Kyiv
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L’ucraino Volodymyr Balukh, condannato nella Crimea occupata, è un prigioniero di coscienza – i difensori dei diritti umani

Kyiv, il 09 agosto 2017.

I difensori dei diritti umani ucraini, così come i loro colleghi internazionali, hanno sottolineato diverse volte come la Federazione Russa usi ampiamente la legislazione antiterrorismo e quella penale contro i cittadini ucraini in Crimea come degli strumenti punitivi verso coloro che non sono d’accordo con il regime de facto nella penisola.

Il primo “terrorista” ucraino di Crimea è diventato il regista Oleg Sentsov, condannato a 20 anni di carcere di massima sicurezza. Di terrorismo sono accusati anche i 16 musulmani crimeani per la loro appartenenza all’organizzazione Hizb ut-Tahrir, proibita in Russia. Alcuni cittadini ucraini sono stati incriminati di partecipazione in gruppi sovversivi. Il giornalista in Crimea Mykola Semena e il vice capo del Mejlis, l’organo di principale rappresentanza dei tatari crimeani, Akhtem Chyigoz si trovano sotto investigazione. Pochi giorni fa è stata emessa sentenza per il residente della Crimea Volodymyr Balukh, definito dall’Ukrainian Helsinki Human Rights Union come un prigioniero di coscienza.

La condanna
Il 4 agosto, la corte Rozdolnensky nella Crimea annessa ha emesso sentenza per l’attivista ucraino Volodymyr Balukh. È stato condannato a tre anni e sette mesi in carcere. “Tali persecuzioni, senza alcun dubbio, sono politicamente motivate. Volodymyr Balukh è un prigioniero di coscienza,” ha fatto notare l’avvocato dell’Ukrainian Helsinki Human Rights Union, Daria Svyrydova, in un briefing stampa presso l’Ukraine Crisis Media Center.

Di cos’è accusato l’ucraino crimeano
A dicembre 2016 il Servizio federale di sicurezza russo (FSB) ha trattenuto Volodymyr Balukh nel villaggio Serebryanka nel sud-occidente della penisola annessa. Il FSB ha comunicato di aver trovato 90 cartucce e qualche confezione di tritolo presso l’abitazione di Balukh. Secondo i difensori dei diritti umani, il motivo dell’arresto sarebbe un altro. Balukh è un agricoltore che, dal primo giorno dell’occupazione, ha espresso il proprio disaccordo con le autorità russe. Subito dopo l’annessione della Crimea, ha alzato la bandiera ucraina sopra la sua casa. Successivamente, le forze dell’ordine della Federazione Russa l’hanno minacciato di denuncia amministrativa e penale. A novembre 2016, Volodymyr ha affisso fuori la propria abitazione un cartello nel quale cambiava il proprio indirizzo, rinominato la strada in memoria della Centuria Celeste (nome popolare degli attivisti caduti durante i giorni di Maidan).

La giustizia
Durante una perquisizione sul tetto della sua abitazione, “Volodymyr è stato rinchiuso in una stanza al piano terra. A parte i poliziotti, non c’era nessuno quando sono stati trovati gli esplosivi e il materiale illegale. Il testimone della perquisizione portato dai poliziotti, aveva già testimoniato contro Volodymyr diverse volte ed era sotto effetto di alcool,” ha puntualizzato, sul caso, la Presidente del Gruppo di Crimea per la tutela dei diritti umani (Crimean Human Rights Group), Olha Skrypnyk.

Più di 20 persone sono state coinvolte per favorire la condanna di Volodymyr Balukh. Fra di loro anche il personale del FSB in Crimea, così come i cittadini ucraini che si sono schierati con le autorità di occupazione. “Abbiamo tutti i dati personali di questi membri delle forze dell’ordine e dei giudici. Prossimamente sarà pubblicata una valutazione legale delle loro azioni,” ha rassicurato Oleksandr Darakchi, capo del dipartimento per il monitoraggio dei procedimenti penali della Procura della Repubblica autonoma della Crimea (che opera dall’Ucraina continentale).

La difesa legale di Volodymyr Balukh è composta da tre avvocati. Fra di loro ci sono anche Olha e Dmytro Dinze, che difendevano anche Oleg Sentsov. “[Gli avvocati della difesa] hanno dimostrato l’insussistenza dei fatti alla base del caso. Mentre la corte li sta semplicemente ignorando,” ha fatto notare Olha Skrypnyk.

L’appello alla comunità internazionale
L’Ukrainian Helsinki Human Rights Union, il Gruppo di Crimea per la tutela dei diritti umani e il Centro di informazioni sui diritti umani hanno pubblicato un appello comune, contenente le liste delle persone che hanno contribuito con falsità del caso contro Balukh. L’appello è indirizzato sia al governo ucraino, sia ad alcuni degli stati membri dell’Ue e chiede di aiutare a risolvere il caso. Inoltre, viene chiesto di  introdurre le persone coinvolte nell’incarcerazione illegale dei residenti in Crimea nelle proprie liste nazionali delle persone sanzionate. L’Ukrainian Helsinki Human Rights Group ha anche presentato due denunce alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

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