Il campionato mondiale 2018: è possibile il calcio fuori la politica?

Il 14 giugno in Russia ha avuto inizio il campionato mondiale di calcio 2018, conosciuto anche come Coppa del Mondo FIFA 2018. La Russia ospita questa kermessa sportiva per la prima volta. Qualche mese prima dell’inizio dell’evento si discuteva se i Paesi dell’Unione europea e oltre dovessero boicottare il campionato in Russia, o se fosse possibile condannare le azioni della Russia nel campo internazionale senza il boicottaggio. Attualmente è ovvio che il “boicottaggio diplomatico” non è avvenuto nella forma di un’azione congiunta, sostenuto invece individualmente da pochi Paesi. Questo materiale dell’UCMC guarda chi boicotta il campionato e perché, cercando di contribuire così al dibattito se lo sport possa rimanere fuori dalla politica. [La foto principale: il poster di Andriy Yermolenko]

La Russia si è meritata i mondiali di calcio?

La Russia era stata scelta come Paese-ospite del campionato mondiale di calcio già nel 2010, attraverso una votazione segreta presso il comitato esecutivo della FIFA. Da allora la Russia ha invaso l’Ucraina, sostenuto Bashar al-Assad in Siria e avviato la guerra di informazioni. Davanti all’aggressione ibrida della Russia a sfida dell’ordine internazionale basato sulla preminenza del diritto internazionale, il mondo occidentale appare ancora incerto sul come rispondere.

Negli ultimi anni, molti Paesi hanno parlato ad alto livello del boicottaggio possibile dei mondiali in Russia, oppure hanno suggerito di spostarli in un altro Paese. Alcuni argomenti citati includevano l’annessione forzata della Crimea, la guerra in Donbas, l’aereo abbattuto del volo MH17, la guerra in Siria e anche lo scandalo doping attorno alla Russia.

La corruzione nella FIFA. Già nel 2010 i giornalisti sportivi, gli esperti e insider della FIFA affermavano che la Russia è stata scelta in modo poco pulito. La corruzione nella FIFA è stata investigata dall’Fbi e dalla Procura federale svizzera, mentre nel 2014 la FIFA ha condotto un’indagine sua. Nel 2015, Joseph Blatter si è dimesso dal posto del Presidente FIFA. Dopo le sue dimissioni, l’ex Presidente ha confermato che i mondiali erano stati assegnati alla Russia in seguito ad accordi segreti. Tuttavia, le indagini ufficiali non ne hanno trovato le conferme. [Foto: i poster di Andriy Yermolenko]

Lo scandalo doping del 2017. Dopo lo scandalo doping con gli atleti russi nel 2017, Richard Pound, ex-presidente dell’Agenzia mondiale antidoping (WADA) ha dichiarato che, visti gli avvenimenti in questione, la Russia non sarebbe stato un posto adatto allo svolgimento dei mondiali di calcio.

Gli appelli al boicottaggio per la Siria. Nell’aprile 2017, il senatore degli Usa Richard Blumenthal aveva sollecitato di spostare i mondiali di calcio per i sanguinosi  attacchi russi in Siria. L’organizzazione internazionale Human Rights Watch aveva lanciato l’appello al boicottaggio del campionato mondiale di calcio in Russia per lo stesso motivo.

Gli appelli al boicottaggio per l’annessione illegale della Crimea e per la guerra in Donbas. Le autorità ucraine hanno incitato a boicottare il campionato diverse volte, dato che si stanno svolgendo nel Paese aggressore. Il Ministro dello sport e degli affari dei giovani dell’Ucraina, Ihor Zhdanov, ha inviato le lettere ufficiali agli omologhi nei 35 Paesi, le cui squadre nazionali avrebbero partecipato ai mondiali 2018, con l’appello di boicottare il campionato.

Il boicottaggio del campionato mondiale di calcio si sarebbe potuto realizzare, realisticamente? La storia conosce casi di boicottaggio di grandi eventi sportivi, quando questi vengono organizzati da un Paese che sta violando le regole internazionali. Uno di questi esempi è il boicottaggio delle Olimpiadi nell’Urss nel 1980. A quel tempo l’introduzione delle truppe dell’Unione Sovietica nell’Afghanistan nel tardi 1979 è diventato il motivo per molti Paesi a boicottare quell’edizione delle Olimpiadi.


