strutturalmente e vorremmo diventare uno di questi festival. Ha molto valore nel circuito dei festival. Credo che possiamo prefiggercelo come il nostro prossimo scopo assieme alla ricezione dei finanziamenti stabili.

UCMC: Com’è organizzato il festival dal punto di vista direzionale, com’è finanziato?

Olha Reiter: Abbiamo due partner principali che ci danno il sostegno finanziario – la Comune di Lviv e l’Agenzia statale ucraina per il cinema. Il resto sono i nostri partner con cui scambiamo servizi o informazioni. Il lavoro con i donatori commerciali è una parte del nostro lavoro ancora sottosviluppata, dobbiamo accelerarla.

Il festival deve ancora crescere fino a quando raggiungerà la capacità di avere i finanziamenti e il personale necessari per organizzarlo nei prossimi cinque anni. La nostra squadra, che lavora permanentemente, è molto piccola – comprende due-tre persone e solo durante il festival si espande. Operiamo come un’impresa sociale tentando anche di ottenere dei guadagni per riutilizzarli per i nostri bisogni durante il festival.

UCMC: Questa è l’undicesima edizione del festival, com’è nato?

Olha Reiter: L’inizio è stato molto modesto, nessuno pensava che sarebbe durata per dieci anni. Il festival era una piccola rassegna per amici che comprendeva 20 film. Poi, come succede nella vita, le amicizie si trasformano o gli interessi cambiano, c’è chi se ne va e chi arriva. Sono l’unica persona rimasta proprio dall’inizio. Non volevo andare a “lavorare sul serio”, invece volevo occuparmi di quello che mi piace. Ho provato tutte le attività al festival – dalla produzione dei sottotitoli al design.

UCMC: Nel corso di questi 11 anni è cresciuto assieme a voi anche il vostro pubblico – sia gli spettatori che i professionisti del settore?

Olha Reiter: Non ho una risposta precisa. Credo che il nostro pubblico sia composto da persone giovani fino a persone di 99 anni che hanno voglia di imparare qualcosa di nuovo. Per maggior parte sono i giovani davvero che hanno le ambizioni da regista o vorrebbero avere un passatempo vivace, vorrebbero guardare i film non convenzionali, imprevedibili che gli faranno suscitare un’emozione. Ci sono gli spettatori che ci sono uniti da uno-due anni, c’è invece chi sta con noi a partire dalla terza-quarta edizione.

UCMC: Ci racconti per favore da dove parte la sua passione per il mondo del cinema?

Olha Reiter: Organizzavo un cineclub nella mia università – l’Università nazionale di Lviv Ivan Franko. Ho studiato filologia slava specializzandomi in lingua slovacca. Studiare è stato semplice, avevo molto tempo libero. Sono riuscita ad avere un proiettore, così proiettavo i film pirata. Poi li discutevamo, mi piaceva provocare la gente. Poi è emersa l’idea di questo festival, non è stata un’idea mia. Mi hanno suggerito di organizzare un festival, dato che avevo già un’esperienza organizzativa – avevo lavorato per qualche associazione. Non c’era neanche il nome. È stato un festival dell’arte visiva diverso, faceva infatti parte di un festival teatrale. Foto: Wiz-Art. Olha Reiter presenta i film degli studenti della scuola “Wiz-Art Film School”.

L’arte del cinema mi affascina da sempre. Non provengo da una famiglia di cineasti, come succede spesso. La passione è come una forza che vi spinge avanti e che vi dirige, mentre fare un festival, gestire un’organizzazione o essere produttrice dei film richiede meno lavoro creativo e più lavoro organizzativo, meticoloso – il lavoro che vi potrebbe non piacere, insomma, ma che dovete fare per far arrivare il momento in cui otterrete la vostra dose di felicità e di adrenalina e capirete così che quello che state facendo non è invano.

UCMC: Quali attività svolgete per lo sviluppo del cinema ucraino?

Olha Reiter: Come un’associazione artistica “Wiz-Art” sosteniamo la produzione dei film dagli autori e dalle autrici indipendenti. Succede sia intenzionalmente che meno, se qualcuno sta girando a Lviv, assieme alla Lviv Film Commission siamo il primo punto a cui si rivolgono i registi. Così divento coproduttrice o mi menzionano nei credits per ringraziare del sostegno che abbiamo dato a loro.

Penso che la produzione cinematografica va decentrata, perché nelle varie città ci siano gli ambiti capaci di sostenere i registi se non con i finanziamenti, almeno con le informazioni. Dovrebbero essere le persone appassionati del cinema e che capiscono come funziona il settore. Noi come organizzazione abbiamo un’ambizione di creare i film, abbiamo già prodotto alcuni film che sono stati selezionati al Festival di Odesa, al Festival “Molodist” e ai vari festival internazionali.

UCMC: Sarebbe giusto dire che qua esiste una piattaforma dove i giovani cineasti s’incontrano, discutano le loro idee e poi le realizzano insieme? 

Olha Reiter: Stiamo tentando adesso di creare una comunità così attraverso la Wiz-Art Film School (la Scuola del cinema di Wiz-Art). Organizziamo questa scuola, abbiamo svolto la prima edizione formativa presso il Jam Factory Art Center – è un centro d’arte attualmente in fase del rinnovamento che cresce velocemente (si trova negli spazi che fra l’altro funzionavano come stabilimento per la produzione di marmellata, da dove deriva il nome – UCMC). Dopo tre mesi del lavoro abbiamo cinque cortometraggi di finzione di buona qualità. Direi che i nostri film sono di qualità maggiore rispetto a come a volte succede dopo il corso universitario di cinque anni, e molto superiori di alcuni film che a volte ci spediscono in competizione. Il corso è diviso in cinque moduli, insegnano i professionisti del settore – sono i giovani registi ucraini con il cuore e la mente aperta, che non sono autoritari nei confronti delle idee, che se criticano spiegano il perché. Questo scambio è molto importante per noi. Non abbiamo ancora una comunità informale, ma sento che sta per nascere e spero che si amplificherà se continuiamo a fare quello che ci siamo prefissi come il programma.

La 12^ edizione del Festival di cortometraggi di Lviv “Wiz-Art” si svolgerà dal 19 al 25 agosto. Consultate il sito del festival per maggiori informazioni.

La foto principale: UCMC.
Ringraziamo Emanuela Vulpetti per editing letterario e correzione bozze.

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