Il boicottaggio delle Olimpiadi del 1980 nell’URSS: uno sguardo al passato

Nel 1980, l’ideatore del boicottaggio fu il Presidente degli Usa Jimmy Carter. Il Comitato Olimpico degli Stati Uniti aveva chiesto il Comitato Olimpico Internazionale di spostare i Giochi in un altro posto o sospenderli del tutto. Il leader degli Stati Uniti di allora si appellò ai leader di quasi 100 Paesi perché sostenessero il boicottaggio. [Foto: Istoria Propagandy]

A quel tempo, quasi tutti i Paesi europei presero parte alla protesta in una forma o nell’altra. Non parteciparono ai Giochi gli atleti di 65 Paesi incluso gli Stati Uniti, il Canada, la Turchia, la Corea del Sud, il Giappone e la Repubblica Federale di Germania. Alcuni sportivi – dal Regno Unito, dalla Francia e Grecia, vennero a far parte dei Giochi olimpici individualmente, dopo aver ottenuto il consenso dai comitati olimpici nei propri Paesi. Comunque, le nazionali del Regno Unito e della Francia furono molto meno numerose del solito.

Solo cinque squadre si presentarono alle Olimpiadi con le bandiere nazionali – quelle di Austria, Grecia, Malta, Finlandia e Svezia. Tutte le altre si sfidarono sotto le bandiere del Comitato Olimpico Internazionale. Inoltre, invece degli inni nazionali c’era l’inno ufficiale del Comitato Olimpico Internazionale che suonava per i vincitori.

A Filadelfia, negli Stati Uniti, tre giorni prima che cominciassero le Olimpiadi a Mosca, il 16 giugno, sono stati avviati i cosidetti “Giochi olimpici del boicottaggio” (in inglese “Liberty Bell Classic” o Olympic Boycott Games), in cui hanno preso parte gli atleti da 29 Paesi che boicottavano le Olimpiadi a Mosca.


L’Unione Europea: chi boicotta il campionato mondiale oggi e perché?

Quattro decenni dopo il boicottaggio delle Olimpiadi nell’URSS il mondo occidentale appare molto meno coeso nei confronti della protesta contro la politica antieuropea della Russia contemporanea. Già nell’aprile scorso, 60 membri del Parlamento europeo hanno pubblicato una lettera aperta con la quale si sono appellati a tutti i Paesi membri dell’Unione Europea perché non prendessero parte alla gara sportiva. Comunque, solo quattro Paesi hanno annunciato il boicottaggio ufficialmente – l’Ucraina, la Gran Bretagna, l’Islanda e l’Australia. Inoltre, il boicottaggio è rimasto ad un livello politico, mentre le nazionali dei suddetti Paesi (a parte l’Ucraina, la cui nazionale non si è qualificata ai mondiali) prenderanno parte ai Mondiali in Russia. I motivi sostenuti per il boicottaggio comprendono non prendono in considerazione tutti reati della Russia contemporanea, ed inoltre non ne considerano i più gravi.

Il caso Skripal: Gran Bretagna, Islanda e Australia. Per la Gran Bretagna, i motivi  per boicottare il campionato mondiale di calcio in Russia sono stati trovati non negli avvenimenti in Ucraina o in Siria, ma nell’avvelenamento in Inghilterra di un ex-spia russa, Sergei Skripal. I britannici ne hanno dato la colpa alla Russia, denunciandolo dai più alti livelli ufficiali. Nel marzo scorso, il primo ministro Theresa May ha fatto una dichiarazione al Parlamento che i rappresentanti del governo britannico, così come i membri della famiglia reale, non si sarebbero recati in Russia. La nazionale del Paese parteciperà ai Giochi, ma i tifosi britannici sono stati avvertiti del possibile “atteggiamento negativo”, in Russia, nei loro confronti.

Le autorità dell’Islanda, la cui nazionale parteciperà ai Mondiali, hanno preso una posizione simile. Una settimana prima dell’inizio della Coppa anche l’Australia, la cui nazionale è tra i partecipanti, è entrata tra le fila dei boicottanti del campionato in Russia. I media locali, spiegando la decisione delle loro autorità, oltre al caso Skripal hanno menzionato anche le conclusioni del gruppo d’investigazione internazionale sulla responsabilità della Russia per l’abbattimento dell’aereo del volo MH17 nel 2014. Fra i 283 passeggeri che sono rimasti uccisi c’erano 38 australiani.

La Polonia condanna la politica della Federazione Russa. Anche i leader polacchi hanno annunciato che per il disaccordo con la politica sia domestica che estera della Russia, non parteciperanno né all’inaugurazione, né ai giochi del campionato. Secondo Andrzej Dera, Segretario dello Stato, il Presidente della Polonia Andrzej Duda non andrà ai Mondiali, tuttavia il primo ha dichiarato che se la nazionale giungerà al finale, cercherà di convincere il Presidente ad andarci. [Foto: i poster di Andriy Yermolenko]

La Germania e la Francia: le squadre in campo, i governanti a casa. I politici tedeschi incluso il Presidente, il Ministro degli esteri, il Vice cancelliere ed il Ministro delle finanze, hanno anch’essi dichiarato che non si sarebbero recati in Russia. Comunque, la Cancelliere federale della Germania Angela Merkel non ha annunciato il boicottaggio ufficiale. Per quanto riguarda la Francia, durante la sua visita in Russia, il Presidente francese Emmanuel Macron, durante una conferenza stampa congiunta con il Presidente russo Vladimir Putin ha promesso che sarebbe venuto in Russia se la nazionale francese entrerà nella semifinale del campionato. In seguito, Macron ha cambiato la sua posizione presentandosi il 10 giugno su un canale televisivo francese e dicendo che sarebbe andato in Russia qualora la nazionale francese raggiunga il quarto di finale.

Il Parlamento europeo: Sentsov, la Crimea e le libertà. Nel giorno dell’inizio del campionato il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione in cui ha chiamato la Russia a rispettare i suoi impegni domestici ed internazionali, e a garantire la tutela dei diritti umani. I deputati del Parlamento europeo hanno richiesto che le autorità russe liberino immediatamente e in modo incondizionato il regista ucraino Oleg Sentsov e oltre 70 cittadini ucraini illegalmente detenuti in Russia e sulla penisola crimeana.

Inoltre hanno condannato le violazioni del diritto internazionale da parte della Russia nella Crimea occupata, incluso l’esercizio del diritto russo, la militarizzazione massiccia e le violazioni sistematiche e di larga scala sulla penisola crimeana. [Foto: i poster di Andriy Yermolenko]


Uno sguardo dall’Ucraina: il calcio nel sangue

Per l’Ucraina, molto di più di qualsiasi altro Paese, è ovvio che non è accettabile che i Mondiali di calcio vengano svolti in Russia. L’aggressione della Russia all’Ucraina ha portato a più di 10 mila morti, 1,5 milioni degli sfollati, la Crimea è stata illegalmente annessa e una parte del Donbas occupata, mentre sette decine di prigionieri politici ucraini rimangono rinchiusi nelle prigioni in Russia.

La campagna #FreeSentsov. Il 16 maggio è stata avviata un’altra campagna per il boicottaggio dei Mondiali di calcio in Russia. Qualche giorno prima il regista ucraino Oleg Sentsov, condannato a 20 anni di reclusione in Russia con false accuse di terrorismo, ha iniziato uno sciopero della fame indefinito.

I poster alternativi per il campionato mondiale. L’artista grafico ucraino Andriy Yermolenko ha creato una serie di poster alternativi per i Mondiali. Li abbiamo usato per illustrare questo articolo, più poster e i link ad essi nella qualità di stampa sono disponibili sulla pagina Facebook dell’artista.

Fra i pochi che si sono permessi una tale franchezza d’espressione per quanto riguarda il campionato è stato il giornale satirico francese Charlie Hebdo. [Foto: Charlie Hebdo]

Parla l’artista Andriy Yermolenko: “Mi piace il calcio, ma non guarderò il campionato mondiale. A dire la verità, non consiglio di farlo a nessuno. Non si può guardare tranquillamente un evento marcato dal sangue, anche se l’evento stesso è un concerto o uno spettacolo molto bello. Negli ultimi anni la Russia ha svelato un volto da terrorista che non rispetta alcune dottrine internazionali. Dalle armi chimiche all’intrusione nelle elezioni in altri Paesi. Fa paura! E quello che sto dicendo con i miei poster.”

I media: la trasmissione su un canale solo. Il 6 giugno 2018, il Comitato parlamentare per la libertà di parola e la politica dell’informazione ha sostenuto un disegno del regolamento con cui proponeva di proibire la trasmissione in Ucraina del campionato mondiale di calcio svoltosi in Russia. Comunque il Parlamento ucraino (la Verkhovna Rada), ha rifiutato di addottare il regolamento. Il canale televisivo che trasmette le partite del campionato mondiale di calcio in Ucraina è Inter. In precedenza, è stato più volte sottoposto a critiche per la sua posizione filorussa. Altri canali televisivi ucraini, incluso il canale sportivo Futbol (Il calcio), si sono rifiutati di trasmetterle i mondiali.

I tifosi ucraini al campionato. Secondo dati dell’UEFA (l’Unione Europea delle Federazioni Calcistiche Europee), sei mila ucraini hanno comprato i biglietti per i giochi in Russia. Allo stesso tempo il Capo del Parlamento ucraino Andriy Parubiy ha affermato: “Avverto gli ucraini dai viaggi nella Russia di Putin, in quanto c’è il rischio reale di essere catturati dai terroristi russi. Non ingrandite il numero dei prigionieri di Putin, non andate in Russia.”

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“Lo sport è una grande tribuna. È anche una possibilità per i dittatori di mostrarsi per il lato più positivo invece di quello di torture e uccisioni,” ha riassunto il giornalista sportivo Vadym Skichko.